Bologna in Lettere 2017 – Passione Poesia

PASSIONE POESIA

Letture di poesia contemporanea

a cura  di

Sebastiano Aglieco

Luigi Cannillo

Nino Iacovella

Edizioni CFR 2016

 

 

 

Venerdì 5 maggio EPS Factory Via Castiglione 26

Per Giuliano Mesa e Valentino Zeichen

A cura di Luigi Cannillo

Saggi di Biagio Cepollaro & Franz Krauspenhaar

Letture e omaggi di  Marco Palladini

*

Sabato 6 maggio EPS Factory Via Castiglione 26

Per Nanni Cagnone

A cura di Luigi Cannillo

Saggio di Lucetta Frisa

Letture e omaggi di Marco Ercolani, Lucetta Frisa

*

Sabato 13 maggio Cassero LGBT Center Via Don Minzoni 18

Per Roberto Roversi e Assunta Finiguerra

A cura di Fabrizio Bianchi

Saggi di Vincenzo Frungillo, Carla Saracino

Letture e omaggi Vincenzo Bagnoli, Viola Amarelli

*

Sabato 20 maggio CostArena Via Azzo Gardino 48

Per Dario Bellezza

A cura di Nino Iacovella

Saggio di Ignazio Gori

Letture e omaggi di Lidia Riviello

 

 

1q cop passione poesia

 

 

 

Più di cento poesie esemplari. O come tali scelte e presentate da critici, poeti, blogger, organizzatori, comunque lettori sensibili e competenti. Il progetto di Passione poesia riguarda testi poetici come specchio di un’intera raccolta, o rappresentativi di un autore, di una poetica, accompagnati da note di presentazione agili e allo stesso approfondite nelle quali i diversi saggisti, dopo avere scelto  autore e testo, trasmettano a un pubblico ampio e diversificato curiosità e interesse per la poesia. Poesia è certamente pensiero, evocazione, gioia, ricerca, parola, conoscenza. Ma quello che speriamo di valorizzare qui è l’empatia che si crea attraverso il testo tra chi legge e chi scrive, l’intensità del sentire. Passione quindi come processo che unisce impulso, attrazione e mutamento nel lettore. Si tratta della stessa intensità che ha spinto gli autori dei saggi a scegliere un autore e un testo e a scrivere la nota di presentazione. Il loro contributo critico è avvenuto nel modo più diversificato: in qualche caso appare in primo piano l’esperienza di lettura legata strettamente ai versi citati, altrimenti il collegamento ad altri testi, altre opere dello stesso autore, alla sua autobiografia, o considerazioni più generali. Senza avere ambizioni o interesse a storicizzare meccanicamente gli autori proposti, abbiamo delimitato un periodo che rappresenta un giro di boa tra due millenni, due secoli, due decenni […] (Luigi Cannillo)

PS CANNI

Luigi Cannillo, poeta, saggista e traduttore, è nato e vive a Milano. Ha pubblicato, tra le raccolte di poesia più recenti, Sesto senso, Campanotto, Udine,1999; Cielo Privato, Ed. Joker, Novi L., 2005;  Cieli di Roma, LietoColle, Faloppio (Co), 2006, e Galleria del vento, La Vita Felice, Milano, 2014. È presente in antologie, raccolte di saggi e blog. Ha collaborato alla redazione dell’Annuario Crocetti 2000 e di Sotto la Superficie – Letture di poeti italiani contemporanei, Bocca Ed., Milano, 2004. Ha curato con Gabriela Fantato La biblioteca delle voci – Interviste a 25 poeti italiani, Joker Ed, Novi Ligure, 2006, e l’antologia Il corpo segreto – Corpo ed Eros nella poesia maschile, LietoColle, Faloppio (Co), 2008. È organizzatore culturale, collaboratore editoriale, socio dell’Associazione Culturale Milanocosa; è stato redattore e co-direttore della rivista “La Mosca di Milano” e redattore della collana Sguardi, La Vita Felice, Milano. È collaboratore della rivista internazionale “Gradiva”, New York/Firenze. Collabora con artisti visivi e musicisti.

