Mese: aprile 2015

Bologna in Lettere 2015 – Conferenza Stampa

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Bologna in Lettere 2015

Festival Multidisciplinare di Letteratura Contemporanea

III° Edizione – Sistemi d’Attrazione

 

 

Conferenza stampa di presentazione del Festival

12 Maggio ore 11.00

Sala Multimediale della Biblioteca Roberto Ruffilli

Vicolo Bolognetti 2

Bologna

 

 

Relatori

Enzo Campi

Direttore artistico del Festival

Roberto Chiesi

Responsabile del Centro Studi Archivio Pier Paolo Pasolini della Fondazione Cineteca di Bologna

Alessandro Brusa

Vice-presidente del Comitato Bologna in Lettere

 

*

 

Il Comitato Bologna in Lettere, con il Patrocinio del Comune di Bologna, con il Patrocinio – per le iniziative relative alle Scuole – dell’Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna, in collaborazione con il Centro Studi Archivio Pier Paolo Pasolini della Fondazione Cineteca di Bologna, in collaborazione con Marco Saya Editore, in collaborazione con Cassero Lgbt Center, con il contributo di Coop Adriatica,  presenta “Sistemi d’Attrazione”, la Terza Edizione del Festival Multidisciplinare di Letteratura Contemporanea: “Bologna in Lettere”.

 

 

Il Festival si svilupperà in tre weekend nel mese di Maggio 2015: Ven. 15, Sab. 16, Ven. 22, Sab. 23, Ven. 29, Sab. 30. Le prime 5 giornate verranno realizzate nei locali del “Cassero”, Via Don Minzoni 18. Nel corso dell’ultima giornata avrà luogo una maratona non-stop di eventi dalle 11.00 alle 23.00 presso

Cassero Lgbt Center (Via Don Minzoni 18)

Spazio 100300 Cafè (Via Centotrecento 1/A)

Bravo Caffè (Via Mascarella 1)

Cortile Cafè (Via Nazaurio Sauro 24/C)

Boteco (Via S. Vitale 17/B)

Caffè degli artisti (Via Castiglione 47/2)

Bar La Linea (Piazza Re Enzo 1/4)

Macondo (Via del Pratello 22)

CostArena (Via Azzo Gardino 48)

Fish’n’roll (Via Santa Croce 16/D)

Biblioteca Italiana delle donne (Via del Piombo 5)

Libreria Coop Zanichelli (Piazza Galvani 1/H)

 

 

Questa edizione del Festival è dedicata alla complessa ed articolata figura di Pier Paolo Pasolini. Lo staff del Festival, operando secondo l’ottica dei “Sistemi d’Attrazione” (gli spazi di confine e le linee di intercomunicazione tra i vari linguaggi artistici ed espressivi), ha inteso concertare e strutturare un focus pasoliniano  che si articolerà nelle prime 5 giornate. Ven. 15, La macchina miracolante, recital ispirato alla corrispondenza epistolare tra Pasolini, Leonetti e Roversi, dalla quale è scaturita l’esperienza della rivista letteraria bolognese “Officina”, testi e regia Enzo Campi, musiche Mario Sboarina, con Alessandro Brusa, Enea Roversi. Sab. 16, Bologna, le contraddizioni di una città pasoliniana per caso, un intervento di Stefano Casi. Ven. 22, la proiezione del video della performance “Intellettuale” di Fabio Mauri, con Pasolini come attore, con un’introduzione di Roberto Chiesi; Supplica a mia madre, lectio magistralis di Antonella Pierangeli. Sab. 23, le premiazioni dei due concorsi letterari dedicati a Pasolini banditi dallo staff; la presentazione del volume “Pasolini, la diversità consapevole”, a cura di Enzo Campi, edito da Marco Saya Editore. La kermesse pasoliniana si concluderà Ven. 29 con un vero e proprio focus che comprenderà un intervento di Roberto Chiesi sui luoghi bolognesi del cinema pasoliniano, la performance “Io non ritratto” di Dome Bulfaro, la presentazione – a cura di Daniele Poletti, Ermanno Moretti e in anteprima nazionale – del saggio “Sulla rivoluzione incompiuta di Pasolini” di Peter Carravetta (Diaforia Edizioni), la proiezione del documentario “Pier Paolo Pasolini” di Carlo Di Carlo (aiuto regista di Pasolini in Mamma Roma, La Ricotta, La Rabbia), un’affabulazione di Sonia Caporossi, un intervento di Antonella Pierangeli e la kermesse Oltre ogni possibile fine: Versi per PPP, a cura di Claudio Finelli, Carmine De Falco, con Bruno Galluccio, Ferdinando Tricarico, Omar Ghiani, Costanzo Ioni.

