Daniele Andreis

Pasolini la diversità consapevole – Sonia Caporossi – Roberto Chiesi

L’opera è disponibile su IBS al link

http://www.ibs.it/code/9788898243242/campi-enzo/pasolini-diversita-consapevole.html

logo nuovo

AA.VV.

Pasolini

la diversità consapevole

a cura di Enzo Campi

Contributi critici e scritti dedicati di

Sonia Caporossi, Roberto Chiesi, Vladimir D’Amora

Antonella Pierangeli, Marco Adorno Rossi, Enzo Campi

Copertina_Pasolini-page-001 (1)

Sonia Caporossi

 

Nell’edizione Einaudi 1979 di Ragazzi di vita possiamo leggere in appendice due interventi di Pasolini dal titolo Il metodo di lavoro e I parlanti, importantissimi per capire il suo sforzo creativo in ambito linguistico. Nel primo intervento viene fatto notare come si trovino forti corrispondenze nei frammenti e nelle pagine dei due romanzi. Questo significa che «il paradigma, lo spitzeriano periodo – campione» era lo stesso, quindi tra i due romanzi non esisteva «soluzione di continuità»; se non c’è «trasformazione stilistica», non c’è neanche, fa notare sempre Pasolini, «trasformazione interna, psicologica e ideologica” di fondo»

Pasolini infatti, nello stesso intervento, ricorda di aver pensato contemporaneamente tre romanzi: Ragazzi di vita, Una vita violenta e Il Rio della grana. Dei tre, Ragazzi di vita è da intendersi più degli altri due, come una ricerca filologica e tematica: il fattore sperimentazione viene in questo libro sottolineato anche dal fatto che esso presenta non–protagonisti che si muovono nell’ambito di una non–storia, la quale tuttavia sottintende numerose micro–storie in un’abile struttura a incastro. La materia documentaria è vastissima e brulicante, insieme impressionistica ed espressionistica: nella confusione filologica di lingua e dialetto nascono e si sovrappongono diversi toni, dal popolaresco al lirico, dal tragico all’idillico, affiancati da diversi livelli espressionistici e grotteschi tesi a rendere le varie sfaccettature di una realtà corale (quella di Ragazzi di vita) o individuale (quella di Una vita violenta) la quale rimane inconoscibile in quanto definitivamente sub–umana.

[…]

La regressione al sottoproletariato, in altre parole, significa sì per Pasolini un “regresso” esplorativo verso e nella lingua dei parlanti, ma anche e innanzitutto l’individuazione, attraverso una sperimentazione linguistica fondantesi sulla perfetta fusione fra sermo humilis e sermo sublimis, di una forma estrema e lancinante dello stato di crisi che, negli anni Cinquanta, appare superare le gerarchie sociali perché coglie tutti; solo una volta smaltita attraverso la ricerca letteraria la scoperta del dolore e dello stato di disumanità presente negli strati più bassi della società si può pensare di inquadrare il fenomeno in una dimensione storica, ritrovando a posteriori l’umanità proprio dove lo scrittore aveva precedentemente evidenziato la disumanità o addirittura l’animalità, qualità “naturali” del sottoproletariato che forse proprio in quanto tali ne valorizzano lo status puro perché completamente a–storico.

 

(estratto da “La sperimentazione linguistica e l’ideologia marxista nei romanzi di Pasolini”)

*

 

Roberto Chiesi 

 

In una lettera scritta all’amico reggiano Luciano Serra il 16 settembre 1941, negli anni della guerra, prima di ritornare a Bologna dopo l’estate trascorsa a Casarsa, ritroviamo i sintomi di quell’attaccamento che prevale sul desiderio di ritrovare la città dei suoi studi: “Ma anche Bologna, dove ho affondato radici e ricordi da molti anni, e ho antiche consuetudini e cose che si ripetono secondo un uso ormai divenuto caro e fonte di nostalgia, mi è una meta molto dolorosa: questi ritorni, ormai uguali da molti anni, nei giorni non ancora estinti dell’estate, nel dolcemente squallido sole di settembre, sono per me una vera pena”.