 PS 3

Nino Iacovella è nato a Guardiagrele (CH) nel ’68. Ha riesordito in poesia con Latitudini delle braccia, deComporre Edizioni, Gaeta, 2013. Ha pubblicato la plaquette La parte arida della pianura, Edizioni Culturaglobale, Cormons (GO), 2015, e il libro d’arte Per chiamare il fuoco, Fiori di torchio, Seregno (MB), 2016. Dal 2014 ha partecipato a eventi di poesia, fotografia e videomaking, tra i quali Espressiooni [del sentire umano], 2014, nello Studio Barzan di Milano, e Omaggio a Luigi Di Ruscio, 2015, nella Fabbrica del Vapore, Milano. Sui principali blog letterari ci sono diversi contributi critici sulla sua opera. È tra i fondatori e redattori del blog di poesia Perigeion. Vive e lavora a Milano.

PS 4

Sebastiano Aglieco, insegnante nella scuola elementare, è nato a Sortino (SR), il 29 gennaio 1961. Tra i suoi libri: Giornata, La Vita Felice, Milano 2003; Dolore della casa, Il Ponte del Sale, Rovigo 2006; Nella storia, Aìsara, Cagliari 2009; Compitu re vivi, Il Ponte del Sale, Rovigo 2013. Inoltre il libro di critica Radici delle isole, La Vita Felice, Milano 2009, raccoglie il lavoro critico svolto in rete e in rivista fino al 2008. È consulente editoriale e redattore di diverse riviste di poesia. Di prossima pubblicazione un’antologia della sua opera in edizione bilingue (italiano-inglese), presso le edizioni Gradiva, New York. Stampa in proprio una piccola collana di varia scrittura, “Narcyso, terra, bianco e oro”, (narcysolibri.wordpress.com). È attivo come formatore in progetti di teatro e scrittura rivolti alle persone in formazione. Tra i progetti realizzati con i suoi alunni si ricorda l’ultimo: “Gli alberi poeti/ci”, scritture originali di poeti e bambini intorno al tema degli alberi. Collabora con l’atgtp, associazione teatro giovani e teatro pirata; operatore teatrale presso la rassegna di Teatro della Scuola di Serra San Quirico e docente della SETE, scuola estiva di teatro educazione. Il suo blog: “Compitu re vivi”, www.miolive.wordpress.com.

 

bianchi c

 

 

Fabrizio Bianchi, ravennate, vive e lavora a Milano occupandosi, come imprenditore, di pubblicità ed editoria. È stato assistente di critica d’arte all’Università Statale di Milano, e ha lavorato per un mensile culturale (di cui è stato segretario di redazione), come incaricato per le recensioni d’arte di una testata specialistica della Montedison e responsabile della pagina settimanale dedicata al mondo giovanile di un quotidiano nazionale. Ha scritto in coppia con Daniela Monreale il libro Corpo a Corpo, edito da LietoColle, Faloppio (CO), 2004, ed ha diretto per dieci anni la rivista Le Voci della Luna e le omonime edizioni di poesia, oggi Dot.com Press.

 

 

 PS 6

 

 

Mi ripeto …     

Valentino Zeichen

 

 

La chiave gira nella toppa

simile a un apriscatole e

scoperchia la latta

È l’amica che apre

e mi sorprende a letto

con un’altra donna

Guarda e sì ritrae

come in presenza

d’un cibo avariato

Piange e richiude

la porta metallica

Mi ripeto…

il mio Cuore è sempre stato

come la porta girevole

d’un albergo a ore

dove si poteva entrare

e pernottare a piacere

riuscire in incognito

e senza rimpianti

Ora

vorresti istallare

una porta nel vuoto e

mettere una serratura di marca all’aria ?

 

 

Valentino Zeichen (Fiume 1938 – Roma 2016) ha pubblicato, tra le opere di poesia, Area di rigore, Cooperativa scrittori, Roma, 1974; Ricreazione, Società di Poesia, Milano, 1979; Pagine di gloria, Guanda, Parma, 1983; Museo interiore, ivi, 1987; Gibilterra, Mondadori, Milano, 1991; Metafisica tascabile, ivi, 1997; Ogni cosa a ogni cosa ha detto addio, Fazi, Roma, 2000; Poesie 1963-2003, Mondadori, Milano, 2004; Poesie giovanili 1957-1968, Ed. della Cometa, Roma, 2010; Casa di rieducazione, Mondadori, Milano, 2011; Poesie 1963-2014, ivi, 2014. Tra le prose: Tana per tutti, Lucarini, Roma, 1983; La sumera, Roma, Fazi, 2015. Inoltre Aforismi d’autunno, Fazi, Roma, 2010, le commedie La refezione, Ed. della Cometa, Roma, 2007, e Macchie dipinte, ivi, 2014. Del 2004 Passeggiate romane, Fazi, Roma, (con DVD).

