Cotone

Questa è scrittura chiara e dura a rompersi, e ha il suo fondo di trame trasparse e nere, corporee, ad angoli di pelle, che abbiamo sangue che scorre, e che impaurisce. Si raggiunge, allo spezzarsi della fibra del cotone, il soffice, l’equilibrio sul filo a tutto corpo, che l’intorno ha il respiro trattenuto, mentre il funambolo tremola di fiamma e acqua, quasi fuma, va, pur sapendo che niente sa: è già caduto, del resto. È di cotone, e non si scioglie mai, ma freme, esiste, canticchiando tra confusione e passato prossimo, ora e qua, è un corso dall’andatura appena appena avverata, atterrata magari a voce, girando in quota alla vita con la natura di un filo d’erba che chiede agli altri di restare, e fare prato, cotone, respiro (Giampaolo De Pietro)

cotone def

La forma del corpo si fa conca.

in mezzo al nulla, qui;

oscillando selvaggiamente:

non ci si può sottrarre ma

restare non visti nel soffice soffuso stanco

chiarore rossastro e leggero, nella sera in cui

tutti se ne vanno via e provare

un affetto incontrollabile per le cose

nelle quali tutto è contenuto a bruciare

sopracciglia

e le mattine di fuori, all’attenzione

incorniciata, tutta, che no, non fa dormire.

Senza pensare ha luogo il respiro.

Quarta e ultima fase dell’apprendimento:

non riuscire nella distruzione

della solidità fluente del passato;

favorendo la pietra grezza

di disperata bellezza spacciata

inconsciamente consapevole, risplende.

Poi, durante i giorni a venire e fra suoni intermittenti

rumori di pioggia diffusa, tentativi ornamentali

motivi ricorrenti del volere del sentire, prima, leggerezza

del colpire prendere alla gola sviscerare custodire

anche quello che si fa per stanchezze informi,

durante i prossimi giorni a venire giorno per giorno

senza quiete, la costanza del desiderio che si spegne

la piccola febbre confusa e senza sentimento:

tutto questo consumare in una stanza

sarebbe chiaramente presupposto.

Né una volta, i presunti gesti che comunicano,

i dati negli occhi umani, gli occhi ai confini.

Frasi senza paragoni prendono la disintegrata forma

dell’incompletezza rassegnata, incoerente, distrutta tutta

fino al prossimo (in)atteso incontro

fino al prossimo abbandono.

*

Le forme si muovono nella nebbia.

Hanno gambe e braccia:

Quello che vedi.

Poi: blu.

Si ondeggia soffici sulle vibrazioni

le prime, a entrare

per i piedi smuovere

l’istinto amplificare

la voce dei sogni

attraversare

la distanza

dei corpi

in movimento

E poi, venirsene fuori con qualcosa

di completamente differente

per poco non accorgersi

di tutti i piccoli incantesimi.

Questo. È il luogo. Cui. Apparteniamo.


Guarda il video di Cotone:

Testi Martina Campi, Scenario, camera, montaggio, regia Enzo Campi con Valentina Gaglione, Francesca Del Moro, Mario Sboarina, Martina Campi Musiche Mario Sboarina

Cotone è stato presentato, nel corso del I° Step di Aspettando Bologna in Lettere, Campi Magnetici, Venerdì 14 Novembre al Teatro del Navile, Bologna

CM

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