Pasolini la diversità consapevole – Vladimir D’Amora

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AA.VV.

Pasolini

la diversità consapevole

a cura di Enzo Campi

Contributi critici e scritti dedicati di

Sonia Caporossi, Roberto Chiesi, Vladimir D’Amora

Antonella Pierangeli, Marco Adorno Rossi, Enzo Campi

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Vladimir D’Amora

Cominciando dal basso. Cominciare dal cespuglio, dal bianco raggelato. O è grigio di pastore. Il tempo di tenersi nell’esposizione stessa, subito, senza mediazioni che fondino.

Una cintura, e s’indovina il vento, si piega ogni difesa levata contro gli elementi dell’uomo spezzato perché resti e spezzato. E se ci sono curve, il ritrovarsi all’intelligenza delle cose oltre ogni senso e nell’alba rattrappita e ardente, dentro, di segni intemporali, è il casco per la vita.

Come una protezione. Si resta altrimenti.

[…]

E l’adesione alle storie è solo al dissestato e incerto, l’intervallo, il pendere coeso destinandosi contento. La memoria, lui si presenta alla tribuna sotto gli occhi di esistenze ch’è restata la loro domanda ma ci s’intende comunque: la sicurezza nell’aria insieme respirata e nelle voci si libera pensare come sia la caccia della vita trafitta e sola, spiegata nei discorsi che escono dalla bocca che s’infiamma, resta pudore. L’occhio almeno, sebbene sia sopra, è un composto d’alterate relazioni con il mondo, composizione critica anch’esso. Sarà.

[…]

Sapere questi oblii – Pasolini tra Ricoeur e Platone: come l’oblio spezzato, l’oblio ancora impossibile e quello scialo nei segni e nei respiri delle vite intossecate – sapere questi oblii di Pasolini è consegnare la testimonianza e la pretesa sua alla contingenza – se si vuole solo scordare – lavorando il passato come fosse la reinvenzione storica. Ma il testimone è vivo, malgrado la promessa viva di suo, e le giustizie condannino alla soglia del ribrezzo solo, e agl’abiti non resti che coprire, quasi ordinassero anche. Sapere questi oblii. Nel mentre se ne afferri uno, già l’altro a risucchiare: è lo scialo più che ontologico. Non c’entra l’essere, se si scrive. Il vivo merita il morire, e non già il morto. Si testimonia solo di ciò che non può scordarsi, che deve questo inceppamento del possibile, si testimonia un’esigenza, nell’esigere un integrale giacere nella sua maniera dell’altro e di sé. Lo spazio dell’aria, i tempi della respirazione – come il vuoto delle storie che pure irraccontate dicono l’assolutamente altro e ulteriore, è il silenzio ché una vita non mia sta vivendosi.

(estratto da “Pasolini Primo Piano”)

*

 

Il volume comprende la riproduzione della prima stesura del dattiloscritto (con correzioni autografe) di Supplica a mia madre, depositato presso l’Archivio Contemporaneo A. Bonsanti del Gabinetto Vieusseux di Firenze.

*

Il volume comprende inoltre i testi dei finalisti dei due concorsi letterari dedicati a Pasolini e banditi dal Festival Bologna in Lettere: Patrizia Santi, Maurizio Camerini, Fernando Della Posta, Silvia Rosa, Daniele Andreis, Valentina Frisone, Francesca Maria Marziano, Eleonora Fidelia Chiefari, Costanza Venturoli.

*

INDICE DEL VOLUME

5    Concorsi di causa e di colpa (N.d.C.)

9    Corsi

11  Sonia Caporossi, La sperimentazione linguistica e l’ideologia

marxista nei romanzi di Pasolini

23  Ricorsi

25  Roberto Chiesi, “Una terra separata, un’isola” Appunti sulla

      Bologna di Pasolini

33  Rimborsi

35  Vladimir D’Amora,  Pasolini Primo Piano

39  Decorsi

41  Marco Adorno Rossi, Pasolini – Passione e Periferia

45  Percorsi

47  Pier Paolo Pasolini, Supplica a mia madre

Riproduzione del dattiloscritto originale depositato presso

l’Archivio contemporaneo A. Bonsanti del Gabinetto Vieusseux

di  Firenze.

51  Antonella Pierangeli, L’inconfessabile tocco del nulla

      lucente:Supplica a mia madre, una lettura

57  Soccorsi

59  Enzo Campi, Testamento

69  Concorsi

71  Patrizia Santi, Quadruplo [decennio]

73  Maurizio Camerini, Un vangelo apocrifo

75  Fernando Della Posta, Ti diranno di non splendere

79  Silvia Rosa, Frammenti di un discorso d’ordinaria attrazione

      e di sistemi a perdere

82  Daniele Andreis, Ubiloquio

83  Valentina Frisone, In sella

87  Francesca Maria Marziano, Semo gente de borgata: i grandi

      cortometraggi di Pier Paolo Pasolini

91  Eleonora Fidelia Chiefari, Un cielo di fuoco

93  Costanza Venturoli, Il sorriso dello straniero

95  Note bio-bibliografiche

 

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