 

***

 

[…] Ogni balzo della sua poesia a volte svagata – drammaticamente tale – era il segno più di un attaccamento alla vita, che lui aveva trovato a Roma, nella città sempre in bilico fra l’eternità e lo sberleffo colossale, perché tutto lì è grande, e a volte grandemente inutile, e si perde. Questa vita di Valentino poteva sembrare precaria, ma cosa c’è di più precario, e illusorio, di una falsa sicurezza? Delle cose scritte, i legami narrati e ritratti sono i più sostanziati di inchiostro simpatico… Lo scolorire dei patti e delle unioni, dopo spesso lunghi inizi d’odio… Zeichen sapeva, dal suo privilegiato osservatorio, che non puoi mettere un lucchetto all’aria, che tutto è d’aria, in fondo, a meno che non si cerchi di lasciare dietro di sé qualcosa che possa durare nel tempo, fargli un lungo, provvidenziale sgambetto. La letteratura è lascito, anche, è speranza di sopravvivere a se stessi, come nel piccolo è anche questo momento: ricordo, riapparizione dello scomparso. Non puoi attaccare un lucchetto all’aria di una baracca, seppure di un poeta vero, un poeta puro; non ci sono lucchetti, porte, nemmeno blindate dalla storia. La poesia risolleva ogni storia, ha quel potere che è dato dalla suggestione, che rimane e rimane. Se la baracca ora è vuota, noi alimentiamo il ricordo, umano e artistico, di chi è ancora qui, nello scorrere pulito delle pagine. (Franz Krauspenhaar)

***

Franz Krauspenhaar è nato e vive a Milano. Romanziere, poeta e compositore, ha pubblicato, tra gli altri, i romanzi Era mio padre, Fazi, Roma, 2008; Le monetine del Raphael, Gaffi, Roma, 2012, e Grandi momenti, Neo, Castel di Sangro (AQ), 2016. In poesia ricordiamo Effekappa, Zona, Arezzo, 2011; Biscotti selvaggi, Marco Saya, Milano, 2013; Le belle stagioni, Marco Saya, Milano, 2014. Nel 2011 per Zona ha pubblicato anche il saggio narrativo Un viaggio con Francis Bacon, 2011. È stato redattore per i siti di Nazione Indiana e La poesia è lo spirito e della rivista letteraria Achab.

 

PS 7

 

Chissà

Giuliano Mesa

 

 

 

1

ne andranno gocce, anche, lungo i muri,

screpolati, stinti, così come dev’essere.

muffe su macchie, ruggini su steli di ferro,

pistilli, foglie color pastello vere e cancerose.

così come dev’essere. dita rugose sopra,

dita impoltigliate e fatte lisce,

anche già pronte all’uso, a soffregare,

a sdilinquire, in tutta fretta a chiudere,

morse, tagliole, facendo tacche, anche,

per memoria. ne andranno gocce,

giù lungo qualcosa, e su può darsi,

e forse chissà dove, se càpita che soffi il vento.

 

 

Giuliano Mesa nasce nel 1957 a Salvaterra (Reggio Emilia) e muore a Pozzuoli (NA) nel 2011. La Camera verde di Roma nel 2010 ha editato tutta l’opera poetica in Poesie 1973-2008. L’esordio poetico è con Schedario, Geiger, Torino, 1978, ripubblicato poi in Cepollaro E-dizioni nel 2005. Seguono: I loro scritti, Quasar, Roma, 1992; Improvviso e dopo, Anterem, Verona, 1997; Quattro quaderni, Zona, Arezzo, 2000. Con il compositore Agostino Di Scipio realizza l’opera di poesia e musica elettronica Tiresia. Oracoli, Riflessi, 2001. Nel 2008 tiene a Roma un ciclo di conferenze su autori come Leopardi, Baudelaire, Celan, Amelia Rosselli, Beckett. Documentano questo impegno i saggi Domande. Da Samuel Beckett e Al giorno d’oggi. Sulla rassegnazione che escono per La Camera verde nello stesso anno.

