Plinio Perilli

Bologna in Lettere 2017 – Interferenze – Il programma di sabato 20 maggio

SABATO 20 MAGGIO ore 13.00/22.00

COSTARENA Via Azzo Gardino 48

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NINE POEMS IN BASILICATA

John Giorno No good deed goes unpunished

Regia Antonello Faretta (Noeltan Film)

John a Montescaglioso3_by Salvatore Laurenzana

Foto di Salvatore Laurenzana

EX CORPORE /ARTEFATTI CONTEMPORANEI

Mona Lisa Tina L’albero delle bugie

 

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PASSIONE POESIA Atto 4 (a cura di Nino Iacovella)

Dario Bellezza/ Ignazio Gori / Lidia Riviello

 

 

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DISLIVELLI

Plinio Perilli vs Chiara Cantagalli

 

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FARE IL PUNTO / BATTERE IL TEMPO

 

Spunti, riflessioni, interventi, letture, recital, performance, proiezioni con

Tania Haberland, Myra Jara, Pablo López Carballo

Stephen Watts, Maria Grazia Calandrone, Lidia Riviello

Carlo Bordini, Plinio Perilli, Vincenzo Bagnoli

Nina Maroccolo, Dome Bulfaro, Marthia Carrozzo

Mariangela Guatteri, Renata Morresi, Luca Rizzatello

Julian Zhara, Lorenzo Mari, Sonia Caporossi

Giusi Montali, Roberto Batisti, Stefano Guglielmin

Antonella Pierangeli, Daniele Barbieri, Alessandro Mantovani

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Tania Haberland (BA, HDE, MA) è una poetessa, artista ed insegnante. Metà Mauriziana, metà Tedesca, nata in Sudafrica, ha vissuto negli Stati Uniti, Inghilterra, Germania, Italia e Arabia Saudita. Madrelingua Inglese, parla anche francese, tedesco, italiano e creolo Mauriziano. Il suo primo libro Hyphen ha vinto il premio Ingrid Jonker. Il suo primo libro, Hyphen, è stato pubblicato nella University of Cape Town Writers Series nel 2009 ed è stato insignito del prestigioso Ingrid Jonker Prize. Le sue poesie sono state pubblicate in diversi giornali, volumi e riviste cartacee e on-line, tra i quali: Agenda, Citizen 32, Orbis, IQ, Decode, South, New Contrast, Laugh it Off Annual, Carapace, Ons Klyntji,Green Dragon, Unlikely 2.O, Triplopia, Litnet, Incwadi, Sunday Independent, Argus,Cape Community Newspapers, Venue Magazine.Attualmente Tania lavora tra le Mauritius, Milano e Citta del Capo, con CreatiVita, offrendo  servizi nell’arte del benessere e dell’apprendimento. Ha insegnato nelle scuole pubbliche e private, nei rifugi per donne maltrattate e rifugiate sia che per una ampia resa di clienti privati. Il suo approccio è creativo, sensoriale ed esperienziale, sempre centrato sui discenti. Le sue esperienze di performance sono varie: dagli slam alla performance art fino alle collaborazioni con musicisti: da Bristol a Milano al Congo alle Mauritius. E’ stata invitata a recitare in numerosi Festival internazionali di Letteratura, al Parlamento e alla Galleria nazionale del Sudafrica. E’ anche conosciuta per le sue dure canzoni punk sotto la doccia.

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Pablo López-Carballo (Spagna, 1983) è dottore di ricerca in Letteratura spagnola e ispanoamericana presso l’Università di Salamanca. Ha pubblicato i libri di poesia Sobre unas ruinas encontradas (La Garúa, 2010), Quien manda uno (Transatlántica, 2012) e La dictadura de la perspectiva (Trea, 2017) e le prose raccolte in Crea mundos y te sacarán los ojos (El Gaviero, 2012). Insieme a Rosa Benéitez Andrés, ha tradotto in spagnolo Come si diventa materialisti storici di Edoardo Sanguineti; inoltre, ha recentemente curato l’edizione di El cristal que se desdobla (Amargord, 2016) dello scrittore cubano Lorenzo García Vega. È già stato tradotto in Italia da Valerio Nardoni (Le Parole e Le Cose, 2012) e da Lorenzo Mari (L’Ulisse 2013, Nuovi Argomenti 2014), che ha anche curato l´edizione in e-book della plaquette Imbastire l´acqua (Poesia 2.0., 2013) e la selezione antologica La precisione dell’indifferenza (Carteggi Letterari, 2016).

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Scrive e vive a Firenze, Marthia Carrozzo,  poetessa d’origine salentina, è attrice e autrice di testi per la musica e per il teatro. Si occupa di riscritture di miti, restituiti e riattualizzati in chiave contemporanea. Il suo ultimo lavoro di teatro poesia è “Calicanthùse”, da una sua riscrittura in versi  di Jean Genet su Sabra e Chatila, con le musiche di Rocco Nigro e la partecipazione di Nabil Salameh dei Radiodervish. È presente in diverse antologie, tra cui “7gates. XIV Biennal of young artists from Europe and the Mediterranean Catalogue” (Mondadori Electa 2009) “Rosso, tra erotismo e santità” (a cura di Vanni Schiavoni, LietoColle, 2010). Del 2007, la sua prima silloge, “Utero di Luna”, Besa, con prefazione di Alda Merini. Del 2009,“Pelle alla Pelle, dimore di mare e solo sensi”, LietoColle, con prefazione di Gabriella Rusticali. Del 2012 il poemetto: “Di bellezza non si pecca eppure – Trilogia di Idrusa”, Kurumuny, con prefazione di Lello Voce, oggetto di studio e traduzione nel IV Seminario Internacional sobre Lengua y Literatura, presso la Facultad de Letras de la Universidad del País Vasco in «Modos del intimismo y del erotismo en la poesía contemporánea” del Professor José María Nadal. Nel 2012, è vincitrice della 19^ edizione del Premio Nazionale di Poesia Inedita “Ossi di Seppia”. Partecipa a Festival e Rassegne di poesia nazionali e Internazionali. Dal 2014, tiene, periodicamente, con la Dottoressa Lizia Dagostino, “Versi e camminamenti – Coscienza e conoscenza di sé attraverso la poesia”. Ha rappresentato l’Italia al 2nd. Σαρδάμ / Sardam: alternative literary readings festival, 2004, a Cipro e a Barcellona nel 2015 per “aMare Leggere” Crociera Letteraria, Festival di Letteratura per ragazzi sul mare. Del 2016 il suo ultimo poemetto Piccolissimo compianto all’incompiuto (Besa). Alcuni estratti del poemetto sono in “Poesia”, mensile internazionale di cultura poetica (Crocetti Editore) n. 306, luglio/agosto 2015, con una nota di Maria Grazia Calandrone.

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Lidia Riviello. È nata a Roma. Autrice e conduttrice di programmi radio e tv, collabora con quotidiani, riviste e blog e organizza eventi d’arte e poesia, in Italia e all’estero. Nel 1998 pubblica il suo primo libro, Aule di passaggio, a cui seguono L’infinito del verbo andare (2002, prefazione di Edith Bruck), Rum e acqua frizzante (2003, nota di Carla Vasio), Neon 80 (Zona, 2008, nota di Edoardo Sanguineti – Premio Delfini 2007),  Ritorno al video (2009), Sonnologie (2016). Suoi testi sono tradotti in inglese, francese, tedesco, arabo e svedese. È presente nell’antologia Poeti degli anni zero (a cura di Vincenzo Ostuni, 2011). Collabora con “La Compagnia della Fortezza”, fondata e diretta dal regista e drammaturgo Armando Punzo e attiva da trent’anni nel campo della sperimentazione e della ricerca teatrale.

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Vincenzo Bagnoli (Bologna, 1967), autore di saggi (Contemporanea, Esedra, 1997; Letterati e massa, Carocci, 2000; Lo spazio del testo, Pendragon, 2003), è stato tra i fondatori di «Versodove». Suoi versi sono apparsi su «Rendiconti», «Origini», «Tratti», «il Verri» e in antologie uscite per Transeuropa e LietoColle, nonché in molti blog, siti e webzines (Nazione indiana, Absolutepoetry, Poetarum Silva, Atlante dei poeti, Librobreve, L’Ulisse). Ha pubblicato le raccolte 33 giri stereo LP (Gallo & Calzati, 2004), FM Onde corte (Bohumil, 2007) e Deep Sky (dif, 2008), e sul web, con foto di V. Reggi, Offscapes. Oltre i margini del paesaggio urbano (www.offscapes.it). È autore dei testi dell’album Bologna ’67-77 della band Stratten e ha collaborato ad alcuni documentari di Home Movies e Mammutfilm.

