Bologna in Lettere 2017 – Marthia Carrozzo, Donna che ama vorace

Sabato 20 Maggio ore 13.00/22.00

logo-costarena   CostArena, Via Azzo Gardino 48

 

 Marthia Carrozzo

 

 

        Donna che ama vorace       

 

 

           

“Sono una donna che  –parla– veloce       
Sono una donna  –a ruota– libera 
Sono una donna acqua che ondeggia                   
IO SO COME URLARE   
IO SO COME CANTARE”.         
(Anne Waldman)

 

 

Riecheggiando la corsa a pieno fiato di una delle poetesse più   rappresentative della       Beat    Generation, Marthia Carrozzo    riscrive con    analogo slancio la necessità che il verso ha  di farsi fiato   e, in questo Reading per voce sola, traccia  la rotta di un contagio possibile   tra chi dice e  chi ascolta. Se la Waldman dice di sé:  «Mi    interessa estendere la parola scritta dalla pagina all’evento o alla vocalizzazione rituale,         cosicché  “io” non è  più un “io” personale. Entro nel     campo con la voce e con il   corpo», se dice di danzare ogni parola, così che essa   si muova attraverso  il suo stesso corpo per poi prendere forma sulla pagina in un sistema aperto in  un continuo scambio di energia con     l’ambiente,     Marthia Carrozzo «rende “partecipi” gli ascoltatori delle modalità in cui “spartisce” lo spazio  provocando,  nei più sensibili, una sorta   di “contagio” auditivo».  Questo perché è anche se stessa a porsi “al limite”, un limite così tanto ostentato da permetterle di  “svanire” lasciando lo spazio a fare i conti con la  risonanza che lei stessa ha creato».  Attraverso il filo  teso dalle sue donne del mito, dagli archetipi di un femminile a cui lei  stessa   si richiama, come alle poetesse che prima di lei ne hanno detto e dato, Donna che ama vorace ci accompagnerà allora nel canto, dal canto riemergendo, lasciandoci, per risonanza,  immersi nelle immagini che la voce e il corpo tutto, nei versi, sapranno ricreare per noi.    

16 - 1

Scrive e vive a Firenze, Marthia Carrozzo,  poetessa d’origine salentina, è attrice e autrice di testi per la musica e per il teatro. Si occupa di riscritture di miti, restituiti e riattualizzati in chiave contemporanea. Il suo ultimo lavoro di teatro poesia è “Calicanthùse”, da una sua riscrittura in versi  di Jean Genet su Sabra e Chatila, con le musiche di Rocco Nigro e la partecipazione di Nabil Salameh dei Radiodervish. È presente in diverse antologie, tra cui “7gates. XIV Biennal of young artists from Europe and the Mediterranean Catalogue” (Mondadori Electa 2009) “Rosso, tra erotismo e santità” (a cura di Vanni Schiavoni, LietoColle, 2010). Del 2007, la sua prima silloge, “Utero di Luna”, Besa, con prefazione di Alda Merini. Del 2009,“Pelle alla Pelle, dimore di mare e solo sensi”, LietoColle, con prefazione di Gabriella Rusticali. Del 2012 il poemetto: “Di bellezza non si pecca eppure – Trilogia di Idrusa”, Kurumuny, con prefazione di Lello Voce, oggetto di studio e traduzione nel IV Seminario Internacional sobre Lengua y Literatura, presso la Facultad de Letras de la Universidad del País Vasco in «Modos del intimismo y del erotismo en la poesía contemporánea” del Professor José María Nadal. Nel 2012, è vincitrice della 19^ edizione del Premio Nazionale di Poesia Inedita “Ossi di Seppia”. Partecipa a Festival e Rassegne di poesia nazionali e Internazionali. Dal 2014, tiene, periodicamente, con la Dottoressa Lizia Dagostino, “Versi e camminamenti – Coscienza e conoscenza di sé attraverso la poesia”. Ha rappresentato l’Italia al 2nd. Σαρδάμ / Sardam: alternative literary readings festival, 2004, a Cipro e a Barcellona nel 2015 per “aMare Leggere” Crociera Letteraria, Festival di Letteratura per ragazzi sul mare. Del 2016 il suo ultimo poemetto Piccolissimo compianto all’incompiuto (Besa Editrice). Alcuni estratti del poemetto sono in “Poesia”, mensile internazionale di cultura poetica (Crocetti Editore) n. 306, luglio/agosto 2015, con una nota di Maria Grazia Calandrone.

 

Qui un saggio sulla sua ultima produzione

 

https://criticaimpura.wordpress.com/2016/09/20/estensioni-espansioni-e-figure-dellintensita-lachilleide-di-marthia-carrozzo-un-saggio-critico-di-enzo-campi/

 

 

La foto in evidenza è di Angelo J. Zanecchia

slide pag 1

                  

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