***

Tra i poeti della sua generazione, Giuliano Mesa è stato uno dei pochi che ha intrecciato nel suo fare poesia sia le esigenze della letteratura (la ricerca formale, la coerenza dello stile) sia quelle del pensiero critico, la necessità storica della visione etico-politica del mondo e, cosa più rara, il rigore concreto del proprio comportamento, l’incarnazione quotidiana dei propri valori senza compromessi. È stato uno dei pochissimi della sua generazione a sottrarsi sia a una certa idea accademica dell’avanguardia letteraria, sia a una sua ideologica negazione, restando immune rispetto alle trappole delle sterili opposizioni e fedele a qualsiasi costo all’esperienza diretta della storia, senza narrazioni posticce e ‘innamorate’ e senza illusioni palingenetiche. La poesia come forma di conoscenza: per lui questo voleva dire assegnare alla poesia qualcosa di molto più importante di qualsiasi funzione decorativa, consolatoria e narcisistica a cui troppo spesso è stata ridotta e si riduce. Ma voleva anche dire sottrarre la poesia al manierismo di una tecnica fine a se stessa. La poesia di Mesa è la poesia che vive e fa vivere il presente, al di fuori di ogni conformistica e obbligata attualità, è la presenza di un’emozione legata strettamente a un pensiero e a un giudizio. […] (Biagio Cepollaro).

***

 

Biagio Cepollaro, nato a Napoli nel 1959, vive a Milano. Poeta e artista visivo è stato uno dei primi in Italia a pubblicare on line e-book di poesia con inediti  e ristampe. Le sue prime pubblicazioni: Le parole di EliodoraScribeide, Luna persciente. Sono gli anni del Gruppo 93 e della rivista Baldus sulle cui pagine teorizza il postmoderno critico, lontano sia dal neoromanticismo che dall’accademismo della neoavanguardia. A partire dagli anni zero la lingua poetica diventa sempre più essenziale:  Fabrica (Zona, 2002), Versi nuovi (Oedipus, 2004), Lavoro da fare (e-book, 2006). Cura riviste-blog, come Poesia da fare (a partire dal 2003) e Per una Critica futura (dal 2007). Questa seconda fase del suo percorso si accompagna ad un intenso impegno pittorico che dà vita a mostre (La materia delle parole, a cura di Elisabetta Longari, Galleria Ostrakon, Milano, 2011), spesso accompagnate da libri che raccolgono versi e immagini, come Da strato a strato, prefato da Giovanni Anceschi, La camera verde, 2009. La mostra più recente è del dicembre 2015 a Napoli, presso la galleria Movimento Aperto. Il primo libro di una nuova trilogia poetica, Le qualità, esce presso La Camera verde nel 2012, La curva del giorno, pubblicato da L’arcolaio Editore nel 2014, costituisce il secondo libro.

 

 

 

PS 8

 

 

Accidentalmente   

Nanni Cagnone

 

 

Accidentalmente,

mentre geme

una cosa, si sfigura.

Senza cagione

che non sia

quello spasimo

stanco nei decenni.

Sminuire l’aurora,

aver in confidenza

il crepuscolo,

e quante voci accanto,

nel restìo. Ecco,

uno di noi, tra cose

di lunga ombra.

 

Duole pure lo sfiorare,

se alta nel presente

antichità, e un mormorìo

che vorrebbe schernire,

ridere sommesso

oltre le quinte

mentre ti spingono

al proscenio delle luci,

innanzi al buio dei volti.

Quando lontanamente

si studiano ferite,

incomprensione

soltanto, che addolora.

 

Ne l’aperto ora,

nel folto, nel diramarsi

dell’inestricabile,

ovunque ebbe principio

un atto di luce. È il tempo

in cui si ascolta e divora,

non si tace, è il vocabolario

dell’estate, la solidarietà

del mondo conosciuto.

So che nostalgia

vorrà le lucciole,

miniatura d’amicizia

delle stelle. Guarda

il pendìo dietro di te,

per tramandare.

