Pasolini e Bologna

Bologna in Lettere 2015 – sabato 30 Maggio – la maratona

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Sabato 30 Maggio

dalle 11.00 alle 23.00

 

LIBRERIA COOP ZANICHELLI – Piazza Galvani 1/H

11.00/13.00 Una modesta proposta_progetto

Tavola rotonda sull’editoria di poesia e sul pensiero pratico

A cura e con  Mariangela Guatteri (Benway Series)

Daniele Poletti (Diaforia), Luca Rizzatello (Prufrock spa)

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SPAZIO 100300 – Via Centotrecento 1/A

13.00/15.30 Concatenazioni  (Pranzo con poeti alla carta)
Cura e conduzione Martina Campi, Mario Sboarina con Daniela Andreis, Lella De Marchi, Raffaele Ferrario, Valentina Gaglione, Valerio Grutt , Sonia Lambertini, Eva Laudace, Giancarlo Sissa

16.00/17.30 A ruota Libera
Cura e conduzione Jacopo Ninni con Salvatore Della Capa, Tommaso Di Dio, Alessandra Frison, Alessandro Mistrorigo, Roberto Ranieri, Gabriele Xella

17.30/19.00 Devoluzioni 
Cura e conduzione Daniele Poletti, Ermanno Moretti 
Rita Bonomo, Volevo fare l’usignolo, Fotografia e regia Giusy Calia
Alberto Mori, Phonematique
Simona Menicocci, Il mare è pieno di pesci (I Fogli Benway Series), con un’introduzione di Mariangela Guatteri
Fabio Teti, Spazio di destot, (Edizioni Diaforia/Cinquemarzo)      

  

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BIBLIOTECA DELLE DONNE – Via del Piombo 5

PARTIZIONI DI VOCI
Cura e conduzione Serenella Gatti Linares

16.00/17.30
Su tracce silenziose, A Nadia Campana e le altre 
Presentazione del n.60/61 della rivista Le Voci della Luna a cura di Loredana Magazzeni, Marinella Polidori, Roberta Sireno, Maria Luisa Vezzali con Elena Cesari, Zara Finzi, Daniela Maurizi, Marie Laure Ndzengue, Helene Paraskeva, Pina Piccolo, Rossella Renzi,  Nina Sadeghi, Francesca Serragnoli

17.30/18.30
Femminile Plurale –Le donne scrivono le Marche
Antologia a cura di Cristina Babino (Vydia Editore), Evento a cura e con Franca Mancinelli, Renata Morresi, Eleonora Tamburrini

18.30/19.30
Umafeminità
Cento poet* per un’innovazione linguistico-etica (Joker Edizioni), Conduzione Nadia Cavalera con Monica Borettini, Alessandra Borsetti Venier, Valerio Cuccaroni, Leila Falà, Serenella Gatti Linares, Giovanna Gentilini, Fabia Ghenzovich, Michele Lalla, Loredana Magazzeni, Maria Concetta Petrollo, Vittoria Ravagli, Meth Sambiase, Anna Zoli      

 

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FISH’N’ROLL – Via Santa Croce 16/d

17.00/19.00 Poetiche del fervore
Cura e conduzione Agnese Leo con Paolo Aldrovandi, Silvia Benedetti, Gerardo De Stefano, Matilde Vittoria Laricchia, Silvia Molesini, Valerio Nardoni, Bernardo Pacini, Alessandra Piccoli, Ed Warner

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COSTARENA – Via Azzo Gardino 48

DIFFERENZE PARALLELE

17.00/18.30

“Père-Lachaise – Racconti dalle tombe di Parigi” (Edizioni Ratio et Revelatio)
Cura e introduzione Vincenzo Bagnoli Conduzione Laura Liberale con
Chiara Baldini , Francesca Bonafini,  Claudia Boscolo, Simona Castiglione, Caterina Falconi, Paolo Logli, Gianluca Morozzi, Paolo Zardi, Heman Zed

18.30/19.00
Paradigmi del vero
Cura e conduzione Alessandro Brusa con
Marco Bini, Davide Ferrari, Cristian Sesena

19.00/20.00 
“Poeti della lontananza” (Marco Saya Edizioni)
Cura Alessandro Brusa
Conduzione Sonia Caporossi, Antonella Pierangeli con
Michele Porsia, Francesco Terzago

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BOTECO – Via S.Vitale 17/b
17.30/18.30 
Gli occhi della lingua
Cura e conduzione Alessandro Assiri   con
Fausto Filosgrana, Riccardo Frolloni, Chiara Giangiordano, Ivonne Mussoni, Giuseppe Nibali, Marco Trestini

