Lidia Riviello

Bologna in Lettere 2018 – Dislivelli – Fare il punto / Battere il tempo

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Bologna in Lettere 2017 – Passione Poesia

PASSIONE POESIA

Letture di poesia contemporanea

a cura  di

Sebastiano Aglieco

Luigi Cannillo

Nino Iacovella

Edizioni CFR 2016

 

 

 

Venerdì 5 maggio EPS Factory Via Castiglione 26

Per Giuliano Mesa e Valentino Zeichen

A cura di Luigi Cannillo

Saggi di Biagio Cepollaro & Franz Krauspenhaar

Letture e omaggi di  Marco Palladini

*

Sabato 6 maggio EPS Factory Via Castiglione 26

Per Nanni Cagnone

A cura di Luigi Cannillo

Saggio di Lucetta Frisa

Letture e omaggi di Marco Ercolani, Lucetta Frisa

*

Sabato 13 maggio Cassero LGBT Center Via Don Minzoni 18

Per Roberto Roversi e Assunta Finiguerra

A cura di Fabrizio Bianchi

Saggi di Vincenzo Frungillo, Carla Saracino

Letture e omaggi Vincenzo Bagnoli, Viola Amarelli

*

Sabato 20 maggio CostArena Via Azzo Gardino 48

Per Dario Bellezza

A cura di Nino Iacovella

Saggio di Ignazio Gori

Letture e omaggi di Lidia Riviello

 

 

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Più di cento poesie esemplari. O come tali scelte e presentate da critici, poeti, blogger, organizzatori, comunque lettori sensibili e competenti. Il progetto di Passione poesia riguarda testi poetici come specchio di un’intera raccolta, o rappresentativi di un autore, di una poetica, accompagnati da note di presentazione agili e allo stesso approfondite nelle quali i diversi saggisti, dopo avere scelto  autore e testo, trasmettano a un pubblico ampio e diversificato curiosità e interesse per la poesia. Poesia è certamente pensiero, evocazione, gioia, ricerca, parola, conoscenza. Ma quello che speriamo di valorizzare qui è l’empatia che si crea attraverso il testo tra chi legge e chi scrive, l’intensità del sentire. Passione quindi come processo che unisce impulso, attrazione e mutamento nel lettore. Si tratta della stessa intensità che ha spinto gli autori dei saggi a scegliere un autore e un testo e a scrivere la nota di presentazione. Il loro contributo critico è avvenuto nel modo più diversificato: in qualche caso appare in primo piano l’esperienza di lettura legata strettamente ai versi citati, altrimenti il collegamento ad altri testi, altre opere dello stesso autore, alla sua autobiografia, o considerazioni più generali. Senza avere ambizioni o interesse a storicizzare meccanicamente gli autori proposti, abbiamo delimitato un periodo che rappresenta un giro di boa tra due millenni, due secoli, due decenni […] (Luigi Cannillo)

PS CANNI

Luigi Cannillo, poeta, saggista e traduttore, è nato e vive a Milano. Ha pubblicato, tra le raccolte di poesia più recenti, Sesto senso, Campanotto, Udine,1999; Cielo Privato, Ed. Joker, Novi L., 2005;  Cieli di Roma, LietoColle, Faloppio (Co), 2006, e Galleria del vento, La Vita Felice, Milano, 2014. È presente in antologie, raccolte di saggi e blog. Ha collaborato alla redazione dell’Annuario Crocetti 2000 e di Sotto la Superficie – Letture di poeti italiani contemporanei, Bocca Ed., Milano, 2004. Ha curato con Gabriela Fantato La biblioteca delle voci – Interviste a 25 poeti italiani, Joker Ed, Novi Ligure, 2006, e l’antologia Il corpo segreto – Corpo ed Eros nella poesia maschile, LietoColle, Faloppio (Co), 2008. È organizzatore culturale, collaboratore editoriale, socio dell’Associazione Culturale Milanocosa; è stato redattore e co-direttore della rivista “La Mosca di Milano” e redattore della collana Sguardi, La Vita Felice, Milano. È collaboratore della rivista internazionale “Gradiva”, New York/Firenze. Collabora con artisti visivi e musicisti.

 PS 3

Nino Iacovella è nato a Guardiagrele (CH) nel ’68. Ha riesordito in poesia con Latitudini delle braccia, deComporre Edizioni, Gaeta, 2013. Ha pubblicato la plaquette La parte arida della pianura, Edizioni Culturaglobale, Cormons (GO), 2015, e il libro d’arte Per chiamare il fuoco, Fiori di torchio, Seregno (MB), 2016. Dal 2014 ha partecipato a eventi di poesia, fotografia e videomaking, tra i quali Espressiooni [del sentire umano], 2014, nello Studio Barzan di Milano, e Omaggio a Luigi Di Ruscio, 2015, nella Fabbrica del Vapore, Milano. Sui principali blog letterari ci sono diversi contributi critici sulla sua opera. È tra i fondatori e redattori del blog di poesia Perigeion. Vive e lavora a Milano.

PS 4

Sebastiano Aglieco, insegnante nella scuola elementare, è nato a Sortino (SR), il 29 gennaio 1961. Tra i suoi libri: Giornata, La Vita Felice, Milano 2003; Dolore della casa, Il Ponte del Sale, Rovigo 2006; Nella storia, Aìsara, Cagliari 2009; Compitu re vivi, Il Ponte del Sale, Rovigo 2013. Inoltre il libro di critica Radici delle isole, La Vita Felice, Milano 2009, raccoglie il lavoro critico svolto in rete e in rivista fino al 2008. È consulente editoriale e redattore di diverse riviste di poesia. Di prossima pubblicazione un’antologia della sua opera in edizione bilingue (italiano-inglese), presso le edizioni Gradiva, New York. Stampa in proprio una piccola collana di varia scrittura, “Narcyso, terra, bianco e oro”, (narcysolibri.wordpress.com). È attivo come formatore in progetti di teatro e scrittura rivolti alle persone in formazione. Tra i progetti realizzati con i suoi alunni si ricorda l’ultimo: “Gli alberi poeti/ci”, scritture originali di poeti e bambini intorno al tema degli alberi. Collabora con l’atgtp, associazione teatro giovani e teatro pirata; operatore teatrale presso la rassegna di Teatro della Scuola di Serra San Quirico e docente della SETE, scuola estiva di teatro educazione. Il suo blog: “Compitu re vivi”, www.miolive.wordpress.com.

 

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Fabrizio Bianchi, ravennate, vive e lavora a Milano occupandosi, come imprenditore, di pubblicità ed editoria. È stato assistente di critica d’arte all’Università Statale di Milano, e ha lavorato per un mensile culturale (di cui è stato segretario di redazione), come incaricato per le recensioni d’arte di una testata specialistica della Montedison e responsabile della pagina settimanale dedicata al mondo giovanile di un quotidiano nazionale. Ha scritto in coppia con Daniela Monreale il libro Corpo a Corpo, edito da LietoColle, Faloppio (CO), 2004, ed ha diretto per dieci anni la rivista Le Voci della Luna e le omonime edizioni di poesia, oggi Dot.com Press.

 

 

 PS 6

 

 

Mi ripeto …     

Valentino Zeichen

 

 

La chiave gira nella toppa

simile a un apriscatole e

scoperchia la latta

È l’amica che apre

e mi sorprende a letto

con un’altra donna

Guarda e sì ritrae

come in presenza

d’un cibo avariato

Piange e richiude

la porta metallica

Mi ripeto…

il mio Cuore è sempre stato

come la porta girevole

d’un albergo a ore

dove si poteva entrare

e pernottare a piacere

riuscire in incognito

e senza rimpianti

Ora

vorresti istallare

una porta nel vuoto e

mettere una serratura di marca all’aria ?

 

 

Valentino Zeichen (Fiume 1938 – Roma 2016) ha pubblicato, tra le opere di poesia, Area di rigore, Cooperativa scrittori, Roma, 1974; Ricreazione, Società di Poesia, Milano, 1979; Pagine di gloria, Guanda, Parma, 1983; Museo interiore, ivi, 1987; Gibilterra, Mondadori, Milano, 1991; Metafisica tascabile, ivi, 1997; Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio, Fazi, Roma, 2000; Poesie 1963-2003, Mondadori, Milano, 2004; Poesie giovanili 1957-1968, Ed. della Cometa, Roma, 2010; Casa di rieducazione, Mondadori, Milano, 2011; Poesie 1963-2014, ivi, 2014. Tra le prose: Tana per tutti, Lucarini, Roma, 1983; La sumera, Roma, Fazi, 2015. Inoltre Aforismi d’autunno, Fazi, Roma, 2010, le commedie La refezione, Ed. della Cometa, Roma, 2007, e Macchie dipinte, ivi, 2014. Del 2004 Passeggiate romane, Fazi, Roma, (con DVD).