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Lorenzo Mari. Vive e lavora in provincia di Bologna. Ha pubblicato alcuni libri di poesia, tra cui Nel debito di affiliazione (L’Arcolaio, 2013) e Ornitorinco in cinque passi (Prufrock Spa, 2016). Traduce dallo spagnolo (Pablo López Carballo, La precisione dell’indifferenza, Carteggi Letterari, 2016) e dall’inglese (Afric McGlinchey, La buona stella delle cose nascoste, L’Arcolaio, 2015). È direttore della collana “L’Altra Lingua” (dedicata alla poesia in dialetto e in traduzione) per la casa editrice L’Arcolaio. Insieme a Luigi Bosco, Michele Ortore e Davide Castiglione ha fondato la rivista di critica online “In realtà la poesia” www.inrealtalapoesia.com

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Nina Maroccolo, Massa 1966. Cresciuta in Sardegna da bambina, approdata a Firenze nel ‘75 – dove ha studiato Arte e Musica – vive e lavora a Roma dal 2004. Scrittrice, cantante e performer, autrice di testi teatrali, interprete, artista visiva. Lavora a recital, perfomances, improvvisazioni, azioni sceniche, teatralizzazione di testi. Ha lavorato con City Lights Italia, consorella europea della casa editrice fondata da Ferlinghetti. Nel 2009 le è stato conferito il Premio Nazionale per la Narrativa dal Sindacato Nazionale Scrittori, SIAE, Reti di Dedalus, per il racconto “Malestremo”. Pubblicazioni : IL CARRO DI SONAGLI (City Lights Italia 1999); ANNELIES MARIE FRANK (Empirìa 2004, 2a ed. 2009), con una lettera di Alda Merini; FIRENZE-ROMA (Pulcinoelefante 2004), a cura di Eric Toccaceli; DOCUMENTO 976 – Il processo a Adolf Eichmann – (testo drammaturgico, Nuova Cultura, Roma 2008), con prefazione di Fabio Pierangeli e Roberto Mosena; ILLACRIMATA (Tracce 2011), con saggio introduttivo di Paolo Lagazzi; S’IMPALPITI MATERIA – Omaggio a Giacomo Manzù, libro-oggetto d’arte a tiratura limitata (Edizioni d’Arte Musidora 2011); ANIMAMADRE (Tracce 2012), romanzo: prefazione di Fabio Pierangeli. MALESTREMO – Sedici viaggi nell’Altrove (Tracce 2013), racconti: introduzione di Marco Palladini, a concludere la Trilogia dal titolo I POSTERI DEL MODERNO (Illacrimata, Animamadre, Malestremo). ERO NATO ERRORE – Storia di Anthony, romanzo scritto insieme ad Anthony Wallace (Pagine, Fondazione Roma Arte/Musei, 2014).

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Maria Grazia Calandrone (Milano, 1964, vive a Roma): poetessa, drammaturga, artista visiva, performer, autrice e conduttrice per Radio 3, scrive per “Corriere della Sera”, “il manifesto” e “Poesia”. Tiene laboratori di poesia nelle scuole (applicando un metodo associativo da lei stessa ideato per studenti, da elementari a universitari), nelle carceri, nei DSM, con i malati di Alzheimer e con i migranti e presta servizio volontario in “Piccoli Maestri”, scuola di lettura per ragazzi. Collabora con Rai Letteratura e Cult Book. Libri: La scimmia randagia (Crocetti, 2003 – premio Pasolini Opera Prima), Come per mezzo di una briglia ardente (Atelier, 2005), La macchina responsabile (Crocetti, 2007), Sulla bocca di tutti (Crocetti, 2010 – premio Napoli), Atto di vita nascente (LietoColle, 2010), L’infinito mélo, pseudoromanzo con Vivavox, cd di sue letture dei propri testi (sossella, 2011), La vita chiara (transeuropa, 2011), Serie fossile (Crocetti, 2015 – premi Marazza e Tassoni, rosa Viareggio), Per voce sola (ChiPiùNeArt, 2016), raccolta di monologhi teatrali, disegni e fotografie, con cd allegato di Sonia Bergamasco con EstTrio e Gli Scomparsi – storie da “Chi l’ha visto?” (Gialla Oro pordenonelegge, 2016); è in Nuovi poeti italiani 6 (Einaudi, 2012). Sue sillogi compaiono in antologie e riviste di numerosi paesi. Porta in scena in Europa il videoconcerto Senza bagaglio. www.mariagraziacalandrone.it

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Myra Jara è nata a Lima nel 1987 e vive a Roma. Ha studiato letteratura in America Latina, in Germania e in Italia e ha praticato danza contemporanea a Lima e a New York. Ha fatto parte per due anni (2012 e 2013) dello staff del Festival internazionale di poesia di Lima. Ha insegnato inglese basico nell’Università Statale di Lima. Ha pubblicato, in Perù, la raccolta poetica La destrucción es blanca (Lustra Ediciónes, 2015). Sue poesie sono state pubblicate su riviste di poesia in Messico, Argentina, Perù, Italia e Finlandia.

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Stephen Watts è un poeta, antologista e traduttore. Ha tenuto molti laboratori di poesia in scuole, ospedali e centri per senza casa, e nel 2006 ha lavorato con la HI-Arts di Inverness su questioni di suicidio e sopravvivenza. Tra le recenti pubblicazioni, i libri di poesia Mountain Language / Lingua di montagna (2008), Journey Across Breath / Tragitto nel respiro (2011), Ancient Sunlight (2014), Gramsci & Caruso (2014). Tra le co-traduzioni pubblicate, lavori di Ziba Karbassi, Claudiu Komartin, Amarjit Chandan, Adnan al-Sayegh, A. N. Stencl, Meta Kusar, nonché antologie di poesia slovena e curda.

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Antonella Pierangeli, nata a Roma nel 1964, è docente, critico letterario, filologo. P.P. Pasolini e M. Foucault sono gli autori sui quali ha focalizzato i suoi studi, oltre ad occuparsi attivamente dell’opera di M. Blanchot. Ha svolto inoltre attività di ricerca presso il Fondo Pasolini e il Gabinetto Vieusseux di Firenze e pubblicato su riviste come L’Area di BrocaVernice, Storia & Storici, Verde, Kasparhauser. Ha curato l’apparato bibliografico del volume Romanzi e Racconti di P. P. Pasolini nei Meridiani Mondadori (1998), il volume Pasolini, visioni e profezie tra presente e passato (Sulle orme della Storia) (GoWare 2012) e, insieme a Sonia Caporossi, l’ebook Un anno di Critica Impura (Web – Press 2013) e l’antologia Poeti della Lontananza (Marco Saya Edizioni, Milano 2014).

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Mariangela Guatteri è nata a Reggio Emilia nel 1963. È co-curatore dei libri bilingui «Benways Series», di «GAMMM» e della manifestazione «EX.IT – Materiali fuori contesto». Ha pubblicato libri in poesia e prosa ed esposto opere visive in gallerie, musei, parchi e in vari altri luoghi e contesti. Recenti pubblicazioni in prosa: Villino svizzero in Semicerchio, LIV, Pacini ed., 2016; Una falsa routine, L’Immaginazione n. 295, Manni, 2016; «La cognizione dello spazio / La connaissance de l’espace» (Benway Series – Feuilles, 2014), in svedese, nel n. 67/68 della rivista OEI; «Figurina enigmistica», (IkonaLíber, 2013), in svedese, le immagini e alcune pagine nel n. 67/68 della rivista OEI; “La terra risulta informe e vuota”, da cui le opere visive di Ugo La Pietra, Daniel Tummolillo, Georgia Torreano Herrera, collana Coincidenze, Accademia di Brera, Milano; Casino Conolly, (in «EX.IT 2013», Tielleci, 2013); «Il secondo nome» (Arcipelago, 2012); «Tavola delle materie» (diyfferx, 2012) / Table des matières in Nioques #14 (La Fabrique editions, 2015) / Table of matter (excerpts) in InVerse 2014-2015 (John Cabot University Press, 2015); «Nuovo soggettario» (diyfferx, 2011). Il suo ultimo libro di poesia è «Stati di assedio» (Anterem, 2011 – Premio Lorenzo Montano). Tra gli altri scritti, un intervento teorico sull’asemic writing: “Si on veut voir, il faut se déshabituer à voir” [in occasione della mostra Asemic Writing a cura della rivista UTSANGA, Museo del Parco Archeologico Scolacium, Catanzaro, dicembre 2016]; una riflessione circa l’utilizzo dei media nella produzione artistica e  letteraria: La cognizione del meccanismo e la grammatica ovvero la consapevolezza del potere del mezzo[in versione ridotta e in due parti: L’Immaginazione n. 289 e 290, Manni 2015; versione integrale: puntocritico.eu]; appunti sulla Descrizione del mondo (un progetto di Andrea Inglese)Si assume il reale nelle sue varie manifestazioni [Descrizione del mondo – repertori, 2015].

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Luca Rizzatello (1983). Pubblicazioni: Ossidi se piove (Valentina Editrice, 2007); Grilli per l’attesa – Una riscrittura di Pinocchio (Valentina Editrice, 2008); mano morta con dita (Valentina Editrice, 2012, incisioni di Nicola Cavallaro,); faria (Dot.com Press, 2016, con Giusi Montali). Dal 2004 al 2015 è stato coordinatore del Premio Letterario Anna Osti (Costa di Rovigo). Dal 2009 al 2015 ha curato la rassegna Precipitati e composti, e nel 2012 ha fondato le Edizioni Prufrock spa. Dal 2012 al 2015 ha curato, sul sito Poesia 2.0, la rubrica Tigre contro grammofono, e nel 2016, sul sito Librobreve, la rubrica Domatori di organi.  Musica: Wow!els – a new fairy tales experience, con Roberta Durante; Numbers – tech house e discorsi celebri; Couplets, con Alessandra Greco. Ha pubblicato, per la NetLabel Ozky e-sound, gli EP Chantom limb (2013) e Opah (2016). Nel 2015, insieme alle case editrici Benway Series e Diaforia, ha fondato Una modesta proposta, una tavola rotonda itinerante per l’editoria e il pensiero pratico. Gestisce il blog vivere senza poesia.

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Julian Zhara nasce a Durazzo il 21 Maggio 1986. Trasferitosi in Italia all’età di 13 anni, ha all’attivo una pubblicazione, “In apnea” (Granviale, 2009) con la prefazione di Aldo Vianello. Presente tra i finalisti del Premio Dubito in L’epoca che scrivo, la rivolta che mordo (Agenzia X, 2013) . Oltre che poeta, performer è organizzatore culturale di eventi poetici e letterari a Venezia. Dal marzo 2012 ha iniziato una collaborazione col compositore Ilich Molin e il video-artist Enrico Sambenini per il progetto “Dune”. Scrive per la rivista Blare Out con cui cura anche Andata e Ritorno. Festival di poesia orale e musica digitale.