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BRAVO CAFFE’ – Via Mascarella 1
17.30/18.45 
Ritratti 
Cura e conduzione Rita Galbucci con
Gianluca Chierici, Maria Grazia Insinga, Rita Pacilio, Davide Racca, Marilena Renda, Silvia Rosa  

    

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CAFFE’ DEGLI ARTISTI – Via Castiglione 47/2
18.00/19.00
In silenzio a voce alta
Cura e conduzione Enea Roversi con
Clery Celeste, Enrico De Lea, Giovanna Frene, Alfredo Panetta, Veronica Tinnirello, Christian Tito

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MACONDO – Via del Pratello 22
18.30/20.30 
Dispiegamenti 
Cura e conduzione Luca Ariano con Francesco Accattoli, Filippo Amadei, Miriam Bruni, Edmondo Busani, Mauro De Maria, Ivan Fedeli, Raffaele Guida, Roberta Lipparini, Mario Melendez, Michele Miccia, Salvatore Ritrovato, Matteo Zattoni

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CORTILE CAFE’ – Via Nazario Sauro 24/c
18.30/19.30
(ir)regolarizzazioni
Cura e conduzione Francesca Del Moro con Daniele Barbieri, Rodolfo Cernilogar, Barbara Herzog, Pierluigi Lenzi, Giorgia Monti, Nina Nasilli

19.30/21,00 
Prufrock’s Party 
Cura e conduzione Luca Rizzatello con Daniele Bellomi, Alberto Cellotto, Roberta Durante, Klaus Miser, Andrea Lorenzoni, Giusi Montali  

   

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BAR LA LINEA – Piazza Re Enzo 1/4

18.30/19.30
Poeti di confine
Cura e conduzione Sergio Rotino con Giovanni Fierro, Cristina Micelli Fulvio Segato, Maurizio Benedetti

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CASSERO LGBT CENTER – Via Don Minzoni 18
18.30/19.30
Valentina Pinza, Il pane del giorno prima (Ladolfi Editore) – Introduzione di  Stefano Suozzi

19.30/23.00
VETRINE DEL NUOVO MILLENNIO – MACCHINE E MACCHINAZIONI
Cura e conduzione Enzo Campi  

Silvia Benedetti Precipizi-tazioni
Rita Bonomo  Padre Nostro chi è nostro padre?
Marthia Carrozzo, Vanni Schiavoni,  fAzioni di Versi
Chiara CossuFrammenti di una nascita
Marion d’Amburgominuzie & minute (Testi Giovanni Campi)
Francesco ForlaniManifesto del comunista dandy
Solidea RuggieroIo che non conosco la vergogna
Barbara PinchiDa costa a costa
Julian ZharaDune (Musiche Ilich Molin, Video Enrico Sambenini)

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Bologna in Lettere 2015 – Pasolini la diversità consapevole – Il libro

Bologna in Lettere 2015

Sabato 23 Maggio – Cassero Lgbt Center – Via Don Minzoni 18 – Bologna – ore 18.00

Presentazione in prima nazionale

logo nuovo

Marco Saya Edizioni

AA.VV.

Pasolini

la diversità consapevole

 

 

 

a cura di Enzo Campi

 

 

 

 

 

Contributi critici e scritti dedicati di

Sonia Caporossi, Roberto Chiesi, Vladimir D’Amora

Antonella Pierangeli, Marco Adorno Rossi, Enzo Campi

 

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Concorsi di causa e di colpa (N. d. C.)

 

 

Se il pretesto è un «concorso» [1], bisogna prendere la parola [2] e concedersi il lusso non solo di pronunciarla ma, anche e soprattutto, di declinarla. Se concursus indicava una sorta di incontro o un afflusso di gente, una sorta di riempimento di un luogo (reale o simbolico), la presenza in esso, o solo il semplice attraversamento, diviene lo spaziamento del luogo, ovvero e per così dire: la sua messa in arte o, se preferite, il percorso da parte a parte, che consente la creazione di una linea ove esporre ed esporsi. Ecco che, quasi inavvertitamente, abbiamo aggiunto al «concorso» il «percorso». Così facendo abbiamo, in un certo qual modo, compiuto il gesto inaugurale della nostra saga delle declinazioni. Con-corsi di causa (e quindi di effetto) e con-corsi di colpa: prendere la parola per dire la parola che conta e per prendersi in parola viene sempre considerata come una colpa. Se ricorriamo all’etimo, e se ci rivolgiamo ai suffissi, ci troviamo a misurarci e a fare i conti con tutta una serie di famiglie irrisolte e irrisolvibili. Nessuna volontà o pretesa di risoluzione quindi. Non è questo il nostro interesse. Casomai si tratta di operare un proseguimento, di delineare la possibilità di una protesi che prolunghi il gesto originario.