 

 

Nell’arco del Festival avranno luogo altri due focus di approfondimento dedicati a Elio Pagliarani e Patrizia Vicinelli, e un focus tematico sulle riviste letterarie in Italia con un incontro coi redattori di “Anterem” (rivista attiva da circa quarant’anni). Ven. 22, Proseguendo un finale, focus su Elio Pagliarani, a cura di Francesca Del Moro in dialogo con Maria Concetta Petrollo; Relatori Luigi Ballerini, Biagio Cepollaro, Francesco Muzzioli, Vincenzo Frungillo, Sonia Caporossi, Luciano Mazziotta; Letture e testimonianze Maria Concetta Petrollo, Rosaria Lo Russo, Carla Chiarelli, Sara Ventroni, Rita Galbucci, Nadia Cavalera. Sab. 23, Focus su Patrizia Vicinelli, a cura di Daniela Rossi, con Niva Lorenzini, Cecilia Bello, Rosaria Lo Russo, Jonida Prifti, Patrizia Mattioli. Sab. 16, Anterem – 1976/2015 – Quarant’anni di poesia e pensiero, a cura di Enea Roversi, Alessandro Assiri, con Flavio Ermini, Ranieri Teti, Giorgio Bonacini, Rosa Pierno, Laura Caccia, Davide Campi, Marco Furia, Mara Cini. Gli spazi dedicati ai focus culmineranno con un approccio ad una delle poetiche imprescindibili del panorama contemporaneo: Ida Travi, che sarà introdotta criticamente da Alessandra Pigliaru nella giornata di Sab. 23.

 

La rassegna nella rassegna quest’anno prende il nome “Vetrine del nuovo millennio – Macchine e macchinazioni”, ed è rivolta a presentare alcuni degli artisti più rappresentativi del panorama contemporaneo che operano sugli spazi di confine dei vari generi. Ven. 15, Pinina Podestà (video-arte), Nicola Frangione (recital), Mona Lisa Tina (performance), e il gemellaggio con il Festival “Oblom Poesia” di Torino, con azioni di Ivo De Palma, Ivan Fassio, Fabrizio Bonci, Salvatore Sblando. Sab. 16, Andrea Inglese & Stefano Delle Monache (performance/installazione), Tiziana Cera Rosco (performance), Maria Korporal (video-arte), Nina Maroccolo & Emiliano Pietrini (performance). Sab. 30, cortometraggi, azioni, recital, performance, sonorizzazioni, proclami e varie artisticità con Marion D’Amburgo, Francesco Forlani, Julian Zhara, Solidea Ruggiero, Rita Bonomo, Barbara Pinchi, Giovanni Campi, Marthia Carrozzo, Vanni Schiavoni, Chiara Cossu, Silvia Benedetti.

 

Il Festival si concluderà Sabato 30 con la consueta maratona, dove tra reading, letture, approfondimenti e performance, troveranno spazio anche alcuni progetti tematici: una tavola rotonda sull’editoria di poesia e sul pensiero pratico curata da Luca Rizzatello (Prufrock spa), Mariangela Guatteri (Benway Series), Daniele Poletti (Diaforia), la presentazione dell’antologia italo-rumena “Père-Lachaise – Racconti dalle tombe di Parigi” (Edizioni Ratio et Revelatio), curata da Laura Liberale, la presentazione dell’antologia “Poeti della lontananza” (Marco Saya Editore), curata da Antonella Pierangeli, Sonia Caporossi, il progetto “Umafeminità” (Edizioni Joker) ideato e curato da Nadia Cavalera, la presentazione del numero 60/61 della rivista “Le Voci della Luna”, a cura di Maria Luisa Vezzali, Marinella  Polidori, Loredana Magazzeni, Roberta Sireno, la presentazione dell’antologia “Femminile Plurale” (Vydia Edizioni), curata da Cristina Babino, e altre due anteprime assolute: la presentazione di “Il pane del giorno prima” (Ladolfi Editore) di Valentina Pinza, la presentazione di “Spazio di Destot” (Edizioni Diaforia) di Fabio Teti. Nel corso della maratona finale saranno coinvolti più di un centinaio di autori.