 

***

 

[…] Ogni balzo della sua poesia a volte svagata – drammaticamente tale – era il segno più di un attaccamento alla vita, che lui aveva trovato a Roma, nella città sempre in bilico fra l’eternità e lo sberleffo colossale, perché tutto lì è grande, e a volte grandemente inutile, e si perde. Questa vita di Valentino poteva sembrare precaria, ma cosa c’è di più precario, e illusorio, di una falsa sicurezza? Delle cose scritte, i legami narrati e ritratti sono i più sostanziati di inchiostro simpatico… Lo scolorire dei patti e delle unioni, dopo spesso lunghi inizi d’odio… Zeichen sapeva, dal suo privilegiato osservatorio, che non puoi mettere un lucchetto all’aria, che tutto è d’aria, in fondo, a meno che non si cerchi di lasciare dietro di sé qualcosa che possa durare nel tempo, fargli un lungo, provvidenziale sgambetto. La letteratura è lascito, anche, è speranza di sopravvivere a se stessi, come nel piccolo è anche questo momento: ricordo, riapparizione dello scomparso. Non puoi attaccare un lucchetto all’aria di una baracca, seppure di un poeta vero, un poeta puro; non ci sono lucchetti, porte, nemmeno blindate dalla storia. La poesia risolleva ogni storia, ha quel potere che è dato dalla suggestione, che rimane e rimane. Se la baracca ora è vuota, noi alimentiamo il ricordo, umano e artistico, di chi è ancora qui, nello scorrere pulito delle pagine. (Franz Krauspenhaar)

***

Franz Krauspenhaar è nato e vive a Milano. Romanziere, poeta e compositore, ha pubblicato, tra gli altri, i romanzi Era mio padre, Fazi, Roma, 2008; Le monetine del Raphael, Gaffi, Roma, 2012, e Grandi momenti, Neo, Castel di Sangro (AQ), 2016. In poesia ricordiamo Effekappa, Zona, Arezzo, 2011; Biscotti selvaggi, Marco Saya, Milano, 2013; Le belle stagioni, Marco Saya, Milano, 2014. Nel 2011 per Zona ha pubblicato anche il saggio narrativo Un viaggio con Francis Bacon, 2011. È stato redattore per i siti di Nazione Indiana e La poesia è lo spirito e della rivista letteraria Achab.

 

PS 7

 

Chissà

Giuliano Mesa

 

 

 

1

ne andranno gocce, anche, lungo i muri,

screpolati, stinti, così come dev’essere.

muffe su macchie, ruggini su steli di ferro,

pistilli, foglie color pastello vere e cancerose.

così come dev’essere. dita rugose sopra,

dita impoltigliate e fatte lisce,

anche già pronte all’uso, a soffregare,

a sdilinquire, in tutta fretta a chiudere,

morse, tagliole, facendo tacche, anche,

per memoria. ne andranno gocce,

giù lungo qualcosa, e su può darsi,

e forse chissà dove, se càpita che soffi il vento.

 

 

Giuliano Mesa nasce nel 1957 a Salvaterra (Reggio Emilia) e muore a Pozzuoli (NA) nel 2011. La Camera verde di Roma nel 2010 ha editato tutta l’opera poetica in Poesie 1973-2008. L’esordio poetico è con Schedario, Geiger, Torino, 1978, ripubblicato poi in Cepollaro E-dizioni nel 2005. Seguono: I loro scritti, Quasar, Roma, 1992; Improvviso e dopo, Anterem, Verona, 1997; Quattro quaderni, Zona, Arezzo, 2000. Con il compositore Agostino Di Scipio realizza l’opera di poesia e musica elettronica Tiresia. Oracoli, Riflessi, 2001. Nel 2008 tiene a Roma un ciclo di conferenze su autori come Leopardi, Baudelaire, Celan, Amelia Rosselli, Beckett. Documentano questo impegno i saggi Domande. Da Samuel Beckett e Al giorno d’oggi. Sulla rassegnazione che escono per La Camera verde nello stesso anno.

***

Tra i poeti della sua generazione, Giuliano Mesa è stato uno dei pochi che ha intrecciato nel suo fare poesia sia le esigenze della letteratura (la ricerca formale, la coerenza dello stile) sia quelle del pensiero critico, la necessità storica della visione etico-politica del mondo e, cosa più rara, il rigore concreto del proprio comportamento, l’incarnazione quotidiana dei propri valori senza compromessi. È stato uno dei pochissimi della sua generazione a sottrarsi sia a una certa idea accademica dell’avanguardia letteraria, sia a una sua ideologica negazione, restando immune rispetto alle trappole delle sterili opposizioni e fedele a qualsiasi costo all’esperienza diretta della storia, senza narrazioni posticce e ‘innamorate’ e senza illusioni palingenetiche. La poesia come forma di conoscenza: per lui questo voleva dire assegnare alla poesia qualcosa di molto più importante di qualsiasi funzione decorativa, consolatoria e narcisistica a cui troppo spesso è stata ridotta e si riduce. Ma voleva anche dire sottrarre la poesia al manierismo di una tecnica fine a se stessa. La poesia di Mesa è la poesia che vive e fa vivere il presente, al di fuori di ogni conformistica e obbligata attualità, è la presenza di un’emozione legata strettamente a un pensiero e a un giudizio. […] (Biagio Cepollaro).

***

 

Biagio Cepollaro, nato a Napoli nel 1959, vive a Milano. Poeta e artista visivo è stato uno dei primi in Italia a pubblicare on line e-book di poesia con inediti  e ristampe. Le sue prime pubblicazioni: Le parole di EliodoraScribeide, Luna persciente. Sono gli anni del Gruppo 93 e della rivista Baldus sulle cui pagine teorizza il postmoderno critico, lontano sia dal neoromanticismo che dall’accademismo della neoavanguardia. A partire dagli anni zero la lingua poetica diventa sempre più essenziale:  Fabrica (Zona, 2002), Versi nuovi (Oedipus, 2004), Lavoro da fare (e-book, 2006). Cura riviste-blog, come Poesia da fare (a partire dal 2003) e Per una Critica futura (dal 2007). Questa seconda fase del suo percorso si accompagna ad un intenso impegno pittorico che dà vita a mostre (La materia delle parole, a cura di Elisabetta Longari, Galleria Ostrakon, Milano, 2011), spesso accompagnate da libri che raccolgono versi e immagini, come Da strato a strato, prefato da Giovanni Anceschi, La camera verde, 2009. La mostra più recente è del dicembre 2015 a Napoli, presso la galleria Movimento Aperto. Il primo libro di una nuova trilogia poetica, Le qualità, esce presso La Camera verde nel 2012, La curva del giorno, pubblicato da L’arcolaio Editore nel 2014, costituisce il secondo libro.

 

 

 

PS 8

 

 

Accidentalmente   

Nanni Cagnone

 

 

Accidentalmente,

mentre geme

una cosa, si sfigura.

Senza cagione

che non sia

quello spasimo

stanco nei decenni.

Sminuire l’aurora,

aver in confidenza

il crepuscolo,

e quante voci accanto,

nel restìo. Ecco,

uno di noi, tra cose

di lunga ombra.

 

Duole pure lo sfiorare,

se alta nel presente

antichità, e un mormorìo

che vorrebbe schernire,

ridere sommesso

oltre le quinte

mentre ti spingono

al proscenio delle luci,

innanzi al buio dei volti.

Quando lontanamente

si studiano ferite,

incomprensione

soltanto, che addolora.

 

Ne l’aperto ora,

nel folto, nel diramarsi

dell’inestricabile,

ovunque ebbe principio

un atto di luce. È il tempo

in cui si ascolta e divora,

non si tace, è il vocabolario

dell’estate, la solidarietà

del mondo conosciuto.

So che nostalgia

vorrà le lucciole,

miniatura d’amicizia

delle stelle. Guarda

il pendìo dietro di te,

per tramandare.

 

 

Nanni Cagnone è nato in Liguria nel 1939. Vive a Bomarzo. In poesia ha pubblicato: What’s Hecuba to Him or He to Ecuba?, Out of the London Press, 1975; Andatura, Società di Poesia, 1979; Vaticinio, SEN, 1984; Notturno sopra il giorno, Severgnini, 1985; Armi senza insegne, Coliseum, 1988; Anima del vuoto, Palomar,  1993; Avvento, ibidem, 1995; The Book of the Giving Bach, Edgewise Press, 1998; Il popolo delle cose, Jaka Book, 1999; Enter Balthazàr, Edgewise Press, 2000; Doveri dell’esilio, Night Mail, 2002; L’oro guarda l’argento, Anterem, 2003; Index vacuus, Edgewise Press, 2004; Le cose innegabili, Ed. Galleria Mazzoli,  2010; Penombra della lingua, La Camera verde, 2013; Perduta comodità del mondo, ibidem, 2013; Tacere fra gli alberi, Coup d’idée, 2014; Discorde, La Finestra editrice, 2015; Tornare altrove, ibidem, 2016; Corre alla sua sorte, Carteggi letterari, 2016. In prosa: Comuni smarrimenti, Coliseum, 1990; Pacific time, ES, 2001. Traduzioni: Gerard Manley Hopkins, Il naufragio del Deutschland, Coliseum, 1988, poi La Finestra, 2015; Eschilo, Agamennone, Ed. Galleria Mazzoli, 2010. Il suo sito è www.nannicagnone.eu

 

***

 

In tutta la poesia di Nanni Cagnone, si respira un’aura di sacralità e di “svuotamento”, un’aura d’ineffabile sospensione oltre i confini dell’umano e del mondo: “grande uccello traversante il mare / è appunto la terrestrità”; (What’s Hecuba to Him or He to Hecuba?, OOLP, New York 1975). La radice antichissima della poesia, nata da una forma di insistente e indiretta interrogazione-invocazione al Mistero, sottende tutta la sua scrittura, la colora di un’inafferrabile, fascinosa tonalità “alta” senza mai l’enfasi che simile abito linguistico può rischiare: imprescindibile quindi è la memoria, la radice, l’origine – le vere e sole “insegne” o vestigia di chi, scrivendo, riconosce l’eredità dell’ignoto da cui veniamo e verso il quale ci muoviamo. Sempre Cagnone – secondo il titolo appunto, di Andatura, (Andatura, Società di Poesia, Milano 1979), uno dei suoi primi libri importanti, – è rimasto fedele a questa forma evocativa di classicità, andatura di re che cavalca con fierezza tra i suoi guerrieri non per eccitarli alla inutile battaglia ma per persuaderli a non vedere neppure il nemico, a non degnarlo di uno sguardo – sguardo multicentrico da iniziato o da grande saggio – dichiarando così uno stato di inappartenenza al mondo e al presente. Chi sia il nemico per un uomo, e a maggior ragione per un re, è facilmente intuibile. Non certo la sola precarietà fisica ma anche l’altrettanto mortale universo del pensiero […] (Lucetta Frisa)

 

PS 9

 

 

Le descrizioni in atto

Roberto Roversi

 

 

Ritorneranno i tempi (duri)

piangeranno contro i muri le madri

aspettando il ritorno dei figli.