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Renata Morresi ha pubblicato poesia in Cuore comune (peQuod 2010), Bagnanti (Perrone 2013), La signora W. (Camera verde 2013), e su varie riviste e antologie (Semicerchio, Caffè illustrato, Alfabeta2, Il nostro Lunedì, ecc.). Ama tradurre; di recente: Emily Dickinson, su Smerilliana (2016). Sta lavorando a una edizione italiana dei testi di Dickinson accompagnati dalle fotografie della serie “Io sono Nessuno” di Mario Giacomelli, in uscita per i tipi di Arcipelago Itaca. Tra i suoi ultimi lavori: Usi delle bestie, apparsa su Poesia (maggio 2016); Madame Marie Tussaud, su la rivista-foglio 2×2, n.2.2 (Accademia di Brera, Otis Graduate Writing); la serie “Di fragile costituzione”, in conversazione con la Costituzione italiana, in fase di traduzione verso lo spagnolo per un’opera antologica;  Interférences #7: riscrizioni di mondo, un dispositivo poetico a 11 autori + 2 (opera collettiva). È redattrice di Nazione Indiana e di punto critico°.

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Dome Bulfaro (1971), poeta e performer, tra i più attivi nello sviluppo della poesia performativa. Su invito degli Istituti Italiani di Cultura ha rappresentato la poesia italiana in Scozia (2009), Australia (2012) e Brasile (2014). Ha cofondato la LIPS, Lega italiana poetry slam e ha raccontato il movimento slam, internazionale e italiano, nel libro Guida liquida al poetry slam (2016). È ideatore e condirettore artistico del festival PoesiaPresente. È stato tra i primi in Italia a sviluppare e diffondere la poetry therapy. Sue poesie sono state pubblicate in vari Paesi: la prima volta negli USA con la silloge (Ossa, silloge tradotta nel 2006 da Christopher Arigo) e l’ultima nel Regno Unito (3 Ictus, 2016), con poesie tradotte da Cristina Viti. Da questo libro è tratto l’omonimo spettacolo teatrale Marcia film (2016), regia di Enrico Roveris, che ha firmato tutti gli spettacoli dell’autore.

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Stefano Guglielmin è nato nel 1961 a Schio (VI), dove vive e lavora come insegnante di lettere. Laureato in filosofia nel 1986 con una testi sul “pensiero debole” di G. Vattimo (110 e lode). Membro della Società filosofica Italiana. Ha pubblicato le sillogi Fascinose estroversioni (Quaderni del Gruppo Fara, 1985, premio “poesia giovane”), Logoshima (Firenze Libri, 1988), come a beato confine (Book Editore, 2003, primo premio “Lorenzo Montano”), La distanza immedicata / The immedicate rift (Le Voci della Luna, 2006, finalista al premio “Montano” Verona, segnalato ai premi “Campagnola” di Padova e al “Gozzano” di Terzo, prov. Alessandria), C’è bufera dentro la madre (L’arcolaio, 2010, 2° class. al “Città di Adelfia”, Bari; 3° class.  al Premio “Anna Osti” di Costa di Rovigo), Le volpi gridano in giardino (CFR Edizioni, 2013, 2° class. all'”A. Osti”), Maybe it’s raining. Selected poemes 1985-2014 (Chelsea Editions, 2014), Ciao cari (La Vita Felice, 2016, segnalato al premio “Gozzano”) e i saggi Scritti nomadi. Spaesamento ed erranza nella letteratura del Novecento (Anterem, 2001), Senza riparo. Poesia e finitezza (La Vita Felice, 2009), Blanc de ta nuque. Uno sguardo (dalla rete) sulla poesia italiana contemporanea voll. 1 e 2 (Le Voci della Luna, 2011, Dot.com Press 2016) e Le vie del ritorno. Letteratura, pensiero, caducità (Moretti&Vitali, 2014).  È inserito in alcune antologie, fra le quali Il presente della poesia italiana, curata da C. Dentali e S. Salvi (LietoColle, 2006) e Caminos del agua. Antologia de poetas italianos del segundo Novecientos, a cura di E. Reginato (Monte Avila, Venezuela 2008). Suoi saggi e poesie sono usciti su numerose riviste italiane ed estere e su siti web. È stato tradotto in inglese, spagnolo e bulgaro. Ha pubblicato anche racconti; l’ultimo in L. Liberale (a cura di), Père-Lachiase. Racconti dalle tombe di Parigi, Ratio et Rivelatio, Oradea (Romania), 2014. Dirige le collane di poesia “Laboratorio” per le edizioni “L’Arcolaio”, “Segni” per conto della “Dot.com Press” e, assieme a M. Ferrari e M. Morasso, “Format” della “Puntoacapo Editrice”. Gestisce il blog di poesia Blanc de ta nuque.

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Carlo Bordini (Roma, 1938) vive a Roma. E’ stato militante trotskista. Ha insegnato storia moderna presso il Dipartimento di Studi storici dell’università di Roma La Sapienza, dove si è specializzato nella storia della Corsica nel XVIII secolo e in storia della famiglia e dell’amore. Ha pubblicato i seguenti volumi di poesie: Strana categoria (ciclostilato in proprio), 1975; Poesie leggere, Barbablu, 1981; Strategia, Savelli, 1981; Pericolo, Aelia Laelia, 1984; Mangiare, Empirìa, 1995; Polvere, Empirìa, 1999; Pericolo – poesie 1975-2004 (antologia), Manni, 2004; Purpureo Nettare, Alla pasticceria del pesce, 2006 (con acquarelli di Rosa Foschi); Poema inutile, Empirìa, 2007 (con disegni di Rosa Foschi); Sasso, Scheiwiller, 2008. I costruttori di vulcani (Tutte le poesie 1975-2010, luca sossella editore, 2010; Assenza, Carteggi letterari/le edizioni, 2016. Ha pubblicato, come narratore: Pezzi di ricambio (racconti e frammenti), Empirìa 2003; Manuale di autodistruzione, Fazi 1998 – 2004; Gustavo – una malattia mentale, Avagliano 2006; I diritti inumani ed altre storie, La camera verde, 2009. È uscito da poco il romanzo Memorie di un rivoluzionario timido per luca sossella editore. Ha partecipato a diversi festival di poesia in vari paesi nel mondo. E’ tradotto in varie lingue. http://www.carlobordini.com/

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Giusi Montali è nata a Carpi nel 1986. Nel 2011 si laurea in Italianistica presso l’Università di Bologna con una tesi su Amelia Rosselli. Nello stesso anno inizia a partecipare a diverse letture presso gallerie d’arte, librerie e locali. Ha pubblicato la raccolta Fotometria (edizioni Prufrock spa, 2013) ed è coautrice assieme a Luca Rizzatello della raccolta Faria (Dot.com Press). Nel 2016 termina un Dottorato di Ricerca in Filologia Moderna presso l’Università di Pavia con una tesi su Alfredo Giuliani.

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Oltre a scrivere poesie, Daniele Barbieri (nato 1957), di formazione semiologo, insegna presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, l’ISIA di Urbino e l’Università di S.Marino. Ha pubblicato diversi volumi di carattere critico, in alcuni dei quali si parla anche di poesia: Nel corso del testo. Una teoria della tensione e del ritmo (Bompiani, 2004), Il linguaggio della poesia (Bompiani, 2011). Ha partecipato come poeta a RicercaBO 2015. Sue illuminate opinioni, anche sulla poesia, si possono leggere sul suo blog all’indirizzo www.guardareleggere.net. Ulteriori informazioni su di lui a www.danielebarbieri.it. Sue poesie, oltre che nel volume La nostra vita, e altro (Campanotto 2004), e nel volume collettivo Emozioni in marcia (Fara Editore 2015 – contiene un’intera silloge di 80 componimenti, intitolata Canzonette) si possono leggere in anteprima sull’altro suo blog, all’indirizzo ancoraunaltrome.wordpress.com.

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Roberto Batisti (1985) è assegnista di ricerca presso l’Università di Bologna e docente abilitato di materie letterarie. Specializzato in linguistica storica del greco antico – ambito in cui si collocano i suoi interessi accademici – dedica da tempo alla poesia italiana contemporanea un’attenzione non secondaria, che negli ultimi anni si è venuta concretizzando in diversi interventi critici apparsi soprattutto online (su In realtà la poesia, Poetarum Silva, Critica Impura, La Balena Bianca, Perigeion, Mumble) oltre che nell’organizzazione di reading. Ha pubblicato alcuni suoi testi poetici su riviste, siti web, antologie.

