Dimore

Bologna in Lettere 2018 – Dislivelli – Premio di poesia contemporanea per opere edite e inedite

BOLOGNA IN LETTERE 2018

DISLIVELLI

PREMIO  DI POESIA CONTEMPORANEA

PER OPERE EDITE E INEDITE

 


ESITI 2018 – DISLIVELLI: QUI


 

 

Bando pubblico

 

In occasione della sesta edizione del Festival di Letteratura Contemporanea

Bologna in Lettere

il Comitato Promotore

in collaborazione con Marco Saya Edizioni

rende pubblico il bando per il

Premio di Poesia Contemporanea

 

 Dislivelli

 

Il Premio è aperto a tutti e si intende attivo a partire dal 29/08/2017

La scadenza per l’invio degli elaborati è fissata al 31/01/2018.

Al fine di agevolare i lavori delle giurie e per non causare eventuali disguidi si raccomanda agli autori di non concentrare l’invio degli elaborati negli ultimi giorni disponibili

 

 

Composizione delle giurie

 

SEZIONE A

Daniele Barbieri, Sonia Caporossi

Giusi Montali, Enea Roversi, Enzo Campi

SEZIONE B

Daniele Poletti, Luca Rizzatello, Luca Dimitriy Cenacchi

Marco Saya, Fabio Michieli

SEZIONE C

Francesca Del Moro, Loredana Magazzeni, Antonella Pierangeli

Maria Luisa Vezzali, Giacomo Cerrai

PRESIDENTE DELLE GIURIE

Enzo Campi

Le valutazioni dei testi inediti avvengono in forma anonima.

I giudizi delle giurie sono insindacabili e inappellabili.

 

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SEZIONI IN CONCORSO

Il Concorso è diviso in 3 sezioni.

Sezione A – Opere edite

Sezione B – Raccolte inedite

Sezione C – Poesie inedite

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SEZIONE A (Opere edite)

ELABORATI AMMESSI

Poemi, poemetti, sillogi, raccolte di poesia editi dal 2013 al 2018

Sono ammessi testi in altre lingue (o in dialetto) purché corredati di traduzione in italiano.

CONDIZIONI

Ad ogni autore e/o editore vengono richiesti un file in formato word o pdf e 1 copia cartacea dell’opera.

MODALITÀ DI INVIO

 (doppio invio sia telematico che cartaceo)

INVIO TELEMATICO

Formato elettronico come allegato pdf o .doc o .docx all’indirizzo concorsi@bolognainlettere.it con oggetto “concorso Dislivelli – sezione A”. Gli elaborati dovranno essere inviati entro il 31/01/2018, accompagnati dalla scheda di partecipazione (scaricabile a fondo pagina) debitamente compilata e firmata. Allo scopo di agevolare le procedure di registrazione è obbligatorio allegare copia della ricevuta del versamento. Il corpo della email dovrà comunque contenere nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza, recapito telefonico, titolo dell’opera.

INVIO CARTACEO

N° 1 copia dell’opera da inviare, per posta ordinaria (posta 4 pro o piego di libri; non effettuare spedizioni a mezzo raccomandata), a Comitato Bologna in Lettere C/O Enzo Campi, Centro Postale Operativo, Sezione Videocodifica, Via Piccard 14, 42124 Reggio Emilia

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SEZIONE B (Raccolte inedite)

ELABORATI AMMESSI

Poemi, poemetti, sillogi, raccolte di poesia inediti

Sono ammessi testi in altre lingue (o in dialetto) purché corredati di traduzione in italiano.

CONDIZIONI

I testi dovranno essere inediti.

Per inediti si intende mai pubblicati in forma cartacea. Testi apparsi solo in rete sono da considerarsi inediti.

Limite minimo 30 cartelle – Limite massimo 50 cartelle (la cartella equivale a una pagina)

MODALITÀ DI INVIO

SOLO INVIO TELEMATICO

Formato elettronico come allegato .doc o .docx all’indirizzo concorsi@bolognainlettere.it con oggetto “concorso Dislivelli – sezione  B”. Gli elaborati dovranno essere inviati, in un unico file anonimo entro il 31/01/2018, accompagnati dalla scheda di partecipazione (scaricabile a fondo pagina) debitamente compilata e firmata. Allo scopo di agevolare le procedure di registrazione è obbligatorio allegare copia della ricevuta del versamento. Il corpo della email dovrà comunque contenere nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza, recapito telefonico, titolo dell’opera.