Questo tempo che ha uomini di così debole fiele.

La presunzione li fa ritenere superbi

grandi (leggere le gazzette)

ma api al miele

corrono ai peccati di sempre

non c’è nulla che li trattenga.

Parole di ammonimento

sono spazzate dal vento via.

Cederemo ancora una volta alla morte.

È fango la volontà di riscatto.

I ramarri escono dalle crepe.

Spezzate statue.

Lacrime nel buio.

 

Volgendosi intorno egli vede

crede di intendere e sapere

forse qualcosa più di un altro, ma sotto

la razionale immobilità della misura (dell’ordine apparente)

lo scaltro è in attesa,

il mugolio di quel canto ha il sapore di un tuono;

striscia il topo

sul cornicione di marmo

– poco fa tre ragazzi in fila

si indicavano una donna,

ibrida smorta era al riverbero della colonna.

Nelle case dei poeti questa è l’ora del tè.

Lo scirocco spezza i tegoli e

l’occhio del piccione è succhiato

dallo spiraglio del sole

mentre in pigiama una ragazza magra

si dondola nel vano della finestra

dentro le aiuole delle alpi al lontano

rumore della forestali

– traluce oltre misura il rosso dei capelli,

le efelidi leggere, pule di grano, i

giovani anni sul viso. Intanto in quest’ora

i doganieri indossano la tuta sul lago di Como

mentre un uomo ansima solo, suda

all’ombra del Monviso e

se non corre sarà presto morto

nella sua carne nuda.

 

***

 

Roberto Roversi (Bologna 1923-2012). Fondatore con Leonetti e Pasolini della rivista Officina (1955), ha dato vita nel 1961 alla rivista Rendiconti. Delle numerose opere poetiche, si ricordano: Dopo Campoformio, Feltrinelli, Milano, 1962 (poi Einaudi, Torino, 1965); Le descrizioni in atto, ciclostilato in proprio fuori commercio, Bologna 1969-1974, in versione definitiva per i Quaderni de Lo Spartivento, Coop Modem Edizioni, Bologna, 1990; L’Italia sepolta sotto la neve, edizione fuori commercio, Pendragon, Bologna, 1993; Il libro Paradiso. Undici poesie degli anni ’70 -’80, Lacaita, Manduria, 1993; Tre poesie e alcune prose. Testi 1959-2004, Sossella editore, Bologna, 2008. Le principali opere di narrativa sono: Ai tempi di re Gioacchino, Libreria Palmaverde, Bologna, 1952; Caccia all’uomo, Mondadori, Milano, 1959 (poi Pendragon, Bologna, 2011); Registrazione di eventi, Rizzoli, Milano, 1964; I diecimila cavalli, Editori Riuniti, Roma, 1976. Per il teatro ha scritto: Unterdenlinden, Rizzoli, Milano, 1965 (poi Pendragon, Bologna, 2002); Il crack, 1969 (poi Pendragon, 2004); La macchina da guerra più formidabile, Pendragon, Bologna, 2005; Enzo re. Tempo viene chi sale e chi discende, I quaderni del battello ebbro, Porretta (BO), 1997; La macchia d’inchiostro, Pendragon, Bologna, 2006. Ha scritto i testi per tre dischi di Lucio Dalla e altri testi per il gruppo degli Stadio.

 

***

In un articolo apparso nel numero 182 di Paragone dell’anno 1965 Giorgio Cesarano scriveva: “Nelle Descrizioni in atto Roversi si situa, dunque, in modo totale e apparentemente irrevocabile, all’interno della situazione negativa che vuol colpire: i messaggi che continua ad inviarci non sono più messaggi a proposito dell’inferno ma giungono, ormai senza mediazioni o intervalli, dal cuore stesso dell’inferno”. La situazione qui citata, l’inferno, non è altro che il nostro Paese. Roversi scrive dell’Italia e della paralisi etica che l’ha colta nel momento in cui si è confusa la pace con il benessere materiale, la crescita economica con la possibilità di una realizzazione individuale e collettiva, si cala in questo scenario, riferisce quanto vede, sta tra le cose e le annota con il tono distaccato della catalogazione. Così avviene fin dal primo testo delle Descrizioni che, ad una lettura superficiale, potrebbe sembrare la semplice raffigurazione di un assolato pomeriggio italiano, in realtà già contiene tutti gli elementi della scrittura del Roversi successivo al Dopo Campoformio. […] Pur riconoscendo la mutazione antropologica profonda del Paese, Roversi non è disposto a fare della poesia la cassa di risonanza dei “nuovi mezzi in azione”, riprende piuttosto la lezione dei modelli novecenteschi (Majakoskij, Brecht, Jahier) per segnare una disperata, residuale, resistenza etica della parola. […] (Vincenzo Frungillo)

 

***

Vincenzo Frungillo, Napoli, 1973. In versi ha pubblicato: Fanciulli sulla via maestra, Palomar, Bari, 2002; Ogni cinque bracciate. Poema in cinque canti, Le Lettere, Firenze, 2009; Meccanica pesante, in XI Quaderno di Poesia Italiana Contemporanea, Marcos y Marcos, Milano, 2012; Il cane di Pavlov. Resoconto di una perizia, d’If, Napoli, 2013; La disarmata, AA.VV., CFR edizioni, Piateda (SO), 2015; Le pause della serie evolutiva, Oèdipus, Salerno, 2016. Per il teatro ha pubblicato Il cane di Pavlov. Un monologo, Editoria & Spettacolo, Spoleto, 2012, e Spinalonga. Una drammaturgia sulla corruzione, Zona edizioni, Lavagna, 2016. È presente nei volumi Poesia dell’inizio del mondo, DeriveApprodi, Roma, 2007; Il miele del silenzio, Interlinea, Novara, 2009; La fisica delle cose. Dieci riscritture di Lucrezio, Perrone, Roma, 2011; Hyle. Selve di poesia, La Vita Felice, Milano, 2012.

 

PS 10

 

 

 

Scurije    

Assunta Finiguerra

 

 

Nun m’abbaste cchiù scrive poesije

u delore scavarche re mmunduagne

e ccume mondine nda l’acque restagnene

ḍḍ’anghe ca se schenócchjene a sta vite

e u viénde ca me trase inde a ḍḍ’osse

mupigne me scunfesse a l’amore

e ccume nun tènene respire re mmure

accussì a speranza mije è fredde o tuatte

pecché nun fuaciétte u mestiere de puttuane

pezzende allegre ca ciend’anne cambe

 

 

(Non mi basta più scrivere poesie

il dolore scavalca le montagne

e come mondine nell’acqua ristagnano

e gambe che si piegano alla vita

e il vento che mi entra nelle ossa

taciturno mi sconfessa all’amore

e come non hanno respiro le mura

così la mia speranza è fredda al tatto

perché non feci il mestiere di puttana

pezzente allegra che cent’anni campa)

***

 

Assunta Finiguerra (1946-2009), di San Fele (PZ), ha pubblicato i libri: Se avrò il coraggio del sole, Basiliskos, Potenza, 1995; Puozze Arrabbià, La Vallisa, Bari, 1999; Rescidde, Zone editrice, Roma, 2001; Solije, Zone editrice, Roma, 2003; Scurije, LietoColle, Faloppio (CO), 2005. È presente nell’antologia Nuovi Poeti Italiani a cura di Franco Loi, Einaudi, Torino, 2004. Del 2007 è Tunnicchje. A poddele d’a Malonghe, interpretazione lucana di Le avventure di Pinocchio, LietoColle, Faloppio (CO). Le sue ultime produzioni poetiche sono apparse nell’antologia Questo dolore che mangia, a cura di Luigi Cannillo, Le Voci della Luna, Sasso Marconi, 2009. È mancata nel 2009.

 

***

 

Cosa può significare nascere poeta? Forse, esattamente superare dei limiti: essere di più dell’esubero stesso del sentimento che nasce da un corpo oltrepassato dalla vita. Travalicare, disarginare, la terra, perdendola al passo. In questa estrema enfasi dell’istinto che eccede, la parola, però, paga uno scotto: quello di diventare, a un certo punto, insufficiente. Perché se è vero che il dolore, per essere descritto, necessita di un raffreddamento, è pur vero che questo spostamento potrebbe ancora non essere abbastanza. Quando il dolore si fa altisonante e lungimirante, anche il ricorso al verso può diventare vacuo. L’intera poetica di Finiguerra dà risalto a questa caparbia infedeltà, che paradossalmente, però, sulla pagina finisce col tradursi nel suo contrario: una autentica appartenenza alla lingua – il dialetto – e alle sensazioni che l’hanno ispirata. Assunta Finiguerra è poetessa lucana, di San Fele; ha vissuto in una terra di arcana bellezza, sotto la cui coltre di chiaroscuri (la Basilicata è paesaggio, prima che regione) sono cresciuti poeti straordinari, alcuni dei quali, purtroppo, dimenticati. Ha scritto in un dialetto che va ad assommarsi alla fitta vivacità delle realtà vernacolari del meridione, espressioni quasi musive di una storia linguistica ricca e stratificata. La sua personalità ha generato, preparandola, la sua stessa poesia: nel senso che Finiguerra era in grado anzitutto di affrontare poeticamente la vita. Intendo dire che era schietta la sua parola viva, coraggioso il suo sguardo fisso nell’altro, accogliente la sua presenza. Qualità rare di chi, prevedendo l’urgenza autentica dello scrivere, comunque non dimentica di essere nel mondo. Così, la sua figura di donna è passata nell’onestà di un dire sostenuto dallo sperimentare: ciò che lei scrive è tenuto in pugno dall’avere visto davvero, avere sentito davvero, avere patito davvero. […] (Carla Saracino)

***

Carla Saracino è di Maruggio (Taranto), ma attualmente vive e insegna Lettere a Milano. In poesia ha pubblicato: I milioni di luoghi, LietoColle, Faloppio (CO), 2007; Il chiarore, LietoColle, Faloppio (CO), 2013; Qualcosa di inabitato, Edb, Milano, 2013, insieme a Stelvio Di Spigno; in prosa due libri di fiabe: 14 fiabe ai 4 venti, Lupo, Copertino, 2009, e Gli orologi del paese di Zaulù, Lupo, Copertino, 2012. È presente nell’antologia A Sud del Sud dei Santi, Sinopsie, Immagini e Forme della Puglia Poetica, a cura di Michelangelo Zizzi, LietoColle, Faloppio, (CO), 2013.