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Sonia Caporossi (Tivoli, 1973), docente, musicista, musicologa, scrittrice, poeta, critico letterario, artista digitale, si occupa di estetica filosofica e filosofia del linguaggio. Con il gruppo di art-psychedelic rock Void Generator ha all’attivo gli album Phantom Hell And Soar Angelic (Phonosphera Records 2010), Collision EP (2011), Supersound (2014) e le compilation Fuori dal Centro (Fluido Distribuzioni, ITA 1999) e Riot On Sunset 25 (272 Records, USA 2011). Suoi contributi saggistici, narrativi e poetici sono apparsi su blog e riviste nazionali e internazionali come In Realtà La Poesia, Atelier, Cadillac, Nazione Indiana, Kasparhauser, Filosofia In Movimento, Italian Studies in Southern Africa, Dialettica & Filosofia, Megachip e altri. Dirige il blog Critica Impura. Ha pubblicato a maggio del 2014 la raccolta narrativa Opus Metachronicum (Corrimano Edizioni, Palermo 2014, seconda ed. 2015). Insieme ad Antonella Pierangeli ha inoltre pubblicato Un anno di Critica Impura (Web Press, Milano 2013) e la curatela antologica Poeti della lontananza (Milano, Marco Saya Edizioni, Milano 2014). È presente con contributi saggistici, nei collettanei Pasolini, una diversità consapevole a cura di Enzo Campi (Marco Saya Edizioni, Milano 2015) e La pietà del pensiero. Heidegger e i Quaderni Neri a cura di Francesca Brencio (Aguaplano Edizioni, Perugia 2015). Nel 2016 pubblica la silloge di poesie omoerotiche Erotomaculae (Algra Editore, Catania 2016), e nel 2017 la raccolta di saggi Da che parte stai? (Marco Saya Edizioni). Vive e lavora nei pressi di Roma

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Plinio Perilli (Roma, 1955) ha esordito come poeta nel 1982, pubblicando un poemetto sulla rivista “Alfabeta”, auspice Antonio Porta. La sua prima raccolta è del 1989, L’Amore visto dall’alto (Amadeus), finalista quell’anno al Premio Viareggio), ristampata nel 1996. Seguono i racconti in versi di Ragazze italiane (Sansoni, 1990, due edizioni, Premio B. Joppolo). Chiude una sorta di trilogia della Giovinezza con il volume Preghiere d’un laico (Amadeus, 1994), che vince vari premi internazionali: il Montale, il Gozzano e il Gatto. Petali in luce, una sorta di diario lirico condensato e sublimato in 365 “terzine”, è uscito nel 1998, presentato da Giuseppe Pontiggia (Amadeus). Recentissimo, il suo “canzoniere d’amore” Gli amanti in volo (Pagine, 2014), che comprende poesie e poemetti dal 1998 al 2013. Una raccolta antologica delle sue poesie, Promises of Love (Selected Poems), è stata tradotta in inglese da Carol Lettieri e Irene Marchegiani, ed editata a New York nel 2004 presso le Gradiva Publications della Stony Brook University. Nel 2011 il suo poemetto L’Aquila, sorvolandosi, dedicato al tragico evento del terremoto del 6 aprile 2009, ha vinto il Premio Internazionale Scanno per la Poesia. Come critico si occupa specialmente di convergenze multidisciplinari e sinestesie artistiche (Storia dell’arte italiana in poesia, Sansoni, 1990), nonché dell’insegnamento della poesia ai giovani e nelle scuole (La parola esteriore. I nuovi giovani e la letteratura, Tracce, 1993; Educare in poesia, A.V.E., 1994). Del 1998 è un grande studio antologico sul ‘900 italiano in rapporto all’idea di Natura (Melodie della Terra. Il sentimento cosmico nei poeti italiani del nostro secolo, Crocetti, 2ª edizione 2002). Collabora a numerose riviste e ha curato molti classici, antichi e moderni, dal “Canzoniere” di Petrarca alle liriche di Michelangelo, dai “Taccuini futuristi” di Boccioni alle poesie di Carlo Levi, dagli scritti di Svevo su Joyce a “Inventario privato” di Pagliarani e “Variazioni belliche” di Amelia Rosselli.  Un suo vasto e intrecciato repertorio sui rapporti fra il Cinema e tutte le altre arti: “Costruire lo sguardo”. Storia sinestetica del Cinema in 40 grandi registi (Mancosu Editore, 2009), ha reso finalmente omaggio a tutte le magiche corrispondenze e i più fantasiosi sodalizi espressivi, che intrecciano e irradiano, insieme, l’ispirazione e l’immaginario. A seguire, il volume di scritture e memorie testimoniali RomAmor (“Come eravamo 1968-2008”), edito nel 2010 presso le Edizioni del Giano, tutto dedicato al rapporto fra Roma come entità ed amalgama letterario, e i grandi numi tutelari della seconda metà del ’900, fino ai nostri ultimi anni: da Gadda a Moravia, da Flaiano a Pasolini, da Amelia Rosselli a Dario Bellezza, etc. Ha tenuto numerose conferenze, presentazioni e prolusioni presso le maggiori università italiane ed americane.

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Alessandro Mantovani (Genova, 1991). Fondatore e direttore a Genova del mensile indipendente di poesia e letteratura Fischi di carta, oggi scrive per svariate testate online ed è parte della redazione della rivista di cultura militante La Balena Bianca; è inoltre caporedattore della testata divulgativa Midnight Magazine. Oltre a un periodo passato alla sede bolognese de La Repubblica da tempo collabora con il Centro di Poesia Contemporanea dell’Università di Bologna. Come poeta compare in Ossigeno Nascente, l’atlante dei poeti diretto da Marco Marangoni, e pubblica nel 2015 per L’arcolaio la sua opera prima Poesie dopo la festa. Altri suoi inediti sono usciti su riviste come Atelier, QuidCulturae, Mosaik, Poetarum Silva. Attualmente insegna lettere in un liceo di Bologna.

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Chiara Cantagalli nasce e cresce nella sua adorata campagna mantovana ma vive a Bologna perchè vuole diventare famosa per tre quarti d’ora (nondipiù!!). Laureata in Lettere, fa la cameriera quando non può farne a meno ed è da poco “social manager” (così le hanno detto) di Lardo ai giovani-onda d’urto demenziale di cui conduce anche il programma su Radio Città Fujiko chiamato Radio Rigurgito. Scrive i suoi deliri, senza fare troppo caso alla punteggiatura, sul blog lascantastorie.wordpress.com e ogni tanto dà spettacolo in giro. Da grande vuole diventare bambina e ci sta riuscendo malgrado il carovita e la ritenzione idrica.

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Artista, performer e arte terapeuta, Mona Lisa Tina vive e lavora a Bologna. Nata a Francavilla Fontana (BR) nel 1977, si è diplomata nel 2005 in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna e si è specializzata nel 2012 in Arte Terapia presso Art Therapy Italiana. Dal 2011 coordina, insieme a Stefano Ferrari, docente di Psicologia dell’arte all’Università di Bologna, il Gruppo di studio “Psicologia e Arte Contemporanea” della IAAP (International Association for Art and Psychology). Da Giugno 2014 a Marzo 2015 ha attivato in collaborazione con il Dottor Giovanni Castaldi (psicoanalista e docente di “Teorie e Metodi delle Arti Terapie” all’Accademia Albertina delle Belle Arti ) un progetto formativo sperimentale annuale sul tema dell’identità, presso la GAM (Galleria Civica Moderna e Contemporanea)  di Torino. Mona Lisa Tina è membro del gruppo di ricerca Medical Art Therapy di Firenze sulle applicazioni delle arti terapie in ambito clinico.  E’ parte del corpo docente del “Centro Sarvas” – scuola di counseling umanistico di Bologna dove insegna Arte Terapia e del Master e Corso triennale di formazione in Arte Terapia a Roma. Tra le sue performance ricordiamo: Sguardi corporei, Obscuratio, Human, Into the Core, Anthozoa, Skin Borders, Io non ho vergogna, Centrum Naturae, Per la tua carne, L’albero delle bugie.

Il colpo di coda. Amelia Rosselli e la poetica del lutto (Marco Saya Edizioni)

AA.VV.

 

Il colpo di coda

Amelia Rosselli e la poetica del lutto

 

a cura di Enzo Campi

 

 

 

contributi critici

 

Daniele Barbieri, Francesco Carbognin, Biagio Cepollaro

Antonella Pierangeli, Salvatore Ritrovato

Marco Adorno Rossi, Enzo Campi

 

 

contributi creativi

 

Antonio Loreto, Silvia Molesini, Renata Morresi

Marina Pizzi, Maria Pia Quintavalla, Maria Luisa Vezzali

 

 

con due lettere di

 

Tiziana Cera Rosco, Plinio Perilli

 

 

 

 

Il volume contiene inoltre i testi dei vincitori e dei finalisti

dei Concorsi Letterari banditi dal Festival Bologna in Lettere

in occasione della

IV Edizione dedicata ad Amelia Rosselli

 

 

Anna Bertini, Roberta Caiffa, Rodolfo Cernilogar

Lella De Marchi, Fernando Della Posta, Alessandro Silva

Giulietta Vincitorio, Valerio Scrima, Carlo Maria Genovese

 

 

V15

 

 

[…] per te ho messo pantaloni, senza indumenti sotto e una maglia insostenibile per le ossa così fragili come sono, tanto grondava di quella solitudine che vortica nelle scale dietro la porta di casa e che non bisogna mai indossare, mai. ma l’ho fatto come per “estinguere tutte le rime in e”. e sono andata da tutti gli uomini che hai amato e che con quello sguardo da posteri che avevano, con quello sguardo da lettori non hanno mai sbiancato un letto reso nero dalle nostre stesse schiene che spurgano ettolitri di inchiostro e che nella notte come ora, rischia di entrarci dal naso, forare la guancia fino alla bocca, inondare quell’unico polmone sottovuoto che la passione non smette di tormentare col suo enorme poco […] (Tiziana Cera Rosco)

 

 

[…] È affascinante osservare che l’alternativa scelta da Rosselli è sin dall’inizio assai più radicale di quella di tutti gli autori a lei contemporanei, almeno per quanto riguarda il problema di Giuliani: la “riduzione dell’io”. Riduzione, si badi, non vuol dire cancellazione, scomparsa: cancellare l’io, o la grammatica, vuol dire rendere impossibile la comunicazione. L’io deve ridursi, eventualmente sospendersi, non scomparire; ed è attraverso questa riduzione che se ne può suggerire il superamento, mettendone in luce i limiti, magari proprio attraversando aree dove può essere momentaneamente sospeso – giusto per provare, almeno per un attimo, l’ebbrezza del non-essere, o meglio del divenire-con, la consapevolezza della non-consapevolezza. […] (Daniele Barbieri)

 

 

Sevizia di abaco qui contare

La sparizione del futuro

La vita almeno era di eclisse

Egemone la luna di dormire

Per sospettare sì finalmente fine.