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SEZIONE C (Poesie singole inedite)

ELABORATI AMMESSI

Da un minimo di 1 a un massimo di 3 poesie inedite

Sono ammessi testi in altre lingue (o in dialetto) purché corredati di traduzione in italiano.

CONDIZIONI

I testi dovranno essere inediti.

Per inediti si intende mai pubblicati in forma cartacea. Testi apparsi solo in rete sono da considerarsi inediti.

Limite massimo N° 3 poesie singole. Lunghezza massima consentita 50 versi (per ogni singola poesia)

MODALITÀ DI INVIO

SOLO INVIO TELEMATICO

Formato elettronico come allegato .doc o .docx all’indirizzo concorsi@bolognainlettere.it con oggetto “concorso Dislivelli – sezione C”. Gli elaborati dovranno essere spediti, in un unico file anonimo, entro il 31/01/2018, accompagnati dalla scheda di partecipazione (scaricabile a fondo pagina) debitamente compilata e firmata. Allo scopo di agevolare le procedure di registrazione è obbligatorio allegare copia della ricevuta del versamento. Il corpo della email dovrà comunque contenere nome, cognome, data e luogo di nascita, indirizzo di residenza, recapito telefonico, titolo dell’opera.

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PREMI

SEZIONE A POESIA EDITA

La giuria individuerà 6 finalisti da cui verrà poi decretato il vincitore. Al primo classificato verrà corrisposto un premio in denaro.  Le opere classificate ai primi 3 posti verranno presentate nel corso degli eventi del festival. Gli autori delle opere classificate dal quarto al sesto posto riceveranno un attestato e verranno invitati a partecipare al festival in uno dei reading in programma.

SEZIONE B RACCOLTE INEDITE

La giuria individuerà 6 finalisti da cui verrà poi decretato il vincitore. Al primo classificato verrà assegnata la Pubblicazione gratuita dell’opera a cura di Marco Saya Edizioni. L’opera vincitrice verrà presentata criticamente nel corso della cerimonia di premiazione. Alcuni estratti delle opere classificate dal secondo al sesto posto verranno assemblati in un e-book con scheda e presentazione critica. Tutti gli autori finalisti riceveranno un attestato e saranno presentati criticamente nel corso della cerimonia di premiazione.

SEZIONE C POESIE INEDITE

La giuria individuerà 6 finalisti da cui verrà poi decretato il vincitore. Al primo classificato verrà corrisposto un premio in denaro.  Gli autori delle opere classificate dal secondo al sesto posto riceveranno un attestato e saranno presentati criticamente nel corso della cerimonia di premiazione.

ALTRI PREMI

Per ognuna delle tre sezioni la giuria si riserva il diritto di conferire una serie di segnalazioni alle opere più meritevoli. Gli autori segnalati saranno invitati a partecipare al reading collettivo che inaugurerà la stagione di eventi successiva (settembre/ottobre 2018). Inoltre il presidente delle giurie si riserva il diritto di conferire direttamente uno o più premi speciali per ognuna delle tre sezioni. I vincitori dei premi speciali verranno presentati criticamente nel corso del reading di cui sopra.

QUOTE D’ISCRIZIONE

A parziale copertura delle spese di gestione il Premio prevede  quote d’iscrizione così distribuite

Opera edita – 10 euro

Raccolte inedite – 15 euro

Poesie singole inedite – 15 euro

La partecipazione a due sezioni prevede una tassa d’iscrizione complessiva di 20 euro. La partecipazione a tutte e 3 le sezioni prevede una tassa d’iscrizione complessiva di 30 euro.

I versamenti sono da effettuare con bonifico a favore di

BOLOGNA IN LETTERE – B.I.L.

iban  IT09 D02008 02404 000103539948  

ESITI

Gli esiti del Premio verranno comunicati pubblicamente entro il 01/04/2018 sul sito di Bologna in Lettere, sulla pagina facebook del Festival e su vari canali telematici.

La cerimonia di premiazione avrà luogo nel mese di maggio 2018, in data da destinarsi.