 

PS 11

Roma 1989  

 Dario Bellezza

 

 

È avventizio il mio essere reale.

Sleale è insistere su chi sono io.

Il punto di partenza è scontato –

l’arrivo è certo nello stato

attuale: morte come sostanza

o stato finale di un cuore malato.

 

Oh, vorrei rinascere, ritornare indietro

ma non posso. Troppo ho peccato

di peccati non miei, attribuiti

a posteri, mancati inganni.

Cerco amori nuovi, violente sere.

Perdono chiedo a chi non amai.

Forse verrò domani ad un prato

verde, – e non sarò più solo.

 

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Dario Bellezza è nato a Roma nel 1944. Esordì con la raccolta Invettive e licenze, Garzanti, Milano, 1971, con una introduzione di Pier Paolo Pasolini. Per la prosa l’esordio risale a un anno prima, con il racconto breve L’innocenza, De Donato, Milano, 1970, con la presentazione di Alberto Moravia. Seguono i romanzi a forte connotazione autobiografica Lettere da Sodoma e Il carnefice, Garzanti, Milano, 1972 e 1973. Nel 1976 pubblica la raccolta poetica Morte segreta, Garzanti, Milano, 1976. Seguono i romanzi Angelo, Garzanti, Milano, 1979; Turbamento, Mondadori, Milano, 1984; L’amore felice, Rusconi, Milano, 1986, parabola sulla turbolenta amicizia di amore e odio per Elsa Morante, e Nozze col diavolo, Marsilio, Venezia, 1995. Per la saggistica scrive due libri dedicati alla tragica morte di Pier Paolo Pasolini, Morte di Pasolini, Mondadori, Milano, 1981, e Il poeta assassinato, Marsilio, Venezia 1996. Tra gli altri libri di poesia ricordiamo Libro d’amore, Guanda, Parma, 1982;  Serpenta, Mondadori, Milano, 1987; Libro di poesia, Garzanti, Milano, 1990; L’avversario, Mondadori, Milano, 1994, e Proclama sul fascino, Mondadori, Milano, 1996. Traduce Georges Bataille e Arthur Rimbaud. Muore a Roma di Aids il 31 marzo del 1996.

 

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[…] Al centro della scena sembra prevalere un senso dell’esserci che va scemando, in una contesa  altisonante che include, come dicevo, una snervante resistenza al male e una dolcissima, rassegnata voglia di lasciarsi andare, come zattera alla deriva su un mare grigio-piombo, che allontana il naufrago da i fasti del passato, dissolti alle spalle, che concentrano l’attenzione morbosa del poeta. Sui peccati commessi e non commessi, Troppo ho peccato / di peccati non miei, attribuiti / a posteri, mancati inganni, si riversa la fantasia vendicatrice dell’autore, pazzo di una gelosia, nutrita a forza di frustati affetti e di una intima femminilità oscurata dal male che avanza, un maniacale amore dell’Uomo per l’Uomo – lo stesso per certi versi di De Pisis, di Pasolini, di Sergio Corazzini, di Sandro Penna … ma propenso a un maledettismo più moderno, tipico di Rimbaud; un amore seducente, animale di se stesso, preda di “violente sere”. Bellezza non riesce più ad ottenere la custodia di se stesso, e si sfoga come nell’incipit di un romanzo che anticipatamente saprà incompiuto: È avventizio il mio essere reale. / Sleale è insistere su chi sono io. È l’inizio di una missiva commovente – da inviare nell’aldilà, magari all’amica-nemica di sempre, Elsa Morante, o ad Amelia Rosselli … – con l’aiuto di un complice che non vede l’ora, come un sadico traditore, di potersi liberare del suo mandante ammalato, sfinito. In questo frangente, l’Oscuro Messaggero (l’Orbo Mercurio) e la Morte, sua mandante, sono per forza di cose sodali l’un con l’altra e si spartiscono, mentre il Poeta soffre nell’anticamera infermieristica, i resti della monca poesia che sarà di saluto a sentimenti diametralmente opposti: la voglia di partire, tremendamente irreale, e la voglia di restare, Oh, vorrei rinascere, ritornare indietro / ma non posso, altrettanto acerrima, ma assolutamente reale. […] (Ignazio Gori)

 

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Ignazio Gori è nato a Frosinone nel 1981. Ha pubblicato i romanzi Solitudine di Sebastian Kroll, Edizioni Croce, Roma, 2011, e Lupi e agnelli, Diamond, Latina, 2012; le antologie poetiche Sospetto di essere vivo, Acquaviva, Acquaviva delle Fonti (Ba), 2013, e Taccuini, Fusibilialibri, Roma, 2014. È stato co-curatore del libro allegato all’album musicale Caro poeta, caro amico. A Pier Paolo Pasolini, di Andrea Del Monte, Sound System Records, 2015. È autore della sceneggiatura teatrale Tender Darkness, andata in scena a Berlino nel 2012, collaboratore del documentario sul transessualismo Nessuno è perfetto e al sito d’informazione http://www.kaleidoscopia.it. Si occupa anche di editing, traduzioni e recensioni.

 

PS 12

Lidia Riviello. È nata a Roma. Autrice e conduttrice di programmi radio e tv, collabora con quotidiani, riviste e blog e organizza eventi d’arte e poesia, in Italia e all’estero. Nel 1998 pubblica il suo primo libro, Aule di passaggio, a cui seguono L’infinito del verbo andare (2002, prefazione di Edith Bruck), Rum e acqua frizzante (2003, nota di Carla Vasio), Neon 80 (Zona, 2008, nota di Edoardo Sanguineti – Premio Delfini 2007) e Ritorno al video (2009). Suoi testi sono tradotti in inglese, francese, tedesco, arabo e svedese. È presente nell’antologia Poeti degli anni zero (a cura di Vincenzo Ostuni, 2011). Collabora con “La Compagnia della Fortezza”, fondata e diretta dal regista e drammaturgo Armando Punzo e attiva da trent’anni nel campo della sperimentazione e della ricerca teatrale.

 

PS 13

 

 

Vincenzo Bagnoli (Bologna, 1967), autore di saggi (Contemporanea, Esedra, 1997; Letterati e massa, Carocci, 2000; Lo spazio del testo, Pendragon, 2003), è stato tra i fondatori di «Versodove». Suoi versi sono apparsi su «Rendiconti», «Origini», «Tratti», «il Verri» e in antologie uscite per Transeuropa e LietoColle, nonché in molti blog, siti e webzines (Nazione indiana, Absolutepoetry, Poetarum Silva, Atlante dei poeti, Librobreve, L’Ulisse). Ha pubblicato le raccolte 33 giri stereo LP (Gallo & Calzati, 2004), FM Onde corte (Bohumil, 2007) e Deep Sky (d’if, 2008), e sul web, con foto di V. Reggi, Offscapes. Oltre i margini del paesaggio urbano (www.offscapes.it). È autore dei testi dell’album Bologna ’67-77 della band Stratten e ha collaborato ad alcuni documentari di Home Movies e Mammutfilm.

 

PS 14

 

Viola Amarelli, campana, ha esordito con la raccolta di poesie Fuorigioco (Joker, 2007), seguita  dal  monologo Morgana, (e-book in “Vico Acitillo”, 2008 ),  dal poemetto Notizie dalla Pizia (Lietocolle, 2009), Le nudecrude cose e altre faccende (L’arcolaio, 2011),  dai racconti di Cartografie (Zona, 2013),  le poesie de L’ambasciatrice (autoprodotto, 2015), le prose brevi di Singoli plurali (Edizioni Terra d’ulivi,2016) e, in veste di co-autrice,  La deriva del continente (Transeuropa, 2014)  e  La disarmata (CFR, 2014). E’ presente in numerose antologie,  riviste cartacee e on line, è stata tradotta  in Germania.

 

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Marco Palladini è nato e vive a Roma, è scrittore e poeta, drammaturgo, regista, performer e critico nell’ambito del teatro d’autore e di ricerca. Ha scritto e allestito una quarantina di testi, spettacoli e performance teatrali e poetico-musicali. Tra i suoi ultimi lavori per la scena: Ho visto le migliori menti – Beat Poetry Machine (2011); Satyricon 2000 – Tra scuola e bordello (2010-2012); Fratello dei cani (Pasolini e l’odore della fine) (2012); Male detto Céline (2012); Me Dea (2014); Tra terra e cielo (2014); Studio per “Pilade” di P. P. Pasolini (2016).  Ha realizzato con la videomaker I. La Carrubba il film Fratello dei cani (Pasolini e l’odore della fine)  (2013). Tra le ultime pubblicazioni: Destinazione Sade (Arlem, 1996, ebook nel 2009); Serial Killer (Sellerio, 1999); La Pietra e la Croce (2010, ebook);  Me Dea (Edizioni Progetto Cultura, 2015); Il comunismo era un romanzo fantastico (Zona, 2006); Non abbiamo potuto essere gentili (Onyx, 2007); Chi ha paura dei manovratori? – Zibaldone incerto di inizio millennio 2000-2010 (Zona, 2011);  Prove aperte – Materiali per uno zibaldone sui teatri che ho conosciuto e attraversato, 1981-2015 – vol. I e II (Fermenti, 2015, 2017), vincitore del Premio Feronia 2016 per la saggistica;  Trans Kerouac Road (Zona, 2004); Iperfetazioni (Zona, 2009); Il mondo percepito (Le impronte degli uccelli, 2010); Poetry Music Machine (Onyx, 2012);  Attraversando le barricate (Robin, 2013);  è guasto il giorno (Tracce, 2015).