 

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Bologna in Lettere 2015

Festival Multidisciplinare di Letteratura Contemporanea

III° Edizione – Sistemi d’Attrazione

 

Direttore artistico

Enzo Campi

 

 

Staff

Luca Ariano, Alessandro Assiri, Alessandro Brusa

Martina Campi, Francesca Del Moro, Rita Galbucci

Serenella Gatti Linares, Agnese Leo, Loredana Magazzeni

Jacopo Ninni, Marinella Polidori, Sergio Rotino

Enea Roversi, Mario Sboarina, Maria Luisa Vezzali

 

 

Collaboratori per la  III° Edizione

Vincenzo Bagnoli, Sonia Caporossi, Roberto Chiesi

Silvia Comarella, Laura Liberale, Renata Morresi

Antonella Pierangeli, Maria Concetta Petrollo

Daniele Poletti, Luca Rizzatello, Daniela Rossi

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Bologna in Lettere 2015 – Video-Arte – Cortometraggi e incombenze visuali

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Bologna in Lettere 2015

Video-Arte , Cortometraggi e Incombenze visuali

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Venerdì 15 Maggio – Cassero Lgbt Center – Via Don Minzoni 18

Pinina Podestà – Defigurazioni

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Programma delle proiezioni:
1 I am sorry
music Shiri Malckin

2 Sound Visionary
music (square-visionary) by Stoklov

3 Squeaking machine
music Shiri Malckin

4 Graphium
music By Haim Shapira & Shiri Malckin

 

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Sabato 16 Maggio – Cassero Lgbt Center – Via Don Minzoni 18

 

Maria Korporal – Prospettive circolari del terzo occhio

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Programma delle proiezioni:
1 Third Eye Flying
Musica di Michael J. Stewart
2 HeartBeartH
Video creato nell’ambito del progetto HearteartH
3 Anne Frank
Musica e sound design di Shiri Macklin
Testo e voce di Nina Maroccolo
4 Il pellicano nel deserto
con un intervento live di Nina Maroccolo
Musica di Michael J. Stewart
Anteprima assoluta

 

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Venerdì 22  Maggio – Cassero Lgbt Center – Via Don Minzoni 18

 

Proiezione di un estratto de “La ragazza Carla”

Regia Alberto Saibene

Un film di  Carla Chiarelli,Carlotta Cristiani, Gianfilippo Pedote, Alberto Saibene

Con Carla Chiarelli

Fotografia Luca Bigazzi, Simone Pera

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Proiezione del video della performance “Intellettuale” (1975)

di Fabio Mauri (con Pasolini nei panni di attore)

con un’introduzione di Roberto Chiesi

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Sabato 23  Maggio – Cassero Lgbt Center – Via Don Minzoni 18

Proiezioni di estratti da “Una poesia fragile e temeraria”

di Patrizia Vicinelli

Antologia multimediale a cura di Daniela Rossi

Regia Riccardo Dagli Alberi

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Venerdì 29  Maggio – Cassero Lgbt Center – Via Don Minzoni 18

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Proiezione del documentario Pier Paolo Pasolini di Carlo Di Carlo

con un’introduzione di Roberto Chiesi   

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Dome Bulfaro, Io non ritratto, con videoritratti degli allievi della classe 5D
del Liceo Artistico Statale “Lucio Fontana” di Arese (MI)

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Sabato 30 Maggio – Spazio 100300 – Via Centrotrecento 1/A

Rita Bonomo, Volevo fare l’usignolo

Fotografia e regia Giusy Calia

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Alberto Mori, Phonematique

Videoperformance per Phon e Fonetica

a due velocità alternate per otto variazioni dinamiche

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Simona Menicocci, Il mare è pieno di pesci

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Sabato 30 Maggio – Cassero Lgbt Center – Via Don Minzoni 18

 

Chiara Cossu, Frammenti di una nascita

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Barbara Pinchi, Da costa a costa

Voce per ossa e mare

Fotografia di Fabrizio Corvi

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Silvia Benedetti, Precipizi-tazioni