In testa un rammendo che mi perseguita

Tanto banale oasi di vento

Assassino di nidi in fine senso.

Acrobata tardivo il patriota

Che bara per sopravvivere

Vive carogne di orologio le lancette.

Ceduo il sorriso e la sorte alunna

Senza imparare rari i gerundi.

In guerra con dio mi arresi

Sorda la morte colma elemosina.

In veste di cianuro sono artigiana

Di una mansarda nuda d’impiccati.

(Marina Pizzi)

 

 

Il soggetto lirico di Variazioni Belliche oppone una significativa resistenza al tentativo di tradurne la molteplicità dei tratti morfologici in un disegno unitario e coerente. Espressione di un’indomita insofferenza alle coazioni grammaticali di una sola lingua, così come agli schemi codificati dell’espansione emotiva e dell’allocuzione lirica, il soggetto poetico di Amelia Rosselli tende frequentemente a manifestarsi in atteggiamenti provocatoriamente contraddittori, non pacificamente rubricabili nella categoria di un genere sessuale definito. Illustrarne le modalità della manifestazione, in un ambiente semiotico vistosamente emancipato da immediate preoccupazioni referenziali (di frequente compromesse, nelle Belliche, dall’utilizzo centrifugo e confusivo delle voci pronominali), implica la necessità di prestare all’«automa» lirico rosselliano un’attenzione critica proporzionata alle peculiarità di fenomeno refrattario alla mera interpretazione tematica, inaccessibile a un’analisi circoscritta alla rete dei riferimenti interni stabiliti dai deittici  e alle «borchie» strutturali del dispositivo linguistico […] (Francesco Carbognin)

 

 

 

Certi attacchi della forma

a volte non solo come nesso

un mezzo mai scisso il male

ortografico ma anche inesatto

nelle classificazioni delle corde

vocali e delle cavità orali di

poca roba suoni o anche colori

e si vede che le cose vanno un

poco diversamente chiacchierare

o esplodere soltanto come idea

nella mente benché iscritta men

talmente con l’aiuto di una

sottile sensibilità grafica e

spaziale la nostra amicizia

in certi punti referenziali

io non partecipavo a mani

festazioni violente senza

dirmi cosa sia una bastonatura

in un vagone di volta in volta

molto impressionata logica

e associativa intanto i telefoni

in tutte le lingue si udivano

addirittura egualmente rumore

divertimento o minaccia nel

sottofondo senza brusio di

nodi fonetici nei miei cibi

non necessariamente sillabici

[…]

(Antonio Loreto)

 

 

 

Il rilevamento del significato del testo, momento sintetico e conclusivo, non ne esaurisce il senso. Non solo perché il senso si costituisce di volta in volta in relazione alla latenza del lettore (mentre in qualche modo il significato resta più accosto al testo), ma perché il potere proprio di questa poesia si manifesta dopo, per così dire, averne compreso il significato. E dopo tale comprensione ciò che resta può anche profilarsi come un falso movimento all’esterno: la poesia non ci parla di una diagnosi dell’altrui difficoltà ad uscir fuori dalla propria prigione ma della propria difficoltà. Di conseguenza la mancanza di direzione netta e precisa (della comunicazione, del sentire, dell’esserci, significato generale di entrambe i testi) riguarda il chi dice. (Biagio Cepollaro)

 

 

 

Certamente da giovane, libera

ma mai qui, adesso, che impaurita

sa cosa gronda per traverso l’isola

innaturata. Ti avrebbe chiesto

dove sistemare una lampada rancia

acquistata per sbaglio nella bottega scura

di un posto pensato lontano, nato da

poco impotente (purissimo) e incapace di perdersi.

(Silvia Molesini)

 

 

 

La vicenda poetica di Amelia Rosselli ha per me sempre avuto il fascino di un enigma incastonato nella storia del Novecento, e la sua opera, nel suo peculiare svolgimento, nel dipanarsi sul crinale franoso di improvvise fratture linguistiche (a cominciare dai Primi scritti), si colloca in una situazione affatto nuova rispetto alla via maestra del Novecento, tanto lontana dai percorsi delle diverse tradizioni nazionali, quanto originale nel tentativo di aprire un varco personale nel cuore stesso della poesia europea. Credo di poter dire che l’approdo alla poesia, per Amelia Rosselli, parte da un dato biograficamente incontestabile, che merita forse un supplemento di riflessione, che proverò in breve a fare, circumnavigando i suoi primi esperimenti, fra Primi scritti (1953-1962) e Diario ottuso (1954-1968), in quel torno d’anni in cui, da una parte, si accelera il tramonto del Neorealismo, come esperienza terminale di una storia che è possibile modificare e migliorare, cui l’autore,  pensa, in uno slancio di fiducia e speranza, di appartenere, e dall’altra si avverte l’urgenza di un ripensamento dello statuto intellettuale dell’autore […] (Salvatore Ritrovato)

 

 

 

per uscire da tutte le cattive abitudini ricominciamo

dal volo inconciliabile della mente che non condona

per ricominciare questa storia interrotta satura con

ruvida sabbia severa tra i denti che rimasticano alla

costa sabbiosa delle nostre pagine per uscire da tuo

improvvisato finale ricominciamo dall’alfabeto-ossa

che lasciasti senza chiave nella piazza delle private

madri rivestite dai tuoi indestinati giochi intinti i

nostri fiati di farneticante amore e se sogniamo con

quello immaginante banchetto di aria è con le mani

troppo aperte alla dispietata lima dell’altro se ora

sogniamo unite al radar delle nostre agili destrezze

[…]

(Maria Luisa Vezzali)

 

 

 

[…] Nel suo germinante universo, la disperazione è impugnata saldamente come fanno i vecchi con il cucchiaio, nel tentativo di tenere a bada il tremore, di fuggire la facile compassione. È la parola invece che rimanendo in superficie, strozzata come un grido muto, ha in sorte di rimanere non-toccata, asciutta, chirurgica. La parola infatti non è soltanto suono ma si scorpora in frammenti visibili di ciò che, nella poesia, si deve vedere e, soprattutto, non vedere. Frammenti albeggianti di tenebra raccolti e condensati dall’esistenza, poi disfatti in una babele lessicale cosmopolita tenacemente innovativa, mai chiusi nel bozzolo scabro della tensione oracolare. […] (Antonella Pierangeli)

 

 

 

dario ha lasciato un messaggio per te

 

ciao

 

io sono dario

 

è e

 

ho visto il tuo profilo

 

così tanti vogliono e io ho voluto

 

te mi dice il suo messaggio

 

te mi dice

 

non hai mai scritto a dario?

 

dà il consenso, clicca che

 

dario è

 

che il pensiero di dario

 

è grande

 

un messaggio, una notizia

 

semplice

 

semplice mi perdo nel

 

detto da dario detto dal mondo

 

a me detta te

 

nera

 

mente

 

detta con ma

 

ni che non vedono

 

che portano l’elettrico

 

siero di dario

 

a te a chi ha scelto

 

a chi ha scritto per te

 

il tuo messaggio

 

al mondo

 

ampio

 

web

 

(Renata Morresi)

 

 

 

[…] Qui si tratta di ribadire l’assoluta centralità della volontà poetica di determinare e costruire una lingua che scaturisce da un arrovellamento costante intellettuale e razionalmente determinato e non da un collasso improvviso causato dal cedimento delle difese psicologiche del soggetto. Qui vogliamo sostenere questa tesi che, ripetiamo, non è nuova; ma si tratta di irrobustire il filone di indagine conoscitiva, per usare una terminologia giudiziaria che vuole indagare sulla creazione del  profluvio linguistico dell’autrice. […] (Marco Adorno Rossi)

 

 

 

[…] Tu fraterna non dissuasa, disavvezza ai colori, ancora e semplice abitavi: quel volo improvviso, mai aperto al cadere. Che tu emanavi musica, è stata la prima immagine di te avuta.

Di questa musica avremmo spostato insieme le altezze la durata, la curva della musica, forse anche un canto era possibile.

Certa sabbia negli occhi, solida stanchezza a cerchi ci avvisava che per altro poco, o per molto – del tempo – avremmo dovuto farne a meno, e lì sostare.

(Maria Pia Quintavalla)

 

 

 

[…] Quelle del respiro e della caduta non sono figure. Sono de-figurazioni rivolte verso quella che, parafrasando Deleuze, potremmo definire «intensità». In tal senso la scrittura di respiri e cadute, che la Rosselli sottopone all’implacabilità di sistemi e registri luttuosi, rappresenterebbe il «movimento dell’intensità». Intensità non è necessariamente sinonimo di ritmo, ma la sua declinazione non può non tenerne conto. E, in effetti, in questo teatro guerrafondaio, tutto verte sul (sos)tenere e sul portare, sulle linee simultanee dell’intensione e dell’estensione, del risuonarsi e del risuonare, della propagazione e del rientro […] (Enzo Campi)

 

 

 

[…] Ed è proprio questa Libertà in Atto che sempre ritrovo – e credo anche tutti questi giovani ravvedono – nella tua poesia. Che è – fu – inferno della Storia e Paradiso in terra d’ogni anima fiera e umiliata, in bilico tra luce e ombra. Ombra maestosa…

 

vedo un futuro, è fatto di questa
gente che proprio non ne sa niente.