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Lucetta Frisa nasce e vive a Genova. Attrice, poeta, traduttrice. Opere poetiche: Modellandosi  voce; La follia dei morti; Notte alta; L’altra; Se fossimo immortali; Ritorno alla spiaggia; L’emozione dell’aria; Sonetti dolenti e balordi. Narrativa: Fiore 2103; Sulle tracce dei cardellin;  La torre della luna nera. Ha tradotto opere di H. Michaux, S.J. Perse, A. Borne, B. Noël, P. Quignard, S. Durbec, J. Sacré, C. Esteban. Ha collaborato con i suoi racconti per ragazzi al quotidiano “Avvenire”. Con Marco Ercolani cura i “Libri dell’Arca” per le edizioni Joker e pubblica: Détour; L’atelier e altri racconti; Nodi del cuore; Anime strane; Sento le voci; Il muro dove volano gli uccelli. Vince nel 2005 il Premio Lerici-Pea per l’inedito e nel 2011 il Premio Astrolabio per l’opera complessiva. Suoi testi sono tradotti in antologie, riviste e libri collettivi. È presente in diversi blog letterari. Nel 2016 raccoglie, per Puntoacapo, un’antologia della sua opera poetica: Nell’intimo del mondo. Poesie 1970-2015.

www.lux.frisa.it

 

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Marco Ercolani nasce a Genova nel 1954. Tra le sue ossessioni il tema dell’apocrifo, il nodo arte/follia, la poesia contemporanea. Narrativa: Col favore delle tenebre; Aleksander Blok. Taccuini 1902-1921; Vite dettate; Sindarusa; Lezioni di eresia; Carte false; Il mese dopo l’ultimo; Taala; Il demone accanto; Discorso contro la morte; A schermo nero; Sentinella; Turno di guardia; Camera fissa; Prose buie; Preferisco sparire. Colloqui con Robert Walser 1953-1956; Atti di giustizia postuma; Destini minori. Poesia: Il diritto di essere opachi; Si minore. Saggistica: Il tempo di Perseo; L’opera non perfetta; Nottario. Con Lucetta Frisa cura i “Libri dell’Arca” per le Edizioni Joker e pubblica: Détour; L’atelier e altri racconti; Nodi del cuore; Anime strane; Sento le voci; Il muro dove volano gli uccelli. Ha vinto il Premio Montano, il Premio Morselli e il Premio internazionale per l’aforisma Torino in sintesi.

www.marcoercolani.it

 

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Le foto di Marco Palladini, Valentino Zeichen, Dario Bellezza, Lidia Riviello

sono di Dino Ignani

Bologna in Lettere 2017 – Interferenze – Il programma di sabato 20 maggio

SABATO 20 MAGGIO ore 13.00/22.00

COSTARENA Via Azzo Gardino 48

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NINE POEMS IN BASILICATA

John Giorno No good deed goes unpunished

Regia Antonello Faretta (Noeltan Film)

John a Montescaglioso3_by Salvatore Laurenzana

Foto di Salvatore Laurenzana

EX CORPORE /ARTEFATTI CONTEMPORANEI

Mona Lisa Tina L’albero delle bugie

 

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PASSIONE POESIA Atto 4 (a cura di Nino Iacovella)

Dario Bellezza/ Ignazio Gori / Lidia Riviello

 

 

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DISLIVELLI

Plinio Perilli vs Chiara Cantagalli

 

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FARE IL PUNTO / BATTERE IL TEMPO

 

Spunti, riflessioni, interventi, letture, recital, performance, proiezioni con

Tania Haberland, Myra Jara, Pablo López Carballo

Stephen Watts, Maria Grazia Calandrone, Lidia Riviello

Carlo Bordini, Plinio Perilli, Vincenzo Bagnoli

Nina Maroccolo, Dome Bulfaro, Marthia Carrozzo

Mariangela Guatteri, Renata Morresi, Luca Rizzatello

Julian Zhara, Lorenzo Mari, Sonia Caporossi

Giusi Montali, Roberto Batisti, Stefano Guglielmin

Antonella Pierangeli, Daniele Barbieri, Alessandro Mantovani

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Tania Haberland (BA, HDE, MA) è una poetessa, artista ed insegnante. Metà Mauriziana, metà Tedesca, nata in Sudafrica, ha vissuto negli Stati Uniti, Inghilterra, Germania, Italia e Arabia Saudita. Madrelingua Inglese, parla anche francese, tedesco, italiano e creolo Mauriziano. Il suo primo libro Hyphen ha vinto il premio Ingrid Jonker. Il suo primo libro, Hyphen, è stato pubblicato nella University of Cape Town Writers Series nel 2009 ed è stato insignito del prestigioso Ingrid Jonker Prize. Le sue poesie sono state pubblicate in diversi giornali, volumi e riviste cartacee e on-line, tra i quali: Agenda, Citizen 32, Orbis, IQ, Decode, South, New Contrast, Laugh it Off Annual, Carapace, Ons Klyntji,Green Dragon, Unlikely 2.O, Triplopia, Litnet, Incwadi, Sunday Independent, Argus,Cape Community Newspapers, Venue Magazine.Attualmente Tania lavora tra le Mauritius, Milano e Citta del Capo, con CreatiVita, offrendo  servizi nell’arte del benessere e dell’apprendimento. Ha insegnato nelle scuole pubbliche e private, nei rifugi per donne maltrattate e rifugiate sia che per una ampia resa di clienti privati. Il suo approccio è creativo, sensoriale ed esperienziale, sempre centrato sui discenti. Le sue esperienze di performance sono varie: dagli slam alla performance art fino alle collaborazioni con musicisti: da Bristol a Milano al Congo alle Mauritius. E’ stata invitata a recitare in numerosi Festival internazionali di Letteratura, al Parlamento e alla Galleria nazionale del Sudafrica. E’ anche conosciuta per le sue dure canzoni punk sotto la doccia.

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Pablo López-Carballo (Spagna, 1983) è dottore di ricerca in Letteratura spagnola e ispanoamericana presso l’Università di Salamanca. Ha pubblicato i libri di poesia Sobre unas ruinas encontradas (La Garúa, 2010), Quien manda uno (Transatlántica, 2012) e La dictadura de la perspectiva (Trea, 2017) e le prose raccolte in Crea mundos y te sacarán los ojos (El Gaviero, 2012). Insieme a Rosa Benéitez Andrés, ha tradotto in spagnolo Come si diventa materialisti storici di Edoardo Sanguineti; inoltre, ha recentemente curato l’edizione di El cristal que se desdobla (Amargord, 2016) dello scrittore cubano Lorenzo García Vega. È già stato tradotto in Italia da Valerio Nardoni (Le Parole e Le Cose, 2012) e da Lorenzo Mari (L’Ulisse 2013, Nuovi Argomenti 2014), che ha anche curato l´edizione in e-book della plaquette Imbastire l´acqua (Poesia 2.0., 2013) e la selezione antologica La precisione dell’indifferenza (Carteggi Letterari, 2016).

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Scrive e vive a Firenze, Marthia Carrozzo,  poetessa d’origine salentina, è attrice e autrice di testi per la musica e per il teatro. Si occupa di riscritture di miti, restituiti e riattualizzati in chiave contemporanea. Il suo ultimo lavoro di teatro poesia è “Calicanthùse”, da una sua riscrittura in versi  di Jean Genet su Sabra e Chatila, con le musiche di Rocco Nigro e la partecipazione di Nabil Salameh dei Radiodervish. È presente in diverse antologie, tra cui “7gates. XIV Biennal of young artists from Europe and the Mediterranean Catalogue” (Mondadori Electa 2009) “Rosso, tra erotismo e santità” (a cura di Vanni Schiavoni, LietoColle, 2010). Del 2007, la sua prima silloge, “Utero di Luna”, Besa, con prefazione di Alda Merini. Del 2009,“Pelle alla Pelle, dimore di mare e solo sensi”, LietoColle, con prefazione di Gabriella Rusticali. Del 2012 il poemetto: “Di bellezza non si pecca eppure – Trilogia di Idrusa”, Kurumuny, con prefazione di Lello Voce, oggetto di studio e traduzione nel IV Seminario Internacional sobre Lengua y Literatura, presso la Facultad de Letras de la Universidad del País Vasco in «Modos del intimismo y del erotismo en la poesía contemporánea” del Professor José María Nadal. Nel 2012, è vincitrice della 19^ edizione del Premio Nazionale di Poesia Inedita “Ossi di Seppia”. Partecipa a Festival e Rassegne di poesia nazionali e Internazionali. Dal 2014, tiene, periodicamente, con la Dottoressa Lizia Dagostino, “Versi e camminamenti – Coscienza e conoscenza di sé attraverso la poesia”. Ha rappresentato l’Italia al 2nd. Σαρδάμ / Sardam: alternative literary readings festival, 2004, a Cipro e a Barcellona nel 2015 per “aMare Leggere” Crociera Letteraria, Festival di Letteratura per ragazzi sul mare. Del 2016 il suo ultimo poemetto Piccolissimo compianto all’incompiuto (Besa). Alcuni estratti del poemetto sono in “Poesia”, mensile internazionale di cultura poetica (Crocetti Editore) n. 306, luglio/agosto 2015, con una nota di Maria Grazia Calandrone.