Per scaricare la scheda d’iscrizione qui

scheda-word-2018

scheda-pdf -2018

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Gli autori firmando la scheda di partecipazione accettano  il contenuto del presente bando in tutti i suoi punti e autorizzano il trattamento dei dati personali nel rispetto delle disposizioni della legge sulla Privacy 675/96 e dell’informativa di cui all’articolo 13 del D.Lgs. N 196/2003. Il trattamento dei dati è comunque relativo  al solo Premio e per comunicati informativi sulle attività culturali e artistiche del Festival


bando presente su vari siti e portali dedicati, tra cui:banner-club-it

 

Bologna in Lettere 2015 – Una poesia fragile e temeraria – Focus Patrizia Vicinelli

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Sabato 23 Maggio

Cassero Lgbt Center – Via Don Minzoni 18

 

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Una poesia fragile e temeraria – Focus su Patrizia Vicinelli

Cura e conduzione

Daniela Rossi

con

Cecilia Bello Minciacchi, Niva Lorenzini, Rosaria Lo Russo, Jonida Prifti

Sonorizzazioni

Patrizia Mattioli

 

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La voce più singolare e intensa tra i poeti legati alla neo-avanguardia è indubbiamente quella di Patrizia Vicinelli: in lei più forte che in altri è il legame tra le inquietudini e il dolore di una vita vissuta pericolosamente e conclusa tragicamente, e una ricerca poetica incandescente e tormentata. Non a caso nel suo poema epico  Non sempre ricordano –  scritto nel 1974-75, ma pubblicato dieci anni dopo dalla casa Editrice Aelia Laelia – vi è una esplicita presa di distanza da coloro che dimenticando non riescono ad entrare nella vita, perché non sapendo guardare al proprio passato, non riescono neppure a rientrare dentro di sé e quindi a conoscersi veramente.

Questa cifra caratteristica della sua opera, questa adesione e osmosi profonda tra vicende personali e poesia, segna una produzione insieme frammentata e polifonica. Queste caratteristiche di straordinaria intensità si colgono con grande nettezza nei dischi di poesia sonora, nelle poesie visive, nelle performances che ritroviamo, nei video che testimoniano la sua presenza in importanti mostre e Festival in Italia e in tutto il mondo. Patrizia cominciò giovanissima a partecipare all’attività poetica della neo-avanguardia proprio nel ’63, avvertendo il bisogno di dare voce poetica, sin da allora, ad una esistenza tesa e tormentata, fatta di passioni. Sino alla fine la poesia infatti ha segnato il suo viaggio esistenziale avventuroso e trasgressivo rispetto al perbenismo borghese e al quadro culturale tradizionale.

Intessuta insieme di asprezza e amore, di tensione profonda e grande tenerezza, tutta la sua opera scandisce un racconto poetico fatto di molti episodi, che disfano e poi intrecciano la trama della vita, la raccolgono e la dilatano in sequenze che sembrano non finire mai e tuttavia spesso si chiudono improvvisamente. È un io poetico – quello di Patrizia Vicinelli – totalmente immerso nella realtà e quindi del tutto lontano da ogni possibile tentazione di estetismo e di compiacenza stilistica. Lei stessa però, recensendo il Festival di Parma dell’86, dichiara che «nessun poeta ha il diritto di leggere da solo» e quindi lega strettamente il proprio itinerario poetico alla ricerca e al confronto con quella di altri poeti, a lei più affini sul piano della sperimentazione e della contaminazione tra i diversi generi artistici. Vicinelli era infatti assai sensibile e attenta agli umori e ai gusti del suo pubblico: in questo rapporto emergono infatti le sue grandi doti di attrice, che realizza con la voce e con tutto il corpo un ritmo incalzante, che spesso si dilata nell’urlo fragoroso e nell’invettiva bruciante.

In questa partecipazione – dialogo tra il poeta e il suo pubblico emerge il rifiuto netto della poesia come moda e la ricerca di una qualità che riesce a comunicare qualcosa di veramente essenziale e importante. (Daniela Rossi)

Daniela Rossi e Patrizia Vicinelli 1986

 

 

 

ritorno è assopito il tempo irreversibile

quindi mi oso di parlare virgilio non so bene

quante cripte blu mi si presenteranno c’è un vuoto

di geroglifici e troppo di cleopatra molto

c’è stato un rinvio uno sciopero

alle imposte mi vedo nel vetro e mi rimando

lo spazio che mi resta fermo se proprio voglio se

proprio voglio allora patrizia vieni càdi

un poco di questa vita di rossori – avrei voluto –

ma è sacra la tromba quando ti ride

 

non si chieda rivolta

alla istruita mensa di nostalgici

se hanno cavalcato gli aironi

e i soli compongono altalena

[…]

 

