Bologna in Lettere 2015 – Peter Carravetta – Sulla rivoluzione incompiuta di Pasolini

Venerdì 29 Maggio

Cassero Lgbt Center – Via Don Minzoni 18

 

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Peter Carravetta

Sulla rivoluzione incompiuta di Pasolini

Progetto e cura diaforia/Daniele Poletti

Edizioni Cinquemarzo.

[Pubblicato originariamente su Art & Text (Sydney), Winter, 1989, pp. 45-67

con il titolo: “Lines of Canonical Protest: Pasolini’s Unfinished Revolution.” ]

Traduzione di Chiara Bauzulli

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[…] Si potrebbe quindi vedere nell’opera di Pasolini il tramonto stesso della tradizione simbolista, nel senso che, pur restando in debito allo stile del Simbolismo, egli ne radicalizza le premesse, sovvertendole dall’interno. Se è vero che le avanguardie, in particolare le neo-avanguardie italiane degli anni ‘60, derivano in parte dal simbolismo francese7 e dai vari –ismi che esso ha generato, allora la critica pasoliniana delle diverse poetiche avanguardiste dovrebbe coincidere con il superamento tout court dell’anima Simbolista/Modernista dalla nostra tradizione culturale. […]

 

[…] Pasolini evita (o, almeno, tenta di evitare) qualunque autoindulgente virtuosismo dei significanti; basti pensare alle critiche che rivolge alle neoavanguardie e alla loro illusoria rivolta contro un conformismo Borghese che hanno in realtà già fatto proprio. In EE 126-47, si legge che la critica dei novissimi si rivolge alla mera tradizione ‘letteraria’, non al mondo ‘reale’, che la loro figura retorica preferita è la metonimia, la quale offre pur sempre un percorso tangenziale, una ‘via di scampo’ o di evasione rispetto a ciò che chiamo il Referente, ossia a ciò che solo rappresenta, o può rappresentare, incorporandola, la realtà. Quel che conta di più, per Pier Paolo, è il Significato, non il Significante, dell’inaggirabile Referente; egli ricerca la concretezza storico-sociale intesa come Forma che connette due o più fenomeni. Nella dimensione artistica, tale forma viene espressa e mediata nelle convenzioni e nelle istituzioni generalmente riconosciute e accettate. […]

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Peter Carravetta è titolare della Cattedra “Alfonse M. D’Amato” per gli Studi Italiani e Italoamericani alla Stony Brook University, nello stato di New York. Si occupa di ermeneutica, teoria critica, storia delle idee, avanguardie e postmoderno, poetiche e politica,  emigrazione, studi italoamericani, studi inter-culturali, e l’Umanesimo italiano ed europeo. Attualmente sta ultimando una ricerca sulle origini dell’emigrazione e del colonialismo italiani.

Fondatore e direttore della rivista  Differentia, review of italian thought (9 fascicoli, 1986-1999), Carravetta è autore di Prefaces to the Diaphora. Rhetorics, Allegory and the Interpretation of Postmodernity (W. Lafayette (IN), Purdue University Press, 1991), Il fantasma di Hermes. Saggio su metodo retorica interpretare (Lecce, Milella 1996), Dei parlanti. Studi e ipotesi su metodo e retorica dell’interpretare (Torino, marcovalerio, 2002), Del Postmoderno. Critica e cultura in America all’alba del duemila (Milano, Bompiani, 2009); Sulle tracce di Hermes. Migrare, Vivere, Riorientarsi (Milano, Morellini Editore, 2012); The Elusive Hermes. Method, Discourse, Interpreting (Aurora (CO), The Davies Group Publishers, 2013); La funzione Proteo. Ragioni della poesia e poetiche della fine (Roma, Aracne, 2014).  Ha co-curato Postmoderno e letteratura. Percorsi e visioni della critica in America (Milano, Bompiani, 1984) e Poeti italiani d’America (Treviso, Pagus, 1993).

Ha tradotto dall’italiano all’inglese l’opera avanguardistica di Martino Oberto, Anaphilosophia (Campanotto, Udine, 1993; ed. bilingue), una raccolta di saggi di Gian Carlo Pagliasso, Déjà Chimera. Writings 1987‑1999 (Editions d’Afrique du Nord, Tanger, 2001), una raccolta di poesie di Flavia Pankiewicz,  Eclissi americane / American Eclipses  (W. Lafayette (IN), Bordighera Press, 1999), e l’antologia filosofica di Gianni Vattimo e Pier Aldo Rovatti, Il pensiero debole (orig. it. 1983), Weak Thought (Albany, SUNY Press, 2012). Ha tradotto dall’inglese all’italiano il libro di poesie di Richard Milazzo, Piccola luna cinese (Udine, Campanotto, 2010)

Dall’inglese all’italiano ha tradotto Small China Moon di Richard Milazzo (Piccola luna cinese, Campanotto, Udine, 2009), testi poetici di John Cage, Bern Porter, e Paul Vangelisti, poeti-soldati del Vietnam, e testi critici di Richard Prince, Richard Palmer, Richard Milazzo, e Charles Bernstein. Carravetta ha inoltre scritto otto libri di poesia: percorso masticato (Seledizioni, Bologna 1974); existenz (Adams Press, Chicago, 1976),  delle voci (Anterem, Verona, 1980); dialogi v (Tam Tam, Reggio Emilia, 1987);  metessi (1980-1989) (Ripostes, Salerno 1991);  The Sun and Other Things (Guernica, Toronto, 1998); L’infinito (poesie scelte 1972-2012) (Campanotto, Udine, 2012; Premio Lorenzo Montano 2013); e The Other Lives (Guernica, Toronto, 2014).

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