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Lidia Riviello. È nata a Roma. Autrice e conduttrice di programmi radio e tv, collabora con quotidiani, riviste e blog e organizza eventi d’arte e poesia, in Italia e all’estero. Nel 1998 pubblica il suo primo libro, Aule di passaggio, a cui seguono L’infinito del verbo andare (2002, prefazione di Edith Bruck), Rum e acqua frizzante (2003, nota di Carla Vasio), Neon 80 (Zona, 2008, nota di Edoardo Sanguineti – Premio Delfini 2007),  Ritorno al video (2009), Sonnologie (2016). Suoi testi sono tradotti in inglese, francese, tedesco, arabo e svedese. È presente nell’antologia Poeti degli anni zero (a cura di Vincenzo Ostuni, 2011). Collabora con “La Compagnia della Fortezza”, fondata e diretta dal regista e drammaturgo Armando Punzo e attiva da trent’anni nel campo della sperimentazione e della ricerca teatrale.

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Vincenzo Bagnoli (Bologna, 1967), autore di saggi (Contemporanea, Esedra, 1997; Letterati e massa, Carocci, 2000; Lo spazio del testo, Pendragon, 2003), è stato tra i fondatori di «Versodove». Suoi versi sono apparsi su «Rendiconti», «Origini», «Tratti», «il Verri» e in antologie uscite per Transeuropa e LietoColle, nonché in molti blog, siti e webzines (Nazione indiana, Absolutepoetry, Poetarum Silva, Atlante dei poeti, Librobreve, L’Ulisse). Ha pubblicato le raccolte 33 giri stereo LP (Gallo & Calzati, 2004), FM Onde corte (Bohumil, 2007) e Deep Sky (dif, 2008), e sul web, con foto di V. Reggi, Offscapes. Oltre i margini del paesaggio urbano (www.offscapes.it). È autore dei testi dell’album Bologna ’67-77 della band Stratten e ha collaborato ad alcuni documentari di Home Movies e Mammutfilm.

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Lorenzo Mari. Vive e lavora in provincia di Bologna. Ha pubblicato alcuni libri di poesia, tra cui Nel debito di affiliazione (L’Arcolaio, 2013) e Ornitorinco in cinque passi (Prufrock Spa, 2016). Traduce dallo spagnolo (Pablo López Carballo, La precisione dell’indifferenza, Carteggi Letterari, 2016) e dall’inglese (Afric McGlinchey, La buona stella delle cose nascoste, L’Arcolaio, 2015). È direttore della collana “L’Altra Lingua” (dedicata alla poesia in dialetto e in traduzione) per la casa editrice L’Arcolaio. Insieme a Luigi Bosco, Michele Ortore e Davide Castiglione ha fondato la rivista di critica online “In realtà la poesia” www.inrealtalapoesia.com

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Nina Maroccolo, Massa 1966. Cresciuta in Sardegna da bambina, approdata a Firenze nel ‘75 – dove ha studiato Arte e Musica – vive e lavora a Roma dal 2004. Scrittrice, cantante e performer, autrice di testi teatrali, interprete, artista visiva. Lavora a recital, perfomances, improvvisazioni, azioni sceniche, teatralizzazione di testi. Ha lavorato con City Lights Italia, consorella europea della casa editrice fondata da Ferlinghetti. Nel 2009 le è stato conferito il Premio Nazionale per la Narrativa dal Sindacato Nazionale Scrittori, SIAE, Reti di Dedalus, per il racconto “Malestremo”. Pubblicazioni : IL CARRO DI SONAGLI (City Lights Italia 1999); ANNELIES MARIE FRANK (Empirìa 2004, 2a ed. 2009), con una lettera di Alda Merini; FIRENZE-ROMA (Pulcinoelefante 2004), a cura di Eric Toccaceli; DOCUMENTO 976 – Il processo a Adolf Eichmann – (testo drammaturgico, Nuova Cultura, Roma 2008), con prefazione di Fabio Pierangeli e Roberto Mosena; ILLACRIMATA (Tracce 2011), con saggio introduttivo di Paolo Lagazzi; S’IMPALPITI MATERIA – Omaggio a Giacomo Manzù, libro-oggetto d’arte a tiratura limitata (Edizioni d’Arte Musidora 2011); ANIMAMADRE (Tracce 2012), romanzo: prefazione di Fabio Pierangeli. MALESTREMO – Sedici viaggi nell’Altrove (Tracce 2013), racconti: introduzione di Marco Palladini, a concludere la Trilogia dal titolo I POSTERI DEL MODERNO (Illacrimata, Animamadre, Malestremo). ERO NATO ERRORE – Storia di Anthony, romanzo scritto insieme ad Anthony Wallace (Pagine, Fondazione Roma Arte/Musei, 2014).

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Maria Grazia Calandrone (Milano, 1964, vive a Roma): poetessa, drammaturga, artista visiva, performer, autrice e conduttrice per Radio 3, scrive per “Corriere della Sera”, “il manifesto” e “Poesia”. Tiene laboratori di poesia nelle scuole (applicando un metodo associativo da lei stessa ideato per studenti, da elementari a universitari), nelle carceri, nei DSM, con i malati di Alzheimer e con i migranti e presta servizio volontario in “Piccoli Maestri”, scuola di lettura per ragazzi. Collabora con Rai Letteratura e Cult Book. Libri: La scimmia randagia (Crocetti, 2003 – premio Pasolini Opera Prima), Come per mezzo di una briglia ardente (Atelier, 2005), La macchina responsabile (Crocetti, 2007), Sulla bocca di tutti (Crocetti, 2010 – premio Napoli), Atto di vita nascente (LietoColle, 2010), L’infinito mélo, pseudoromanzo con Vivavox, cd di sue letture dei propri testi (sossella, 2011), La vita chiara (transeuropa, 2011), Serie fossile (Crocetti, 2015 – premi Marazza e Tassoni, rosa Viareggio), Per voce sola (ChiPiùNeArt, 2016), raccolta di monologhi teatrali, disegni e fotografie, con cd allegato di Sonia Bergamasco con EstTrio e Gli Scomparsi – storie da “Chi l’ha visto?” (Gialla Oro pordenonelegge, 2016); è in Nuovi poeti italiani 6 (Einaudi, 2012). Sue sillogi compaiono in antologie e riviste di numerosi paesi. Porta in scena in Europa il videoconcerto Senza bagaglio. www.mariagraziacalandrone.it

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Myra Jara è nata a Lima nel 1987 e vive a Roma. Ha studiato letteratura in America Latina, in Germania e in Italia e ha praticato danza contemporanea a Lima e a New York. Ha fatto parte per due anni (2012 e 2013) dello staff del Festival internazionale di poesia di Lima. Ha insegnato inglese basico nell’Università Statale di Lima. Ha pubblicato, in Perù, la raccolta poetica La destrucción es blanca (Lustra Ediciónes, 2015). Sue poesie sono state pubblicate su riviste di poesia in Messico, Argentina, Perù, Italia e Finlandia.

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Stephen Watts è un poeta, antologista e traduttore. Ha tenuto molti laboratori di poesia in scuole, ospedali e centri per senza casa, e nel 2006 ha lavorato con la HI-Arts di Inverness su questioni di suicidio e sopravvivenza. Tra le recenti pubblicazioni, i libri di poesia Mountain Language / Lingua di montagna (2008), Journey Across Breath / Tragitto nel respiro (2011), Ancient Sunlight (2014), Gramsci & Caruso (2014). Tra le co-traduzioni pubblicate, lavori di Ziba Karbassi, Claudiu Komartin, Amarjit Chandan, Adnan al-Sayegh, A. N. Stencl, Meta Kusar, nonché antologie di poesia slovena e curda.

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Antonella Pierangeli, nata a Roma nel 1964, è docente, critico letterario, filologo. P.P. Pasolini e M. Foucault sono gli autori sui quali ha focalizzato i suoi studi, oltre ad occuparsi attivamente dell’opera di M. Blanchot. Ha svolto inoltre attività di ricerca presso il Fondo Pasolini e il Gabinetto Vieusseux di Firenze e pubblicato su riviste come L’Area di BrocaVernice, Storia & Storici, Verde, Kasparhauser. Ha curato l’apparato bibliografico del volume Romanzi e Racconti di P. P. Pasolini nei Meridiani Mondadori (1998), il volume Pasolini, visioni e profezie tra presente e passato (Sulle orme della Storia) (GoWare 2012) e, insieme a Sonia Caporossi, l’ebook Un anno di Critica Impura (Web – Press 2013) e l’antologia Poeti della Lontananza (Marco Saya Edizioni, Milano 2014).

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Mariangela Guatteri è nata a Reggio Emilia nel 1963. È co-curatore dei libri bilingui «Benways Series», di «GAMMM» e della manifestazione «EX.IT – Materiali fuori contesto». Ha pubblicato libri in poesia e prosa ed esposto opere visive in gallerie, musei, parchi e in vari altri luoghi e contesti. Recenti pubblicazioni in prosa: Villino svizzero in Semicerchio, LIV, Pacini ed., 2016; Una falsa routine, L’Immaginazione n. 295, Manni, 2016; «La cognizione dello spazio / La connaissance de l’espace» (Benway Series – Feuilles, 2014), in svedese, nel n. 67/68 della rivista OEI; «Figurina enigmistica», (IkonaLíber, 2013), in svedese, le immagini e alcune pagine nel n. 67/68 della rivista OEI; “La terra risulta informe e vuota”, da cui le opere visive di Ugo La Pietra, Daniel Tummolillo, Georgia Torreano Herrera, collana Coincidenze, Accademia di Brera, Milano; Casino Conolly, (in «EX.IT 2013», Tielleci, 2013); «Il secondo nome» (Arcipelago, 2012); «Tavola delle materie» (diyfferx, 2012) / Table des matières in Nioques #14 (La Fabrique editions, 2015) / Table of matter (excerpts) in InVerse 2014-2015 (John Cabot University Press, 2015); «Nuovo soggettario» (diyfferx, 2011). Il suo ultimo libro di poesia è «Stati di assedio» (Anterem, 2011 – Premio Lorenzo Montano). Tra gli altri scritti, un intervento teorico sull’asemic writing: “Si on veut voir, il faut se déshabituer à voir” [in occasione della mostra Asemic Writing a cura della rivista UTSANGA, Museo del Parco Archeologico Scolacium, Catanzaro, dicembre 2016]; una riflessione circa l’utilizzo dei media nella produzione artistica e  letteraria: La cognizione del meccanismo e la grammatica ovvero la consapevolezza del potere del mezzo[in versione ridotta e in due parti: L’Immaginazione n. 289 e 290, Manni 2015; versione integrale: puntocritico.eu]; appunti sulla Descrizione del mondo (un progetto di Andrea Inglese)Si assume il reale nelle sue varie manifestazioni [Descrizione del mondo – repertori, 2015].