 

Fu questa la tua gnosi e il tuo stigma.

“Cambiare la prosa del mondo, / il suo orologio intatto, / quel nostro incorniciare le giostre / faticose dei baci.”

Cambiare la poesia più intima, creaturale, per cambiare quella dissennata prosa pubblica, quest’eterna ignominia burocratica di sangue e potere.

Ma mi piace immensamente questo tuo verso in cui anche i baci sono faticosi, erano anzi ancora più belli perché faticosi – erano anch’essi, forse, Variazioni belliche, mia carissima Amelia, di una eroica e fragile, pacifista Soldatessa della Realtà.

E tutta la tua (sua) Opera, un credo, un Documento inesausto di libertà e giovinezza – una Libellula che è anzi panegirico dell’Amore come Libertà. […] (Plinio Perilli)

 

 

 

[…] Giorni grevi e asciutti, come fianchi di selce, mancano pochi scatti, pochi forse venti, e verranno undici. Venite pure a prendermi, non servirà la falce, venite in corteo, senza aspergere, né celebrare. Io il cerimoniere – colui che capovolge – forma e riforma il tempo, col cero acceso legge; poi brucia le carte. Smettete, di parlare così forte, uscite dalla fossa in silenzio, io non vi sento, non più vi sento. Non più io a dolermi, non più voi a mancarmi, non il mondo a celebrare, celebrare per me, io il cerimoniere […] (Anna Bertini)

 

 

 

[…] ella aspira dunque a conferire all’organizzazione metrica quello statuto di oggettività che nasce dall’esigenza di svincolarsi dal limite soggettivo del verso libero. Il principio di razionalità ordinatrice che regola l’azione dell’io sulla materia artistica, esprimendo l’esigenza di controllo e rigore che la poetessa impone al suo fare artistico, risale alla volontà di arginare il ‘caos’ di un approssimato tecnicismo, sintomo di un disordine interiore scaturito dal disagio reale, percorso da quotidiane ossessioni, che la poesia tenta di esorcizzare attraverso la strutturazione della pagina, contenimento al fluire straripante delle parole. Infatti, “il tentativo della Rosselli è quello della compressione del vissuto all’interno dello spazio di scrittura e della trasfigurazione di esso in unità ritmiche, associazioni sonore, visive e semantiche, per fare del blocco stesso un ‘pozzo di comunicazione’. […] (Roberta Caiffa)

 

 

 

[…] Distesa nella

roulotte la sua pelle vive d’insonnia si tatua come una rosa

di macchie violacee, non imposte non provocate non

derivate, indifferente è l’origine non è provenienza la

libertà, è bella di una bellezza che viene da prima di

sé, prima di sé dipende dipende soltanto da sé. Amelia ti

esce dagli occhi e dal cuore senza saperti guardare ti guarda e

forse ti parla ti chiede di non fare rumore di non ascoltare il

rumore. Amelia nuda e distesa nella roulotte è un immenso

paesaggio con ossa, vita che vive senza ornamenti di necessari

ornamenti, di necessari ornamenti di variazioni a catena si

nutre l’appartenenza, è paura che fuga la commozione, un

pianto ancestrale diviso in quadrati mattoni prima di

darsi alle fiamme, prima di darsi alla luce, prima di farsi

feroce ammissione di colpa e di identità […] (Lella De Marchi)

 

 

 

*

 

 

Indice

 

5      Tiziana Cera Rosco, Lettera ad Amelia Rosselli
7      Daniele Barbieri, L’improvviso di Amelia Rosselli
20    Marina Pizzi, Per sospettare sì finalmente fine
24    Francesco Carbognin, L’«automa» di Variazioni Belliche
38    Antonio Loreto, CONTENERE
41    Biagio Cepollaro, Due poesie di Amelia Rosselli secondo i criteri della poesia integrata
49    Silvia Molesini, A melia (“potessi avere la leggerezza della prosa”)
52    Salvatore Ritrovato, Una vena lirica nella Cantilena di Amelia Rosselli
58    Maria Luisa Vezzali, 11/02/2016
59    Antonella Pierangeli, Amelia Rosselli, partitura per voce sola e livide disillusioni
66    Renata Morresi, Terzo Paesaggio
72    Marco Adorno Rossi, Amelia Rosselli. La costruzione della poetica dell’impoeticità
80    Maria Pia Quintavalla, Visitazione (variazioni sul ritorno di Amelia Rosselli)
82    Enzo Campi, Epico, sapido, quasi sadico: per un (auto)ritratto di Amelia Rosselli
102  Plinio Perilli, Lettera ad Amelia Rosselli
110   Concorsi Sezione A
111   Anna Bertini, Uscite dalla fossa – un incubo di Amelia Rosselli
115   Roberta Caiffa, Poesia “elevata al cubo”
119   Lella De Marchi, A-polide  A-melia
 
121   Concorsi Sezione B 
122   Fernando Della Posta, Ritorno
124   Alessandro Silva, L’adatto vocabolario d’ogni specie
127   Rodolfo Cernilogar, Anche se portano doni
 
130   Concorsi Sezione Scuole
131   Giulietta Vincitorio, Parentesi
132   Valerio Scrima, The end
133   Carlo Maria Genovese, Cruelle vérité
135   Amelia Rosselli, Bibliografia essenziale
137   Note bio-bibliografiche degli autori

 

 

 

 

*

 

 

 

© 2016 Marco Saya Edizioni di Marco Saya

Corso Plebisciti, 1 – 20129 Milano

Sito: www.marcosayaedizioni.com

e-mail: info@marcosayaedizioni.com

 

 

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http://www.ibs.it/code/9788898243365/campi-enzo/colpo-coda-amelia.html

 

 

 

Bologna in Lettere – Venerdì 27 Maggio

VENERDI’ 27 MAGGIO ore 17.30

COSTARENA  

VIA AZZO GARDINO 48

Cura e conduzione Enzo Campi

Premiazione dei concorsi letterari di Bologna in Lettere

Relatori delle giurie

Laura Barile, Sonia Caporossi, Maria Luisa Vezzali

 Editore  Marco Saya

Sono stati invitati i vincitori e i finalisti

Anna Bertini, Roberta Caiffa, Lella De Marchi

Fernando Della Posta, Alessandro Silva, Rodolfo Cernilogar

Giulietta Vincitorio, Valerio Scrima, Carlo Maria Genovese

Cop rtg Rosselli x web 

Presentazione del volume 

Il colpo di coda – Amelia Rosselli e la poetica del lutto (Marco Saya Edizioni)

con interventi di

Francesco Carbognin, Plinio Perilli

Antonella Pierangeli, Marco Adorno Rossi

 

 ant pier

Antonella Pierangeli, nata a Roma nel 1964, è docente, critico letterario, filologo. P.P. Pasolini e M. Foucault sono gli autori sui quali ha focalizzato i suoi studi, oltre ad occuparsi attivamente dell’opera di M. Blanchot. Ha svolto inoltre attività di ricerca presso il Fondo Pasolini e il Gabinetto Vieusseux di Firenze e pubblicato su riviste come L’Area di BrocaVernice, Storia & Storici, Verde, Kasparhauser. Ha curato l’apparato bibliografico del volume Romanzi e Racconti di P. P. Pasolini nei Meridiani Mondadori (1998), il volume Pasolini, visioni e profezie tra presente e passato (Sulle orme della Storia) (GoWare 2012) e, insieme a Sonia Caporossi, l’ebook Un anno di Critica Impura (Web – Press 2013) e l’antologia Poeti della Lontananza (Marco Saya Edizioni, Milano 2014).

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Plinio Perilli (Roma, 1955) ha esordito come poeta nel 1982, pubblicando un poemetto sulla rivista “Alfabeta”, auspice Antonio Porta. La sua prima raccolta è del 1989, L’Amore visto dall’alto (Amadeus), finalista quell’anno al Premio Viareggio), ristampata nel 1996. Seguono i racconti in versi di Ragazze italiane (Sansoni, 1990, due edizioni, Premio B. Joppolo). Chiude una sorta di trilogia della Giovinezza con il volume Preghiere d’un laico (Amadeus, 1994), che vince vari premi internazionali: il Montale, il Gozzano e il Gatto. Petali in luce, una sorta di diario lirico condensato e sublimato in 365 “terzine”, è uscito nel 1998, presentato da Giuseppe Pontiggia (Amadeus). Recentissimo, il suo “canzoniere d’amore” Gli amanti in volo (Pagine, 2014), che comprende poesie e poemetti dal 1998 al 2013. Una raccolta antologica delle sue poesie, Promises of Love (Selected Poems), è stata tradotta in inglese da Carol Lettieri e Irene Marchegiani, ed editata a New York nel 2004 presso le Gradiva Publications della Stony Brook University. Nel 2011 il suo poemetto L’Aquila, sorvolandosi, dedicato al tragico evento del terremoto del 6 aprile 2009, ha vinto il Premio Internazionale Scanno per la Poesia. Come critico si occupa specialmente di convergenze multidisciplinari e sinestesie artistiche (Storia dell’arte italiana in poesia, Sansoni, 1990), nonché dell’insegnamento della poesia ai giovani e nelle scuole (La parola esteriore. I nuovi giovani e la letteratura, Tracce, 1993; Educare in poesia, A.V.E., 1994). Del 1998 è un grande studio antologico sul ‘900 italiano in rapporto all’idea di Natura (Melodie della Terra. Il sentimento cosmico nei poeti italiani del nostro secolo, Crocetti, 2ª edizione 2002). Collabora a numerose riviste e ha curato molti classici, antichi e moderni, dal “Canzoniere” di Petrarca alle liriche di Michelangelo, dai “Taccuini futuristi” di Boccioni alle poesie di Carlo Levi, dagli scritti di Svevo su Joyce a “Inventario privato” di Pagliarani e “Variazioni belliche” di Amelia Rosselli.  Un suo vasto e intrecciato repertorio sui rapporti fra il Cinema e tutte le altre arti: “Costruire lo sguardo”. Storia sinestetica del Cinema in 40 grandi registi (Mancosu Editore, 2009), ha reso finalmente omaggio a tutte le magiche corrispondenze e i più fantasiosi sodalizi espressivi, che intrecciano e irradiano, insieme, l’ispirazione e l’immaginario. A seguire, il volume di scritture e memorie testimoniali RomAmor (“Come eravamo 1968-2008”), edito nel 2010 presso le Edizioni del Giano, tutto dedicato al rapporto fra Roma come entità ed amalgama letterario, e i grandi numi tutelari della seconda metà del ’900, fino ai nostri ultimi anni: da Gadda a Moravia, da Flaiano a Pasolini, da Amelia Rosselli a Dario Bellezza, etc. Ha tenuto numerose conferenze, presentazioni e prolusioni presso le maggiori università italiane ed americane.