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Julian Zhara, Dune

Video Enrico Sambenini, Musiche Ilich Molin

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Bologna in Lettere 2015 – Una poesia fragile e temeraria – Focus Patrizia Vicinelli

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Sabato 23 Maggio

Cassero Lgbt Center – Via Don Minzoni 18

 

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Una poesia fragile e temeraria – Focus su Patrizia Vicinelli

Cura e conduzione

Daniela Rossi

con

Cecilia Bello Minciacchi, Niva Lorenzini, Rosaria Lo Russo, Jonida Prifti

Sonorizzazioni

Patrizia Mattioli

 

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La voce più singolare e intensa tra i poeti legati alla neo-avanguardia è indubbiamente quella di Patrizia Vicinelli: in lei più forte che in altri è il legame tra le inquietudini e il dolore di una vita vissuta pericolosamente e conclusa tragicamente, e una ricerca poetica incandescente e tormentata. Non a caso nel suo poema epico  Non sempre ricordano –  scritto nel 1974-75, ma pubblicato dieci anni dopo dalla casa Editrice Aelia Laelia – vi è una esplicita presa di distanza da coloro che dimenticando non riescono ad entrare nella vita, perché non sapendo guardare al proprio passato, non riescono neppure a rientrare dentro di sé e quindi a conoscersi veramente.

Questa cifra caratteristica della sua opera, questa adesione e osmosi profonda tra vicende personali e poesia, segna una produzione insieme frammentata e polifonica. Queste caratteristiche di straordinaria intensità si colgono con grande nettezza nei dischi di poesia sonora, nelle poesie visive, nelle performances che ritroviamo, nei video che testimoniano la sua presenza in importanti mostre e Festival in Italia e in tutto il mondo. Patrizia cominciò giovanissima a partecipare all’attività poetica della neo-avanguardia proprio nel ’63, avvertendo il bisogno di dare voce poetica, sin da allora, ad una esistenza tesa e tormentata, fatta di passioni. Sino alla fine la poesia infatti ha segnato il suo viaggio esistenziale avventuroso e trasgressivo rispetto al perbenismo borghese e al quadro culturale tradizionale.

Intessuta insieme di asprezza e amore, di tensione profonda e grande tenerezza, tutta la sua opera scandisce un racconto poetico fatto di molti episodi, che disfano e poi intrecciano la trama della vita, la raccolgono e la dilatano in sequenze che sembrano non finire mai e tuttavia spesso si chiudono improvvisamente. È un io poetico – quello di Patrizia Vicinelli – totalmente immerso nella realtà e quindi del tutto lontano da ogni possibile tentazione di estetismo e di compiacenza stilistica. Lei stessa però, recensendo il Festival di Parma dell’86, dichiara che «nessun poeta ha il diritto di leggere da solo» e quindi lega strettamente il proprio itinerario poetico alla ricerca e al confronto con quella di altri poeti, a lei più affini sul piano della sperimentazione e della contaminazione tra i diversi generi artistici. Vicinelli era infatti assai sensibile e attenta agli umori e ai gusti del suo pubblico: in questo rapporto emergono infatti le sue grandi doti di attrice, che realizza con la voce e con tutto il corpo un ritmo incalzante, che spesso si dilata nell’urlo fragoroso e nell’invettiva bruciante.

In questa partecipazione – dialogo tra il poeta e il suo pubblico emerge il rifiuto netto della poesia come moda e la ricerca di una qualità che riesce a comunicare qualcosa di veramente essenziale e importante. (Daniela Rossi)

Daniela Rossi e Patrizia Vicinelli 1986

 

 

 

ritorno è assopito il tempo irreversibile

quindi mi oso di parlare virgilio non so bene

quante cripte blu mi si presenteranno c’è un vuoto

di geroglifici e troppo di cleopatra molto

c’è stato un rinvio uno sciopero

alle imposte mi vedo nel vetro e mi rimando

lo spazio che mi resta fermo se proprio voglio se

proprio voglio allora patrizia vieni càdi

un poco di questa vita di rossori – avrei voluto –

ma è sacra la tromba quando ti ride

 

non si chieda rivolta

alla istruita mensa di nostalgici

se hanno cavalcato gli aironi

e i soli compongono altalena

[…]

 

(Patrizia Vicinelli, da “Ex”, N°1, 1960)

 

 

 