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Luca Rizzatello (1983). Pubblicazioni: Ossidi se piove (Valentina Editrice, 2007); Grilli per l’attesa – Una riscrittura di Pinocchio (Valentina Editrice, 2008); mano morta con dita (Valentina Editrice, 2012, incisioni di Nicola Cavallaro,); faria (Dot.com Press, 2016, con Giusi Montali). Dal 2004 al 2015 è stato coordinatore del Premio Letterario Anna Osti (Costa di Rovigo). Dal 2009 al 2015 ha curato la rassegna Precipitati e composti, e nel 2012 ha fondato le Edizioni Prufrock spa. Dal 2012 al 2015 ha curato, sul sito Poesia 2.0, la rubrica Tigre contro grammofono, e nel 2016, sul sito Librobreve, la rubrica Domatori di organi.  Musica: Wow!els – a new fairy tales experience, con Roberta Durante; Numbers – tech house e discorsi celebri; Couplets, con Alessandra Greco. Ha pubblicato, per la NetLabel Ozky e-sound, gli EP Chantom limb (2013) e Opah (2016). Nel 2015, insieme alle case editrici Benway Series e Diaforia, ha fondato Una modesta proposta, una tavola rotonda itinerante per l’editoria e il pensiero pratico. Gestisce il blog vivere senza poesia.

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Julian Zhara nasce a Durazzo il 21 Maggio 1986. Trasferitosi in Italia all’età di 13 anni, ha all’attivo una pubblicazione, “In apnea” (Granviale, 2009) con la prefazione di Aldo Vianello. Presente tra i finalisti del Premio Dubito in L’epoca che scrivo, la rivolta che mordo (Agenzia X, 2013) . Oltre che poeta, performer è organizzatore culturale di eventi poetici e letterari a Venezia. Dal marzo 2012 ha iniziato una collaborazione col compositore Ilich Molin e il video-artist Enrico Sambenini per il progetto “Dune”. Scrive per la rivista Blare Out con cui cura anche Andata e Ritorno. Festival di poesia orale e musica digitale.

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Renata Morresi ha pubblicato poesia in Cuore comune (peQuod 2010), Bagnanti (Perrone 2013), La signora W. (Camera verde 2013), e su varie riviste e antologie (Semicerchio, Caffè illustrato, Alfabeta2, Il nostro Lunedì, ecc.). Ama tradurre; di recente: Emily Dickinson, su Smerilliana (2016). Sta lavorando a una edizione italiana dei testi di Dickinson accompagnati dalle fotografie della serie “Io sono Nessuno” di Mario Giacomelli, in uscita per i tipi di Arcipelago Itaca. Tra i suoi ultimi lavori: Usi delle bestie, apparsa su Poesia (maggio 2016); Madame Marie Tussaud, su la rivista-foglio 2×2, n.2.2 (Accademia di Brera, Otis Graduate Writing); la serie “Di fragile costituzione”, in conversazione con la Costituzione italiana, in fase di traduzione verso lo spagnolo per un’opera antologica;  Interférences #7: riscrizioni di mondo, un dispositivo poetico a 11 autori + 2 (opera collettiva). È redattrice di Nazione Indiana e di punto critico°.

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Dome Bulfaro (1971), poeta e performer, tra i più attivi nello sviluppo della poesia performativa. Su invito degli Istituti Italiani di Cultura ha rappresentato la poesia italiana in Scozia (2009), Australia (2012) e Brasile (2014). Ha cofondato la LIPS, Lega italiana poetry slam e ha raccontato il movimento slam, internazionale e italiano, nel libro Guida liquida al poetry slam (2016). È ideatore e condirettore artistico del festival PoesiaPresente. È stato tra i primi in Italia a sviluppare e diffondere la poetry therapy. Sue poesie sono state pubblicate in vari Paesi: la prima volta negli USA con la silloge (Ossa, silloge tradotta nel 2006 da Christopher Arigo) e l’ultima nel Regno Unito (3 Ictus, 2016), con poesie tradotte da Cristina Viti. Da questo libro è tratto l’omonimo spettacolo teatrale Marcia film (2016), regia di Enrico Roveris, che ha firmato tutti gli spettacoli dell’autore.

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Stefano Guglielmin è nato nel 1961 a Schio (VI), dove vive e lavora come insegnante di lettere. Laureato in filosofia nel 1986 con una testi sul “pensiero debole” di G. Vattimo (110 e lode). Membro della Società filosofica Italiana. Ha pubblicato le sillogi Fascinose estroversioni (Quaderni del Gruppo Fara, 1985, premio “poesia giovane”), Logoshima (Firenze Libri, 1988), come a beato confine (Book Editore, 2003, primo premio “Lorenzo Montano”), La distanza immedicata / The immedicate rift (Le Voci della Luna, 2006, finalista al premio “Montano” Verona, segnalato ai premi “Campagnola” di Padova e al “Gozzano” di Terzo, prov. Alessandria), C’è bufera dentro la madre (L’arcolaio, 2010, 2° class. al “Città di Adelfia”, Bari; 3° class.  al Premio “Anna Osti” di Costa di Rovigo), Le volpi gridano in giardino (CFR Edizioni, 2013, 2° class. all'”A. Osti”), Maybe it’s raining. Selected poemes 1985-2014 (Chelsea Editions, 2014), Ciao cari (La Vita Felice, 2016, segnalato al premio “Gozzano”) e i saggi Scritti nomadi. Spaesamento ed erranza nella letteratura del Novecento (Anterem, 2001), Senza riparo. Poesia e finitezza (La Vita Felice, 2009), Blanc de ta nuque. Uno sguardo (dalla rete) sulla poesia italiana contemporanea voll. 1 e 2 (Le Voci della Luna, 2011, Dot.com Press 2016) e Le vie del ritorno. Letteratura, pensiero, caducità (Moretti&Vitali, 2014).  È inserito in alcune antologie, fra le quali Il presente della poesia italiana, curata da C. Dentali e S. Salvi (LietoColle, 2006) e Caminos del agua. Antologia de poetas italianos del segundo Novecientos, a cura di E. Reginato (Monte Avila, Venezuela 2008). Suoi saggi e poesie sono usciti su numerose riviste italiane ed estere e su siti web. È stato tradotto in inglese, spagnolo e bulgaro. Ha pubblicato anche racconti; l’ultimo in L. Liberale (a cura di), Père-Lachiase. Racconti dalle tombe di Parigi, Ratio et Rivelatio, Oradea (Romania), 2014. Dirige le collane di poesia “Laboratorio” per le edizioni “L’Arcolaio”, “Segni” per conto della “Dot.com Press” e, assieme a M. Ferrari e M. Morasso, “Format” della “Puntoacapo Editrice”. Gestisce il blog di poesia Blanc de ta nuque.

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Carlo Bordini (Roma, 1938) vive a Roma. E’ stato militante trotskista. Ha insegnato storia moderna presso il Dipartimento di Studi storici dell’università di Roma La Sapienza, dove si è specializzato nella storia della Corsica nel XVIII secolo e in storia della famiglia e dell’amore. Ha pubblicato i seguenti volumi di poesie: Strana categoria (ciclostilato in proprio), 1975; Poesie leggere, Barbablu, 1981; Strategia, Savelli, 1981; Pericolo, Aelia Laelia, 1984; Mangiare, Empirìa, 1995; Polvere, Empirìa, 1999; Pericolo – poesie 1975-2004 (antologia), Manni, 2004; Purpureo Nettare, Alla pasticceria del pesce, 2006 (con acquarelli di Rosa Foschi); Poema inutile, Empirìa, 2007 (con disegni di Rosa Foschi); Sasso, Scheiwiller, 2008. I costruttori di vulcani (Tutte le poesie 1975-2010, luca sossella editore, 2010; Assenza, Carteggi letterari/le edizioni, 2016. Ha pubblicato, come narratore: Pezzi di ricambio (racconti e frammenti), Empirìa 2003; Manuale di autodistruzione, Fazi 1998 – 2004; Gustavo – una malattia mentale, Avagliano 2006; I diritti inumani ed altre storie, La camera verde, 2009. È uscito da poco il romanzo Memorie di un rivoluzionario timido per luca sossella editore. Ha partecipato a diversi festival di poesia in vari paesi nel mondo. E’ tradotto in varie lingue. http://www.carlobordini.com/

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Giusi Montali è nata a Carpi nel 1986. Nel 2011 si laurea in Italianistica presso l’Università di Bologna con una tesi su Amelia Rosselli. Nello stesso anno inizia a partecipare a diverse letture presso gallerie d’arte, librerie e locali. Ha pubblicato la raccolta Fotometria (edizioni Prufrock spa, 2013) ed è coautrice assieme a Luca Rizzatello della raccolta Faria (Dot.com Press). Nel 2016 termina un Dottorato di Ricerca in Filologia Moderna presso l’Università di Pavia con una tesi su Alfredo Giuliani.