 

 

Francesco Carbognin è Professore a contratto di “Metrics and contemporary verse theory” presso il Dipartimento di Filologia Classica e Italianistica dell’Università di Bologna. È autore delle monografie L’«altro spazio». Scienza, paesaggio, corpo nella poesia di Andrea Zanzotto (2007); Le armoniose dissonanze. «Spazio metrico» e intertestualità nella poesia di Amelia Rosselli (2008); Retorica e sintassi della poesia italiana del Novecento (2011) e di studi sulla poesia del Novecento, apparsi in volumi collettanei e in riviste quali «Strumenti Critici», «il verri», «Trasparenze», «l’immaginazione». Nel 2012, ha collaborato all’edizione dell’Opera poetica di Amelia Rosselli edita presso i “Meridiani” Mondadori a cura di S. Giovannuzzi. Relatore in diversi Convegni nazionali e internazionali, ha curato l’edizione di Sull’Altopiano (2007) e di Il mio Campana (2011) di Andrea Zanzotto, di cui ha pubblicato, in collaborazione con N. Lorenzini, interventi inediti nel volume dirti «Zanzotto». Zanzotto e Bologna (1983-2011) (2013).

 

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Marco Adorno Rossi. Nato a Roma nel 1963. Docente, critico letterario. Il suo lavoro critico si concentra sul rapporto tra sperimentalismo e avanguardia nella letteratura del dopoguerra italiano. Volponi e Cacciatore sono gli autori sui quali ha concentrato maggiormente la sua analisi. Nel decennio degli anni ’90 ha svolto attività di ricerca collaborando con il gruppo di “Quaderni di critica” presso il dipartimento di Italianistica della facoltà di Lettere dell’università “La Sapienza” di Roma. Con i colleghi Colonna, Manganelli e Pichezzi, ha costituito il “Gruppo Laboratorio”, con il quale ha prodotto lavori di teoria e critica sulla letteratura italiana del Novecento. Insieme a Marco Colonna e  Massimiliano Manganelli ha poi pubblicato, sempre con il nome “Gruppo Laboratorio”, opere creative di produzione “anonima e collettiva”. Ha pubblicato i seguenti lavori critici: Gruppo Laboratorio, Luigi Malerba, Lacaita 1990, Gruppo Laboratorio, Paolo Volponi: scrittura come contraddizione, Franco Angeli, 1993, Gruppo Laboratorio, RIP, Le impronte degli uccelli, 1999. Collabora al blog di analisi materialistica della letteratura “Portbou”. Dagli anni 1999 al 2013 è stato consulente e redattore editoriale del gruppo Arion in Roma.

 

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Marco Saya Edizioni – Corso Plebisciti 1 – Milano

http://www.marcosayaedizioni.net/

 

 

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VENERDI’ 27 MAGGIO ore 20.30

CASSERO LGBT CENTER

VIA DON MINZONI 18

 

Cura e conduzione Enzo Campi 

Regia tecnica Mario Sboarina

Rime per un altro secolo

A cura di Daniela Rossi

con

Cecilia Bello Minciacchi, Adriano Engelbrecht, Patrizia Mattioli

 

Il fiore inverso

Performance di Lello Voce

 

Arte-fatti contemporanei

Eleonora Manca

Chrysalis room 

METAMOR(PH) 

Anamorphosis

 

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Il corpo (scevro da ogni segno autoreferenziale) diviene cifra di tutti i corpi, esplorandosi si archetipizza dimenticando la propria soggettività; rivendica l’umiliazione estrema di essere segregati in un corpo unico e sessuato e al contempo la nostra natura di essere fragili tanto nella carne quanto nello spirito. Il corpo in ogni sua metamorfosi, nell’accettazione del dolore che ogni muta esige, richiede; prendendo coscienza del tempo e dello spazio necessari a “cambiar pelle”, a dare avvio agli inevitabili mutamenti dovuti alla benedizione d’ogni cicatrice. Il pensiero comunica con il corpo e scrive su di esso le proprie emozioni recuperando incessantemente i contenuti della memoria. Ogni corpo è memoria ed essa si stratifica a tal punto che ogni nostro atto è inevitabilmente legato ai ricordi che il pensiero cosciente tende ad annullare, ma che sostano inattaccabili nel corpo. Laddove la mente opera secondo azioni di conoscenza e di rimozione, il corpo non dimentica nulla e mantiene nelle proprie cellule ogni avvenimento, ogni pensiero, ogni sguardo, ogni parola. L’idioma del corpo è dunque l’inesplicabile linguaggio della memoria. (Eleonora Manca)

Laureatasi con una tesi sulle Avanguardie russe, Eleonora Manca (Lucca, 1978) è un’artista visiva, fotografa, videoartista e videoperformer che utilizza vari media (principalmente fotografia e video) portando avanti una ricerca sulla metamorfosi e la memoria del corpo. Dopo una formazione in Storia dell’Arte presso Lettere Moderne a Pisa, si specializza in Teatro e Arti della Scena presso Scienze della Formazione indirizzo DAMS a Torino.  É stata “artista del mese” per il centro IGAV di Torino (marzo 2015), l’opera video Skia è entrata a far parte dell’Esposizione Permanente dell’IGAV presso la Castiglia di Saluzzo (Cn), Il video Reverse Metamorphosis è stato vincitore de Magmart IX edition, a cura di Enrico Tomaselli, lo stesso video è parte della collezione permanente del Cam-Casoria Contemporary Art Museum, molta della sua produzione video fa parte di C.A.R.M.A (Centro d’Arti e Ricerche Multimediali Applicate di Roma), una produzione fotografica è stata acquisita dall’Archivio Italiano dell’autoritratto fotografico (MUSINF di Senigallia, a cura di Carlo Emanuele Bugatti e Giorgio Bonomi), è presente nella sezione Gold del catalogo “Fotografi italiani 2015”, è parte del TPA (Torino Performance Art), è tra gli artisti di VisualContainer. Ha esposto in numerose collettive e personali in Italia e all’estero. Tra le principali: HI-DANCE FESTIVAL (Roma, a cura di Francesca Fini), MEDIA ART FESTIVAL (Roma), Ca’ Foscari Short Film Festival (Venezia), IVAHM, Festival Internacional de Videoarte (Madrid),  Pesaro Film Festival, Molisecinema, Berlin International Directors Lounge (Berlino), VIDEOFORMES (Clermont-Ferrand), TO_SH-Dialoghi d’arte  (Torino, Shanghai, a cura di Alessandro Demma, Wei Shaonong e Yin Rong),  AAVE (Helsinki, a cura di  Antonello Matarazzo), Chrysalis Room (Solo Show), presso Paolo Tonin Arte Contemporanea, Transborda-International Expanded Cinema e Video Art Screening (Portogallo, a cura di Alberto Guerreiro), Contemporary Art Ruhr (Essen), Bienal del Fin del Mundo 4 (Argentina, Cile, a cura di Alessandro Demma),  Gasteig Open Video (Monaco),  The Waiting Room, con Alessandro Amaducci, presso Paolo Tonin Arte Contemporanea,  Behind The Cage (Lecce, a cura di Cecilia Leucci e Katia Olivieri), SKINcodes, Paraphotò (a cura del Centro Visual), NERO, Galleria Bianca Maria Rizzi & Matthias Ritter, (Milano, a cura di Emanuele Beluffi), Il corpo solitario. L’autoscatto nella fotografia contemporanea, (Torino, a cura di Giorgio Bonomi), Fonlad Festival (Portogallo, a cura di  José Vieira), FIVA-Festival Internacional de Videoarte (Argentina), Madatac (Madrid), METAMOR(pH) (Solo Show, a cura di Francesca Canfora), Caves of Mind (a cura di Carla Palazzo e Isabella Spicuglia), Over the Real (a cura di Maurizio Marco Tozzi), META-CINEMA (a cura di Piero Deggiovanni), InShadow (Lisbona, a cura di Ana Rita Barata e Pedro Sena Nunes per VOARTE). Others Identity (Genova, a cura di Francesco Arena), Media Art Festival (MAXXI, Roma, a cura di Valentino Catricalà). Vive e lavora a Torino.