In un’altra poesia autobiografica, Coccodrillo, del 1968, le attribuirà un nome composto: “nacque nella città di Koiné-Keltiké, / riemersa dal cotto del Trecento e non scomparsa ancora nel cemento”.

“Koiné” indica la lingua che unifica una comunità mentre “Keltiké” è un termine gaddiano ma qui sembra significativo soprattutto che la definisca una città che ha conservato la sua fisionomia antica senza essere sommersa dalle costruzioni contemporanee in cemento.

Anche in questa poesia, comunque, alla città della sua nascita e della sua formazione universitaria sono dedicati solo pochi versi marginali, a conferma che Bologna non è mai stata una città protagonista dell’opera di Pasolini.

A differenza di Casarsa e del Friuli nella giovinezza, le borgate romane negli anni ‘50 e il Terzo Mondo a partire dai primi anni ‘60 (l’Africa, l’India, l’Arabia), infatti, Bologna non gli ha ispirato nessuna poesia, nessun testo di narrativa e nel suo cinema appare in modo marginale (Comizi d’amore, Edipo Re) o addirittura ‘dissimulata’ (in un altro luogo e spazio) dalla finzione (Salò o le 120 giornate di Sodoma).

Ciononostante, Bologna fu il luogo dove non soltanto Pasolini ha intrapreso la sua formazione culturale, studiando al liceo classico Galvani e all’Università, ma è anche ritornato regolarmente fino alla fine della sua esistenza. È la città dove fondò una rivista letteraria (“Officina”) con amici letterati e scrittori, dove tenne conferenze e interventi e dove si esibì in un genere per lui insolito, la perfomance “Intellettuale”, quando l’artista e amico Fabio Mauri alla Galleria d’Arte Moderna proiettò sulla sua camicia bianca il film Il Vangelo secondo Matteo.

(estratto da “Una terra separata, un’isola” Appunti sulla Bologna di Pasolini“)

*

Il volume comprende la riproduzione della prima stesura del dattiloscritto (con correzioni autografe) di Supplica a mia madre, depositato presso l’Archivio Contemporaneo A. Bonsanti del Gabinetto Vieusseux di Firenze.

*

Il volume comprende inoltre i testi dei finalisti dei due concorsi letterari dedicati a Pasolini e banditi dal Festival Bologna in Lettere: Patrizia Santi, Maurizio Camerini, Fernando Della Posta, Silvia Rosa, Daniele Andreis, Valentina Frisone, Francesca Maria Marziano, Eleonora Fidelia Chiefari, Costanza Venturoli.

*

INDICE DEL VOLUME

5    Concorsi di causa e di colpa (N.d.C.)

9    Corsi

11  Sonia Caporossi, La sperimentazione linguistica e l’ideologia

marxista nei romanzi di Pasolini

23  Ricorsi

25  Roberto Chiesi, “Una terra separata, un’isola” Appunti sulla

      Bologna di Pasolini

33  Rimborsi

35  Vladimir D’Amora,  Pasolini Primo Piano

39  Decorsi

41  Marco Adorno Rossi, Pasolini – Passione e Periferia

45  Percorsi

47  Pier Paolo Pasolini, Supplica a mia madre

Riproduzione del dattiloscritto originale depositato presso

l’Archivio contemporaneo A. Bonsanti del Gabinetto Vieusseux

di  Firenze.