[…] Nelle pagine della Vicinelli si riversa un materiale che pulsa e esplode oltre i margini della pagina, sconfinando verso una gestualità e un’oralità sottoposte a ritmo di morte e rinascita, in trasformazione incessante.  […] Spietata e per nulla indulgente era la sua analisi, come di chi sa di essere marchiata a fuoco sulla pelle, e dileggia chi detiene una «visione privata e privilegiata» del mondo che appariva invece ai suoi occhi così «insaziabile», così pronto a tradire le aspettative («sempre disattendere, ferire, deludere per andare avanti con se stessi: questo le pareva l’unico decalogo accettabile, immersi come si è nel non-senso che è la vita e che è la letteratura, tra le «vicissitudini», scriveva, «dell’essere»). […] Poesia visiva e sonora si era rivelata subito quella poesia, poesia del corpo, che azzerava la sintassi e la consequenzialità temporale e si opponeva, ricorrendo anche ad anormali caratteri grafici e tipografici, al linguaggio falsificato delle pronunce autorizzate, istituzionali. Era invece, la sua, la poesia di chi sente «con orecchie diverse» e «con occhi rubizzi al cielo», come scriveva ancora nel testo destinato a Villa. Vanno tenute a mente, quelle parole, mentre si ripercorre la sua opera, da a, à. A, uscito per Lerici nel 1967 e a Villa dedicato, con il flusso poematico che si richiama alla sua pratica di scrittura, e con il poliglottismo, le anafore, le allitterazioni, gli anacoluti, gli idioletti, che non ne abbandoneranno mai le trame verbali, sino ai Fondamenti dell’essere o ai frammenti di Messmer, il romanzo abbozzato tra il 1980 e il 1988. (Niva Lorenzini, da Tra ustione e attrito: la poesia di Patrizia Vicinelli, in Non sempre ricordano – Poesia Prosa Performance, Le Lettere, Collana “Fuori Formato”, 2009)

 

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[…] Tanto in questa suggestiva sequenza quanto  nelle letture poetiche il corpo di Patrizia è da intendersi come mezzo come stendardo dell’esperienza. Di un’esperienza da comunicare attraverso una triplice contemporanea mediazione fisica: della parola, della pura voce, del gesto.  In effetti si trattava per lei di comunicare oltre che di esprimere. L’effusione dell’io non poteva interessarla, la interessava invece una capacità di coinvolgere che la portasse “al cuore degli uomini”, che instaurasse una condivisione:”Più che la parola è il suono la radice dell’essere. È anche un concetto filosofico. Non è importante ciò che il poeta pensa, ma ciò che dice e che fa. La persona è tutt’uno con l’opera e non è possibile essere dei grandi creativi se non si vive creativamente rischiando. I grandi – Artaud Genet Alighieri – hanno avuto una vita dolorosa e in qualche modo epica avendo alla base un bisogno di eticità. È verità assoluta da portare agli uomini che ne valuteranno l’autenticità. […] Solo l’energia e la forza del poeta con la lettura delle sue opere possono andare al cuore degli uomini”(Patrizia Vicinelli) .In queste dichiarazioni compaiono alcuni dei suoi convincimenti basilari: importanza del suono (fino ai singoli costitutivi fonetici delle parole); unione di parola e azione (oralità e gestualità); identità tra autore e opera (vita e scrittura in rapporto di reciprocità); legame tra rischio esistenziale e bisogno di eticità (dolore e autenticità); necessità di energia comunicativa. Il profilo che se ne ricava, ammettendo alcuni tratti eroici in odore di romanticismo, è quello di un autore che teoricamente lega e non teme di compromettere insieme, in un nucleo coerente, biografia, scrittura e comunicazione diretta. Patrizia Vicinelli si è dedicata a una pratica di vita antinormativa e bruciante, fin dai versi giovanili, a una poesia che l’assorbiva in modo assoluto – altrettanto bruciante e ostile alle regole – e che lei viveva e interpretava con grande intensità fisica, sentendo sempre come strutturale, irrinunciabile il tramite comunicativo immediato tra poeta e fruitore. (Cecilia Bello Minciacchi, da Il sogno di evadere tutto, in Non sempre ricordano – Poesia Prosa Performance, Le Lettere, Collana “Fuori Formato”, 2009)