(Patrizia Vicinelli, da “Ex”, N°1, 1960)

 

 

 

[…] Nelle pagine della Vicinelli si riversa un materiale che pulsa e esplode oltre i margini della pagina, sconfinando verso una gestualità e un’oralità sottoposte a ritmo di morte e rinascita, in trasformazione incessante.  […] Spietata e per nulla indulgente era la sua analisi, come di chi sa di essere marchiata a fuoco sulla pelle, e dileggia chi detiene una «visione privata e privilegiata» del mondo che appariva invece ai suoi occhi così «insaziabile», così pronto a tradire le aspettative («sempre disattendere, ferire, deludere per andare avanti con se stessi: questo le pareva l’unico decalogo accettabile, immersi come si è nel non-senso che è la vita e che è la letteratura, tra le «vicissitudini», scriveva, «dell’essere»). […] Poesia visiva e sonora si era rivelata subito quella poesia, poesia del corpo, che azzerava la sintassi e la consequenzialità temporale e si opponeva, ricorrendo anche ad anormali caratteri grafici e tipografici, al linguaggio falsificato delle pronunce autorizzate, istituzionali. Era invece, la sua, la poesia di chi sente «con orecchie diverse» e «con occhi rubizzi al cielo», come scriveva ancora nel testo destinato a Villa. Vanno tenute a mente, quelle parole, mentre si ripercorre la sua opera, da a, à. A, uscito per Lerici nel 1967 e a Villa dedicato, con il flusso poematico che si richiama alla sua pratica di scrittura, e con il poliglottismo, le anafore, le allitterazioni, gli anacoluti, gli idioletti, che non ne abbandoneranno mai le trame verbali, sino ai Fondamenti dell’essere o ai frammenti di Messmer, il romanzo abbozzato tra il 1980 e il 1988. (Niva Lorenzini, da Tra ustione e attrito: la poesia di Patrizia Vicinelli, in Non sempre ricordano – Poesia Prosa Performance, Le Lettere, Collana “Fuori Formato”, 2009)

 

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[…] Tanto in questa suggestiva sequenza quanto  nelle letture poetiche il corpo di Patrizia è da intendersi come mezzo come stendardo dell’esperienza. Di un’esperienza da comunicare attraverso una triplice contemporanea mediazione fisica: della parola, della pura voce, del gesto.  In effetti si trattava per lei di comunicare oltre che di esprimere. L’effusione dell’io non poteva interessarla, la interessava invece una capacità di coinvolgere che la portasse “al cuore degli uomini”, che instaurasse una condivisione:”Più che la parola è il suono la radice dell’essere. È anche un concetto filosofico. Non è importante ciò che il poeta pensa, ma ciò che dice e che fa. La persona è tutt’uno con l’opera e non è possibile essere dei grandi creativi se non si vive creativamente rischiando. I grandi – Artaud Genet Alighieri – hanno avuto una vita dolorosa e in qualche modo epica avendo alla base un bisogno di eticità. È verità assoluta da portare agli uomini che ne valuteranno l’autenticità. […] Solo l’energia e la forza del poeta con la lettura delle sue opere possono andare al cuore degli uomini”(Patrizia Vicinelli) .In queste dichiarazioni compaiono alcuni dei suoi convincimenti basilari: importanza del suono (fino ai singoli costitutivi fonetici delle parole); unione di parola e azione (oralità e gestualità); identità tra autore e opera (vita e scrittura in rapporto di reciprocità); legame tra rischio esistenziale e bisogno di eticità (dolore e autenticità); necessità di energia comunicativa. Il profilo che se ne ricava, ammettendo alcuni tratti eroici in odore di romanticismo, è quello di un autore che teoricamente lega e non teme di compromettere insieme, in un nucleo coerente, biografia, scrittura e comunicazione diretta. Patrizia Vicinelli si è dedicata a una pratica di vita antinormativa e bruciante, fin dai versi giovanili, a una poesia che l’assorbiva in modo assoluto – altrettanto bruciante e ostile alle regole – e che lei viveva e interpretava con grande intensità fisica, sentendo sempre come strutturale, irrinunciabile il tramite comunicativo immediato tra poeta e fruitore. (Cecilia Bello Minciacchi, da Il sogno di evadere tutto, in Non sempre ricordano – Poesia Prosa Performance, Le Lettere, Collana “Fuori Formato”, 2009)