51  Antonella Pierangeli, L’inconfessabile tocco del nulla

      lucente:Supplica a mia madre, una lettura

57  Soccorsi

59  Enzo Campi, Testamento

69  Concorsi

71  Patrizia Santi, Quadruplo [decennio]

73  Maurizio Camerini, Un vangelo apocrifo

75  Fernando Della Posta, Ti diranno di non splendere

79  Silvia Rosa, Frammenti di un discorso d’ordinaria attrazione

      e di sistemi a perdere

82  Daniele Andreis, Ubiloquio

83  Valentina Frisone, In sella

87  Francesca Maria Marziano, Semo gente de borgata: i grandi

      cortometraggi di Pier Paolo Pasolini

91  Eleonora Fidelia Chiefari, Un cielo di fuoco

93  Costanza Venturoli, Il sorriso dello straniero

95  Note bio-bibliografiche

 

Pasolini la diversità consapevole

L’opera è disponibile su IBS al link

http://www.ibs.it/code/9788898243242/campi-enzo/pasolini-diversita-consapevole.html

logo nuovo

AA.VV.

Pasolini

la diversità consapevole

a cura di Enzo Campi

Contributi critici e scritti dedicati di

Sonia Caporossi, Roberto Chiesi, Vladimir D’Amora

Antonella Pierangeli, Marco Adorno Rossi, Enzo Campi

Copertina_Pasolini-page-001 (1)

 

Antonella Pierangeli

 

In una carta risalente ai primi anni Settanta, Pier Paolo Pasolini ha scritto: «Ogni volta che mi chiedono di raccontare qualcosa su mia madre, di ricordare qualcosa di lei, è sempre la stessa immagine che mi viene in mente. Siamo a Sacile, nella primavera del 1929 o del 1931, mia mamma e io camminiamo per il sentiero di un prato abbastanza fuori dal paese; siamo soli, completamente soli. Intorno a noi ci sono i cespugli appena ingemmati, ma con l’aspetto ancora invernale; anche gli alberi sono nudi, e, attraverso le distese dei tronchi neri, si intravedono in fondo le montagne azzurre. Ma le primule sono già nate. Le prode dei fossi ne sono piene. Ciò mi dà una gioia infinita che anche adesso, mentre ne parlo, mi soffoca. Stringo forte il braccio di mia madre (cammino infatti a braccetto con lei) e affondo la guancia nella povera pelliccia che essa indossa: in quella pelliccia sento il profumo della primavera, un miscuglio di gelo e di tepore, di fango odoroso e di fiori ancora inodori, di casa e di campagna. Questo odore della povera pelliccia di mia madre è l’odore della mia vita».

Da qui, da questa germinazione nostalgica della memoria si origina e prende forma il nucleo fondante del cantico poetico ed esistenziale di Supplica a mia madre, il componimento scritto da Pier Paolo Pasolini il 25 aprile 1962 e in seguito inserito all’interno della raccolta Poesia in forma di rosa nel 1964.

Una sottile, impura epifania del dolore s’incarna infatti nel corpo della parola fin dall’incipit:

 

È difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

 

Una confessione dall’impatto devastante, lucidamente consapevole, dell’impossibilità alla vita e alla ricerca dell’armonia a cui la separazione dal corpo della madre sembra condannare gli uomini dal momento della nascita per il resto della loro vita. Pasolini dice a sua madre “tu sei la sola al mondo”; la sola che ha guardato il cuore del poeta, ma la purezza e l’ingenua fragilità di primula di Susanna la pongono al riparo dalla visione dell’abisso del figlio.

Subito dunque, fin dai primi versi, una sensazione cerebrale, lucidamente consapevole come un’intellezione somatica, invade il campo del senso, proponendo un filo conduttore in grado di sottrarsi al dominio del poetico per affondare nella rivolta tragica e straziante di un urlo:

 

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

 

(estratto da “L’inconfessabile tocco del nulla lucenteSupplica a mia madre, una lettura”)

 

*

 

Il volume comprende la riproduzione della prima stesura del dattiloscritto (con correzioni autografe) di Supplica a mia madre, depositato presso l’Archivio Contemporaneo A. Bonsanti del Gabinetto Vieusseux di Firenze.