In ambito prospettico-pittorico il «concorso»  è un punto di fuga.

E questo omaggio, quest’operina, agile e snella,  dovrebbe essere considerata proprio come un punto di fuga, come un qualcosa che si tende e si estende al di fuori. Non un concorso quindi ma un «fuori concorso», una cosa o un qualcosa che si tira fuori dalla competizione ed espelle un verbo che, sulla falsariga dei ritmèmi teorizzati e praticati da Pasolini, è volto a ricercare, da un lato, una quantificazione dei “possibili”, e dall’altro lato un palinsesto degli “impossibili”, il tutto attraverso una scansione che tenga conto dei ritmi della composizione e dell’enunciazione. Ogni utopia (e quindi anche la “verità”, che rientra di diritto nella categoria) del resto vive e sopravvive nell’impossibilità di verificarsi.

Ed è per questo che i contributi presenti in quest’opera verranno scanditi attraverso una parola-chiave che faccia il verso al nostro pretesto (concorsi) trasformandolo in testo.

I tempi e i luoghi dei «ricorsi» in cui i gesti della presenza e dell’attraversamento assumono una configurazione (ma anche una de-figurazione) corporea.  Il doppio tempo dei «decorsi», un tempo pretestuosamente filmico e quindi meta-letterario o, se preferite, meta-fonico.

Il luogo rimodellato dei «percorsi» filologici della lezione in forma di (p)rosa. Il tempo, il luogo e gli spaziamenti dei primi «corsi», della narrazione, per così dire, immediata o, se preferite, mediata (e significata) dall’uso preponderante del dialetto e dalla creazione della propria koiné metaletteraria.

Le dimore inabitabili dei «soccorsi», sempre primultimi e definitivi (quindi anche sospesi e, necessariamente, strozzati), volti a delineare una sorta di apologia di reato (un concorso di colpa?) camuffata da testamento. Le provocazioni dei «rimorsi», idealmente scansionati da una successione di primi piani.

Come tra ritmèmi e monemi il singolare è sempre in cerca di una sua rappresentazione (per quanto filtrata) al plurale, dall’unità significante (minima e, volendo, monade) alla molteplicità del significato che, beninteso, cade o accade anche involontariamente, proprio perché consegnata ai diversi gradi e livelli dell’interpretazione soggettiva. Sulla falsariga di quella linea cui abbiamo già accennato e delle linee di intercomunicazione tra i vari generi e linguaggi, chiamando in causa nuovi significanti rispolverati da significati appartenenti a varie famiglie etimologiche, ci troviamo a fare i conti con la molteplicità pasoliniana, ovvero il poeta, lo scrittore, il saggista-filologo, il giornalista, il drammaturgo, lo sceneggiatore, il regista e – dulcis in fundo –  l’attore, il tutto in un connubio che, sinteticamente e significativamente, abbiamo inteso riassumere nello slogan “Sistemi d’Attrazione”.

 

 

 

Note

[1] Nell’ultima sezione del libro sono raggruppati i testi dei finalisti dei due Concorsi Letterari banditi dallo staff della Terza Edizione del Festival “Bologna in Lettere”: Patrizia Santi, Maurizio Camerini, Fernando Della Posta, Silvia Rosa, Daniele Andreis, Valentina Frisone, Francesca Maria Marziano, Eleonora Fidelia Chiefari, Costanza Venturoli.

[2] «Prendere la parola svolge senza dubbio un ruolo di sfogo, di catarsi e di affermazione di sé, sia che si intervenga per motivi validissimi, sia che si ceda a una pulsione più o meno selvaggia. Si può avere, talvolta, il sentimento che colui o colei che parla lo faccia alla maniera di un paziente sul divano dell’analista: senza guardare il resto del pubblico, a volte guardando poco il conferenziere stesso, ma parlando per sé, a se stesso – quasi in un a parte –, pur non essendo solo. Poiché parlare da soli dipende da tutta un’altra logica (se s’intende logos in questi termini) o da tutta un’altra “patologia”. Parlare da soli non è parlare, poiché non ci si rivolge la parola: si tenta di farla risuonare, se ne raccoglie una specie di eco, ma è solamente un’allusione molto debole a ciò che rappresenta la parola vera, ossia quella indirizzata ad altri» (Jean-Luc Nancy, Prendere la parola, Trad. R. Borghesi, C. Tabacco, Bergamo, Moretti&Vitali, 2013)