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Questo libro è uno studio sulla poetessa Patrizia Vicinelli. Osservare la sua poesia multidisciplinare,  caratteristica peculiare del suo lavoro, significa volgere la propria attenzione al carattere integralmente “fisico” di quest’ultima: un aspetto che la contraddistingue nel panorama della letteratura italiana del suo tempo. E vuol dire interrogarsi, anche, sui motivi della marginalità che continua tutt’oggi ad oscurare un’opera, come la sua, accesa da irripetibili esecuzioni vocali, che fanno da sceneggiatura alla sua vita, alla sua autenticità, ai dolori, assenze, vuoti, che contrappuntano il suo esistere: contenuti pulsionali espressi in una formula che, benché espressa dalla protagonista di un’esperienza-limite, ha un carattere universale. Una presenza scenica, la sua, che non è semplicemente teatrale (come pure qualcuno ha sostenuto), ma incontra direttamente la vita: una forma di sofferenza e d’insofferenza che pulsa dentro la parola detta; come Loredana Magazzeni afferma: “Scrittura e vita coincidono, di più, scrittura e vita coincidono in modo universale…” (Jonida Prifti, Patrizia Vicinelli la poesia e l’azione, Onyx Ebook, 2014)

 

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Daniela Rossi dal 1980 si occupa di poesia dal vivo curando eventi e Festival di Poesia  ( Di Versi In Versi, Parmapoesia, Parole Migranti – Bolzano, Lirici a Lerici, ecc…) e collaborando ai Festival internazionali di poesia di Milano, Firenze, Napoli, Venezia, Parigi, ecc… Dal 2000 ha fatto parte del comitato di Romapoesia – Festival della Parola, con Nanni Balestrini, Luigi Cinque, Lello Voce, Franca Rovigatti, ha collaborato al concorso di video poesia Doctor Clip a Roma e promosso in Italia i Poetry Slam internazionali con il poeta Lello Voce. Negli anni ‘80 ha fondato, con gli amici scrittori e poeti Carlo Bordini, Giorgio Messori, Beppe Sebaste e altri, la casa editrice Aelia Laelia, pubblicando tra gli altri le poetesse Amelia Rosselli e Patrizia Vicinelli. Nel 2008 ha  curato, nella collana Fuoriformato di Andrea Cortellessa (Le Lettere), per le antologie “The Complete Films, prosa poesia e performance di Corrado Costa” e “Non sempre ricordano”di Patrizia Vicinelli (2009), i DVD allegati, dai materiali del suo archivio video. Nel 2010 ha pubblicato per Campanotto editore “La repubblica dei poeti”, sugli anni del Mulino di Bazzano e la neoavanguardia. Nel 1990 ha creato l’etichetta “Riso Rosa – progetti sulla scrittura ironica delle donne“, promuovendo rassegne, prodotti editoriali e multimediali e l’omonimo festival biennale. Per Riso Rosa ha curato le antologie “ Ragazze, non fate versi!” ( con la poetessa Alessandra Berardi ), “ Pink Ink, scritture comiche molto femminili “ e “ Pink Noir, delitti per signora “ tutti pubblicati dall’ Editrice ZONA. Nel 2010 ha curato, in occasione del Festival Romapoesia poEtiche, il DVD Fragili Guerriere, omaggio alle poete epiche Amelia Rosselli e Patrizia Vicinelli  e nel 2011 ha scritto con Rosaria Lo Russo il manifesto politico/poetico “FRAGILI GUERRIERE, per una ricerca sulla poesia epica delle donne”; dal 2012 Fragili Guerriere diventa spettacolo work in progress e promuove serate con poete, attrici e musiciste, video e mostre. Dal 2014 cura al Museo Uomo Ambiente di Bazzano (PR) l’Archivio video di poesia La Repubblica dei Poeti, nel luogo dove vissero Corrado Costa, Adriano Spatola e Giulia Niccolai e dove fu fondata la casa editrice Tam Tam.

 

 

 

Link utili

http://www.poesia2punto0.com/2010/07/13/patrizia-vicinelli-quaderni/

https://www.facebook.com/pages/Patrizia-Vicinelli/249738565102011

http://www.onyxebook.com/prodotto/patrizia-vicinelli-la-poesia-e-lazione/

http://www.absolutepoetry.org/Patrizia-Vicinelli-dai-Fondamenti

http://cerca.unita.it/ARCHIVE/xml/50000/45391.xml?key=Lello+Voce&first=171&orderby=1&f=fir