 

*

 

Il volume comprende inoltre i testi dei finalisti dei due concorsi letterari dedicati a Pasolini e banditi dal Festival Bologna in Lettere: Patrizia Santi, Maurizio Camerini, Fernando Della Posta, Silvia Rosa, Daniele Andreis, Valentina Frisone, Francesca Maria Marziano, Eleonora Fidelia Chiefari, Costanza Venturoli.

 

*

 

INDICE DEL VOLUME

 

5    Concorsi di causa e di colpa (N.d.C.)

 

9    Corsi

11  Sonia Caporossi, La sperimentazione linguistica e l’ideologia

marxista nei romanzi di Pasolini

23  Ricorsi

25  Roberto Chiesi, “Una terra separata, un’isola” Appunti sulla

      Bologna di Pasolini

33  Rimborsi

35  Vladimir D’Amora,  Pasolini Primo Piano

39  Decorsi

41  Marco Adorno Rossi, Pasolini – Passione e Periferia

45  Percorsi

47  Pier Paolo Pasolini, Supplica a mia madre

Riproduzione del dattiloscritto originale depositato presso

l’Archivio contemporaneo A. Bonsanti del Gabinetto Vieusseux

di  Firenze.

51  Antonella Pierangeli, L’inconfessabile tocco del nulla

      lucente:Supplica a mia madre, una lettura

57  Soccorsi

59  Enzo Campi, Testamento

69  Concorsi

71  Patrizia Santi, Quadruplo [decennio]

73  Maurizio Camerini, Un vangelo apocrifo

75  Fernando Della Posta, Ti diranno di non splendere

79  Silvia Rosa, Frammenti di un discorso d’ordinaria attrazione

      e di sistemi a perdere

82  Daniele Andreis, Ubiloquio

83  Valentina Frisone, In sella

87  Francesca Maria Marziano, Semo gente de borgata: i grandi

      cortometraggi di Pier Paolo Pasolini

91  Eleonora Fidelia Chiefari, Un cielo di fuoco

93  Costanza Venturoli, Il sorriso dello straniero

 

95  Note bio-bibliografiche

 

Bologna in Lettere 2015 – Sabato 23 Maggio

gic 2 logo ter cor

Sabato 23 Maggio

Cassero Lgbt Center

Via Don Minzoni 18 dalle 18.00 alle 23.00

cassero_logo_2013_O_color

 

Premiazioni del Concorso Letterario di Scrittura Creativa riservato alle Scuole

A cura e con Maria Luisa Vezzali, Loredana Magazzeni, Enzo Campi    

*

Premiazioni del Concorso Letterario “Sistemi d’Attrazione”

Cura e conduzione Sonia Caporossi, Antonella Pierangeli

con Marco Saya, Alessandro Assiri, Luca Ariano

Partecipano alle premiazioni i vincitori e i finalisti: 

Patrizia Santi, Maurizio Camerini, Fernando Della Posta

Silvia Rosa, Daniele Andreis, Valentina Frisone

Francesca M. Marziano, Eleonora F. Chiefari, Costanza Venturoli

Copertina_Pasolini-page-001 (1)

Marco Saya presenta il volume

Pasolini, la diversità consapevole

curato da Enzo Campi

con contributi di 

Sonia Caporossi, Roberto Chiesi, Vladimir D’Amora

Antonella Pierangeli, Marco Adorno Rossi, Enzo Campi

10628275_731003767017437_3554404160566923917_n

La poetica del basso continuo

Incontro con Ida Travi 

Introduzione e critica Alessandra Pigliaru  

patrizia vicinelli1

Una poesia fragile e temeraria  

Focus su Patrizia Vicinelli

Cura e conduzione Daniela Rossi

Con Cecilia Bello Minciacchi, Niva Lorenzini

Rosaria Lo Russo, Jonida Prifti

Sonorizzazioni Patrizia Mattioli