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Oltre a scrivere poesie, Daniele Barbieri (nato 1957), di formazione semiologo, insegna presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, l’ISIA di Urbino e l’Università di S.Marino. Ha pubblicato diversi volumi di carattere critico, in alcuni dei quali si parla anche di poesia: Nel corso del testo. Una teoria della tensione e del ritmo (Bompiani, 2004), Il linguaggio della poesia (Bompiani, 2011). Ha partecipato come poeta a RicercaBO 2015. Sue illuminate opinioni, anche sulla poesia, si possono leggere sul suo blog all’indirizzo www.guardareleggere.net. Ulteriori informazioni su di lui a www.danielebarbieri.it. Sue poesie, oltre che nel volume La nostra vita, e altro (Campanotto 2004), e nel volume collettivo Emozioni in marcia (Fara Editore 2015 – contiene un’intera silloge di 80 componimenti, intitolata Canzonette) si possono leggere in anteprima sull’altro suo blog, all’indirizzo ancoraunaltrome.wordpress.com.

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Roberto Batisti (1985) è assegnista di ricerca presso l’Università di Bologna e docente abilitato di materie letterarie. Specializzato in linguistica storica del greco antico – ambito in cui si collocano i suoi interessi accademici – dedica da tempo alla poesia italiana contemporanea un’attenzione non secondaria, che negli ultimi anni si è venuta concretizzando in diversi interventi critici apparsi soprattutto online (su In realtà la poesia, Poetarum Silva, Critica Impura, La Balena Bianca, Perigeion, Mumble) oltre che nell’organizzazione di reading. Ha pubblicato alcuni suoi testi poetici su riviste, siti web, antologie.

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Sonia Caporossi (Tivoli, 1973), docente, musicista, musicologa, scrittrice, poeta, critico letterario, artista digitale, si occupa di estetica filosofica e filosofia del linguaggio. Con il gruppo di art-psychedelic rock Void Generator ha all’attivo gli album Phantom Hell And Soar Angelic (Phonosphera Records 2010), Collision EP (2011), Supersound (2014) e le compilation Fuori dal Centro (Fluido Distribuzioni, ITA 1999) e Riot On Sunset 25 (272 Records, USA 2011). Suoi contributi saggistici, narrativi e poetici sono apparsi su blog e riviste nazionali e internazionali come In Realtà La Poesia, Atelier, Cadillac, Nazione Indiana, Kasparhauser, Filosofia In Movimento, Italian Studies in Southern Africa, Dialettica & Filosofia, Megachip e altri. Dirige il blog Critica Impura. Ha pubblicato a maggio del 2014 la raccolta narrativa Opus Metachronicum (Corrimano Edizioni, Palermo 2014, seconda ed. 2015). Insieme ad Antonella Pierangeli ha inoltre pubblicato Un anno di Critica Impura (Web Press, Milano 2013) e la curatela antologica Poeti della lontananza (Milano, Marco Saya Edizioni, Milano 2014). È presente con contributi saggistici, nei collettanei Pasolini, una diversità consapevole a cura di Enzo Campi (Marco Saya Edizioni, Milano 2015) e La pietà del pensiero. Heidegger e i Quaderni Neri a cura di Francesca Brencio (Aguaplano Edizioni, Perugia 2015). Nel 2016 pubblica la silloge di poesie omoerotiche Erotomaculae (Algra Editore, Catania 2016), e nel 2017 la raccolta di saggi Da che parte stai? (Marco Saya Edizioni). Vive e lavora nei pressi di Roma

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Plinio Perilli (Roma, 1955) ha esordito come poeta nel 1982, pubblicando un poemetto sulla rivista “Alfabeta”, auspice Antonio Porta. La sua prima raccolta è del 1989, L’Amore visto dall’alto (Amadeus), finalista quell’anno al Premio Viareggio), ristampata nel 1996. Seguono i racconti in versi di Ragazze italiane (Sansoni, 1990, due edizioni, Premio B. Joppolo). Chiude una sorta di trilogia della Giovinezza con il volume Preghiere d’un laico (Amadeus, 1994), che vince vari premi internazionali: il Montale, il Gozzano e il Gatto. Petali in luce, una sorta di diario lirico condensato e sublimato in 365 “terzine”, è uscito nel 1998, presentato da Giuseppe Pontiggia (Amadeus). Recentissimo, il suo “canzoniere d’amore” Gli amanti in volo (Pagine, 2014), che comprende poesie e poemetti dal 1998 al 2013. Una raccolta antologica delle sue poesie, Promises of Love (Selected Poems), è stata tradotta in inglese da Carol Lettieri e Irene Marchegiani, ed editata a New York nel 2004 presso le Gradiva Publications della Stony Brook University. Nel 2011 il suo poemetto L’Aquila, sorvolandosi, dedicato al tragico evento del terremoto del 6 aprile 2009, ha vinto il Premio Internazionale Scanno per la Poesia. Come critico si occupa specialmente di convergenze multidisciplinari e sinestesie artistiche (Storia dell’arte italiana in poesia, Sansoni, 1990), nonché dell’insegnamento della poesia ai giovani e nelle scuole (La parola esteriore. I nuovi giovani e la letteratura, Tracce, 1993; Educare in poesia, A.V.E., 1994). Del 1998 è un grande studio antologico sul ‘900 italiano in rapporto all’idea di Natura (Melodie della Terra. Il sentimento cosmico nei poeti italiani del nostro secolo, Crocetti, 2ª edizione 2002). Collabora a numerose riviste e ha curato molti classici, antichi e moderni, dal “Canzoniere” di Petrarca alle liriche di Michelangelo, dai “Taccuini futuristi” di Boccioni alle poesie di Carlo Levi, dagli scritti di Svevo su Joyce a “Inventario privato” di Pagliarani e “Variazioni belliche” di Amelia Rosselli.  Un suo vasto e intrecciato repertorio sui rapporti fra il Cinema e tutte le altre arti: “Costruire lo sguardo”. Storia sinestetica del Cinema in 40 grandi registi (Mancosu Editore, 2009), ha reso finalmente omaggio a tutte le magiche corrispondenze e i più fantasiosi sodalizi espressivi, che intrecciano e irradiano, insieme, l’ispirazione e l’immaginario. A seguire, il volume di scritture e memorie testimoniali RomAmor (“Come eravamo 1968-2008”), edito nel 2010 presso le Edizioni del Giano, tutto dedicato al rapporto fra Roma come entità ed amalgama letterario, e i grandi numi tutelari della seconda metà del ’900, fino ai nostri ultimi anni: da Gadda a Moravia, da Flaiano a Pasolini, da Amelia Rosselli a Dario Bellezza, etc. Ha tenuto numerose conferenze, presentazioni e prolusioni presso le maggiori università italiane ed americane.

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Alessandro Mantovani (Genova, 1991). Fondatore e direttore a Genova del mensile indipendente di poesia e letteratura Fischi di carta, oggi scrive per svariate testate online ed è parte della redazione della rivista di cultura militante La Balena Bianca; è inoltre caporedattore della testata divulgativa Midnight Magazine. Oltre a un periodo passato alla sede bolognese de La Repubblica da tempo collabora con il Centro di Poesia Contemporanea dell’Università di Bologna. Come poeta compare in Ossigeno Nascente, l’atlante dei poeti diretto da Marco Marangoni, e pubblica nel 2015 per L’arcolaio la sua opera prima Poesie dopo la festa. Altri suoi inediti sono usciti su riviste come Atelier, QuidCulturae, Mosaik, Poetarum Silva. Attualmente insegna lettere in un liceo di Bologna.

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Chiara Cantagalli nasce e cresce nella sua adorata campagna mantovana ma vive a Bologna perchè vuole diventare famosa per tre quarti d’ora (nondipiù!!). Laureata in Lettere, fa la cameriera quando non può farne a meno ed è da poco “social manager” (così le hanno detto) di Lardo ai giovani-onda d’urto demenziale di cui conduce anche il programma su Radio Città Fujiko chiamato Radio Rigurgito. Scrive i suoi deliri, senza fare troppo caso alla punteggiatura, sul blog lascantastorie.wordpress.com e ogni tanto dà spettacolo in giro. Da grande vuole diventare bambina e ci sta riuscendo malgrado il carovita e la ritenzione idrica.

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Artista, performer e arte terapeuta, Mona Lisa Tina vive e lavora a Bologna. Nata a Francavilla Fontana (BR) nel 1977, si è diplomata nel 2005 in Pittura all’Accademia di Belle Arti di Bologna e si è specializzata nel 2012 in Arte Terapia presso Art Therapy Italiana. Dal 2011 coordina, insieme a Stefano Ferrari, docente di Psicologia dell’arte all’Università di Bologna, il Gruppo di studio “Psicologia e Arte Contemporanea” della IAAP (International Association for Art and Psychology). Da Giugno 2014 a Marzo 2015 ha attivato in collaborazione con il Dottor Giovanni Castaldi (psicoanalista e docente di “Teorie e Metodi delle Arti Terapie” all’Accademia Albertina delle Belle Arti ) un progetto formativo sperimentale annuale sul tema dell’identità, presso la GAM (Galleria Civica Moderna e Contemporanea)  di Torino. Mona Lisa Tina è membro del gruppo di ricerca Medical Art Therapy di Firenze sulle applicazioni delle arti terapie in ambito clinico.  E’ parte del corpo docente del “Centro Sarvas” – scuola di counseling umanistico di Bologna dove insegna Arte Terapia e del Master e Corso triennale di formazione in Arte Terapia a Roma. Tra le sue performance ricordiamo: Sguardi corporei, Obscuratio, Human, Into the Core, Anthozoa, Skin Borders, Io non ho vergogna, Centrum Naturae, Per la tua carne, L’albero delle bugie.