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Questo libro è uno studio sulla poetessa Patrizia Vicinelli. Osservare la sua poesia multidisciplinare,  caratteristica peculiare del suo lavoro, significa volgere la propria attenzione al carattere integralmente “fisico” di quest’ultima: un aspetto che la contraddistingue nel panorama della letteratura italiana del suo tempo. E vuol dire interrogarsi, anche, sui motivi della marginalità che continua tutt’oggi ad oscurare un’opera, come la sua, accesa da irripetibili esecuzioni vocali, che fanno da sceneggiatura alla sua vita, alla sua autenticità, ai dolori, assenze, vuoti, che contrappuntano il suo esistere: contenuti pulsionali espressi in una formula che, benché espressa dalla protagonista di un’esperienza-limite, ha un carattere universale. Una presenza scenica, la sua, che non è semplicemente teatrale (come pure qualcuno ha sostenuto), ma incontra direttamente la vita: una forma di sofferenza e d’insofferenza che pulsa dentro la parola detta; come Loredana Magazzeni afferma: “Scrittura e vita coincidono, di più, scrittura e vita coincidono in modo universale…” (Jonida Prifti, Patrizia Vicinelli la poesia e l’azione, Onyx Ebook, 2014)

 

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Daniela Rossi dal 1980 si occupa di poesia dal vivo curando eventi e Festival di Poesia  ( Di Versi In Versi, Parmapoesia, Parole Migranti – Bolzano, Lirici a Lerici, ecc…) e collaborando ai Festival internazionali di poesia di Milano, Firenze, Napoli, Venezia, Parigi, ecc… Dal 2000 ha fatto parte del comitato di Romapoesia – Festival della Parola, con Nanni Balestrini, Luigi Cinque, Lello Voce, Franca Rovigatti, ha collaborato al concorso di video poesia Doctor Clip a Roma e promosso in Italia i Poetry Slam internazionali con il poeta Lello Voce. Negli anni ‘80 ha fondato, con gli amici scrittori e poeti Carlo Bordini, Giorgio Messori, Beppe Sebaste e altri, la casa editrice Aelia Laelia, pubblicando tra gli altri le poetesse Amelia Rosselli e Patrizia Vicinelli. Nel 2008 ha  curato, nella collana Fuoriformato di Andrea Cortellessa (Le Lettere), per le antologie “The Complete Films, prosa poesia e performance di Corrado Costa” e “Non sempre ricordano”di Patrizia Vicinelli (2009), i DVD allegati, dai materiali del suo archivio video. Nel 2010 ha pubblicato per Campanotto editore “La repubblica dei poeti”, sugli anni del Mulino di Bazzano e la neoavanguardia. Nel 1990 ha creato l’etichetta “Riso Rosa – progetti sulla scrittura ironica delle donne“, promuovendo rassegne, prodotti editoriali e multimediali e l’omonimo festival biennale. Per Riso Rosa ha curato le antologie “ Ragazze, non fate versi!” ( con la poetessa Alessandra Berardi ), “ Pink Ink, scritture comiche molto femminili “ e “ Pink Noir, delitti per signora “ tutti pubblicati dall’ Editrice ZONA. Nel 2010 ha curato, in occasione del Festival Romapoesia poEtiche, il DVD Fragili Guerriere, omaggio alle poete epiche Amelia Rosselli e Patrizia Vicinelli  e nel 2011 ha scritto con Rosaria Lo Russo il manifesto politico/poetico “FRAGILI GUERRIERE, per una ricerca sulla poesia epica delle donne”; dal 2012 Fragili Guerriere diventa spettacolo work in progress e promuove serate con poete, attrici e musiciste, video e mostre. Dal 2014 cura al Museo Uomo Ambiente di Bazzano (PR) l’Archivio video di poesia La Repubblica dei Poeti, nel luogo dove vissero Corrado Costa, Adriano Spatola e Giulia Niccolai e dove fu fondata la casa editrice Tam Tam.

 

 

 

Link utili

http://www.poesia2punto0.com/2010/07/13/patrizia-vicinelli-quaderni/

https://www.facebook.com/pages/Patrizia-Vicinelli/249738565102011

http://www.onyxebook.com/prodotto/patrizia-vicinelli-la-poesia-e-lazione/

http://www.absolutepoetry.org/Patrizia-Vicinelli-dai-Fondamenti

http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/50000/45391.xml?key=Lello+Voce&first=171&orderby=1&f=fir