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Cecilia Bello Minciacchi (Roma 1968) è assegnista presso il Dipartimento di Studi Europei, Americani e Interculturali e collabora all’Archivio del Novecento dell’Università di Roma «La Sapienza». Scrive su «Avanguardia», «il verri», «Poetiche», «Semicerchio», «alfabeta2», «alias». Dirige per Oèdipus la collana à rebours che ripropone testi narrativi rari del Novecento italiano. Ha pubblicato, fra gli altri, studi su Marinetti, Ungaretti e Nono, Sanguineti, Manganelli, Porta, Niccolai, Volponi. Per Le Lettere di Firenze ha curato Vittorio Reta, Visas e altre poesie (2006) e Patrizia Vicinelli, Non sempre ricordano. Poesia Prosa Performance (2009). Ha pubblicato l’antologia di scrittrici futuriste Spirale di dolcezza + serpe di fascino (Bibliopolis, 2007), cui ha fatto seguito la monografia storico-critica Scrittrici della prima avanguardia. Concezioni, caratteri e testimonianze del femminile nel futurismo (Le Lettere, 2012). Del 2012 è anche il volume La distruzione da vicino. Forme e figure delle avanguardie del secondo Novecento (Oèdipus). Di Emilio Villa ha curato le seguenti edizioni di testi: Zodiaco (con Aldo Tagliaferri, Empirìa, 2000), e Proverbi e Cantico. Traduzioni dalla Bibbia (Bibliopolis, 2004) e infine L’opera poetica (Roma, L’orma, 2014), che raccoglie la sua opera poetica in forma pressoché integrale.

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Lello Voce, (Napoli, 1957) poeta, scrittore e performer è stato tra i fondatori del Gruppo 93 e della rivista Baldus.  Nel 2011, durante il Festival Internazionale di Poesia di Medellin (Colombia), è stato uno dei fondatori del World Poetry Movement, del cui Comitato Esecutivo fa attualmente parte. Tra i suoi libri e CD di poesia ricordiamo Farfalle da Combattimento (Bompiani,1999), Fast Blood (MFR5/SELF, 2005), L’esercizio della lingua – Poesie 1991-2008 (Le Lettere, 2009)Lai (Premio Delfini, 2003) Piccola cucina cannibale (Squi[libri], 2012 – Premio Napoli 2012).  I suoi romanzi sono stati riuniti ne Il Cristo elettrico (No Reply, 2006, e-book TErraFerma ed., 2014). Ha curato L’educazione dei cinque sensi, (Metauro ed.), antologia del maestro del concretismo brasiliano Haroldo De Campos, con contributi di Augusto De Campos ed Umberto Eco. Nel 2001 ha introdotto in Italia il Poetry Slam ed è stato il primo EmCee al mondo a condurre uno slam pluringue (Big Torino 2002 / romapoesia 2002). Ha diretto centinaia di slam tra cui quello di Io Donna- Corsera (2010), quello di Teatro Italia (Perugia 2003) e il Big Boat International Poetry Slam (2009). Attualmente è Presidente onorario della L.I.P.S. – Lega Italiana Poetry Slam. Ha collaborato, per la realizzazione delle sue azioni poetiche, con numerosi artisti tra cui Paolo Fresu, Frank Nemola, Luigi Cinque, Antonello Salis, Giacomo Verde, Michael Gross, Maria Pia De Vito, Canio Loguercio, Rocco De Rosa, Luca Sanzò, Ilaria Drago, Dahafer Youssef, Roberto Paci Dalò, Robert Rebotti, Claudio Calia, Gianluca Costantini. Tra i pionieri europei del nuovo incontro tra poesia e musica, ha tenuto reading di poesia e spettacoli di spoken music in tantissime città italiane, europee, nelle Americhe e in Asia. Sue poesie sono state tradotte in francese, inglese, spagnolo(da Renato Sandoval), catalano (da Edoard Escoffet), tedesco, brasiliano (da Haroldo De Campos), greco, galiziano (da Yolanda Castano), giapponese ed arabo (da Joumana Haddad). Attualmente cura su www.satisfiction.me una rubrica di poesia intitolata P.A.Z. Poetry Autonome Zone e su IlFattoQuotidiano.it un blog dedicato alla poesia.

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Patrizia Mattioli nasce a Roma il 16\03\1967. Si diploma in clarinetto presso il Conservatorio Arrigo Boito di Parma. Musicista poliedrica inizia il suo percorso artistico collaborando come tastierista e clarinettista in gruppi post industriali e di avanguardia musicale quali T.A.C., Kinoglaz,Kind of Cthulhu. Nel 1989 inizia a fare sperimentazione nell’ambito della ricerca sonora come performer e compositrice con Lenz Rifrazioni Lenz Teatro, luogo di produzione culturale e sperimentale, formazione teatrale e di ricerca musicale tra i più rigorosi del panorama europeo. Collabora con Lenz Rifrazioni fino al 1997 data in cui si trasferisce a Londra per circa un anno dove frequenta artisti e registi di cortometraggi. Lavora dal 1995 ad oggi con la coreografa e psicologa Lucia Nicolussi Perego nell’ambito del progetto” Meeting Adolescenti. Adolescenza spazio privato nascente”. Nel 2000 la partitura The Tower of Babel vince il concorso a Parigi all’I.R.C.A.M (Institut de Recherche et Coordination Acoustique/Musique) diretto da Pierre Boulez. Nel 2012 partecipa al progetto poesia sonora con Daniela Rossi e Fragili Guerriere. Collabora  con Ilaria Gerbella, Lucia Manghi per workshop, regie e laboratori con Europa Teatri; con Adriano Engelbrecht; con Coppelia Theatre;  con il danzatore coreografo Daniele Albanese, Compagnia Stalker e con la danzatrice di Bharatanatyam Nuria Sala Grau. Le sue partiture sono state presentate in vari prestigiosi festival, tra cui Biennale di Venezia Danza / Musica, Natura Dei Teatri, Sguardi Sonori festival of Media, Timed Based Art, Festival di Santarcangelo, Teatro Herberia Rubiera, Cantieri Danza, Zona Franca, Pontedera Teatri, As a Little Phenix 2, Teatro al Parco, Consolato italiano Nizza, Festival di Poesia Parma, Europa Teatri, Festival Valceno Arte ,Casa delle Storie, Teatro Verdi di Milano, Teatro Elfo Puccini Milano, Somaya Center For Lifelong Learning Mumbai India, Electro Camp III Forte Marghera – Venezia Mestre,  Bologna in Lettere ,Lavanderia a Vapore Collegno (To), Teatro Contatto  Centro Servizi Udine.

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Daniela Rossi dal 1980 si occupa di poesia dal vivo curando eventi e Festival di Poesia ( Di Versi In Versi, Parmapoesia, Parole Migranti – Bolzano, Lirici a Lerici, ecc…) e collaborando ai Festival internazionali di poesia di Milano, Firenze, Napoli, Venezia, Parigi, ecc… Dal 2000 ha fatto parte del comitato di Romapoesia – Festival della Parola, con Nanni Balestrini, Luigi Cinque, Lello Voce, Franca Rovigatti, ha collaborato al concorso di video poesia Doctor Clip a Roma e promosso in Italia i Poetry Slam internazionali con il poeta Lello Voce.
Negli anni ‘80 ha fondato, con gli amici scrittori e poeti Carlo Bordini, Giorgio Messori, Beppe Sebaste e altri, la casa editrice Aelia Laelia, pubblicando tra gli altri le poetesse Amelia Rosselli e Patrizia Vicinelli. Nel 2008 ha curato, nella collana Fuoriformato di Andrea Cortellessa (Le Lettere), per le antologie “The Complete Films, prosa poesia e performance di Corrado Costa” e “Non sempre ricordano”di Patrizia Vicinelli (2009), i DVD allegati, dai materiali del suo archivio video. Nel 2010 ha pubblicato per Campanotto editore “La repubblica dei poeti”, sugli anni del Mulino di Bazzano e la neoavanguardia. Nel 1990 ha creato l’etichetta “Riso Rosa – progetti sulla scrittura ironica delle donne“, promuovendo rassegne, prodotti editoriali e multimediali e l’omonimo festival biennale. Per Riso Rosa ha curato le antologie “ Ragazze, non fate versi!” ( con la poetessa Alessandra Berardi ), “ Pink Ink, scritture comiche molto femminili “ e “ Pink Noir, delitti per signora “ tutti pubblicati dall’ Editrice ZONA. Nel 2010 ha curato, in occasione del Festival Romapoesia poEtiche, il DVD Fragili Guerriere, omaggio alle poete epiche Amelia Rosselli e Patrizia Vicinelli e nel 2011 ha scritto con Rosaria Lo Russo il manifesto politico/poetico “FRAGILI GUERRIERE, per una ricerca sulla poesia epica delle donne”; dal 2012 Fragili Guerriere diventa spettacolo work in progress e promuove serate con poete, attrici e musiciste, video e mostre. Dal 2014 cura al Museo Uomo Ambiente di Bazzano (PR) l’ Archivio video di poesia La Repubblica dei Poeti, nel luogo dove vissero Corrado Costa, Adriano Spatola e Giulia Niccolai e dove fu fondata la casa editrice Tam Tam.

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Adriano Engelbrecht è nato in Germania nel 1967 e vive a Parma. Poeta, artista, musicista, attore, ha pubblicato “Dittico Gotico” per Cultura Duemila Editrice (1993), “Lungo la vertebrata costa del cuore” per I Quaderni del Battello Ebbro (2003), “La piscina probatica” per Fedelo’s Editrice (2006) “Tristano” per Lieto colle (2007). Nel dicembre 2015 è uscita, insieme alla poetessa Ilaria Drago, l’ultima raccolta poetica “Ubicazione Ignota”, sempre per Fedelo’s Editrice. Conduce da molti anni un articolato percorso di ricerca sul rapporto tra poesia, arte e teatro. La sua produzione poetica è stata presentata in numerosi teatri, musei e festival, sia in Italia che all’estero, tra cui anche il Festival Internazionale della Poesia di Genova, Parmapoesia Festival, Ricercare di Reggio Emilia.

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