 

 

Nanni Cagnone è nato in Liguria nel 1939. Vive a Bomarzo. In poesia ha pubblicato: What’s Hecuba to Him or He to Ecuba?, Out of the London Press, 1975; Andatura, Società di Poesia, 1979; Vaticinio, SEN, 1984; Notturno sopra il giorno, Severgnini, 1985; Armi senza insegne, Coliseum, 1988; Anima del vuoto, Palomar,  1993; Avvento, ibidem, 1995; The Book of the Giving Bach, Edgewise Press, 1998; Il popolo delle cose, Jaka Book, 1999; Enter Balthazàr, Edgewise Press, 2000; Doveri dell’esilio, Night Mail, 2002; L’oro guarda l’argento, Anterem, 2003; Index vacuus, Edgewise Press, 2004; Le cose innegabili, Ed. Galleria Mazzoli,  2010; Penombra della lingua, La Camera verde, 2013; Perduta comodità del mondo, ibidem, 2013; Tacere fra gli alberi, Coup d’idée, 2014; Discorde, La Finestra editrice, 2015; Tornare altrove, ibidem, 2016; Corre alla sua sorte, Carteggi letterari, 2016. In prosa: Comuni smarrimenti, Coliseum, 1990; Pacific time, ES, 2001. Traduzioni: Gerard Manley Hopkins, Il naufragio del Deutschland, Coliseum, 1988, poi La Finestra, 2015; Eschilo, Agamennone, Ed. Galleria Mazzoli, 2010. Il suo sito è www.nannicagnone.eu

 

***

 

In tutta la poesia di Nanni Cagnone, si respira un’aura di sacralità e di “svuotamento”, un’aura d’ineffabile sospensione oltre i confini dell’umano e del mondo: “grande uccello traversante il mare / è appunto la terrestrità”; (What’s Hecuba to Him or He to Hecuba?, OOLP, New York 1975). La radice antichissima della poesia, nata da una forma di insistente e indiretta interrogazione-invocazione al Mistero, sottende tutta la sua scrittura, la colora di un’inafferrabile, fascinosa tonalità “alta” senza mai l’enfasi che simile abito linguistico può rischiare: imprescindibile quindi è la memoria, la radice, l’origine – le vere e sole “insegne” o vestigia di chi, scrivendo, riconosce l’eredità dell’ignoto da cui veniamo e verso il quale ci muoviamo. Sempre Cagnone – secondo il titolo appunto, di Andatura, (Andatura, Società di Poesia, Milano 1979), uno dei suoi primi libri importanti, – è rimasto fedele a questa forma evocativa di classicità, andatura di re che cavalca con fierezza tra i suoi guerrieri non per eccitarli alla inutile battaglia ma per persuaderli a non vedere neppure il nemico, a non degnarlo di uno sguardo – sguardo multicentrico da iniziato o da grande saggio – dichiarando così uno stato di inappartenenza al mondo e al presente. Chi sia il nemico per un uomo, e a maggior ragione per un re, è facilmente intuibile. Non certo la sola precarietà fisica ma anche l’altrettanto mortale universo del pensiero […] (Lucetta Frisa)

 

PS 9

 

 

Le descrizioni in atto

Roberto Roversi

 

 

Ritorneranno i tempi (duri)

piangeranno contro i muri le madri

aspettando il ritorno dei figli.

Questo tempo che ha uomini di così debole fiele.

La presunzione li fa ritenere superbi

grandi (leggere le gazzette)

ma api al miele

corrono ai peccati di sempre

non c’è nulla che li trattenga.

Parole di ammonimento

sono spazzate dal vento via.

Cederemo ancora una volta alla morte.

È fango la volontà di riscatto.

I ramarri escono dalle crepe.

Spezzate statue.

Lacrime nel buio.

 

Volgendosi intorno egli vede

crede di intendere e sapere

forse qualcosa più di un altro, ma sotto

la razionale immobilità della misura (dell’ordine apparente)

lo scaltro è in attesa,

il mugolio di quel canto ha il sapore di un tuono;

striscia il topo

sul cornicione di marmo

– poco fa tre ragazzi in fila

si indicavano una donna,

ibrida smorta era al riverbero della colonna.

Nelle case dei poeti questa è l’ora del tè.

Lo scirocco spezza i tegoli e

l’occhio del piccione è succhiato

dallo spiraglio del sole

mentre in pigiama una ragazza magra

si dondola nel vano della finestra

dentro le aiuole delle alpi al lontano

rumore della forestali

– traluce oltre misura il rosso dei capelli,

le efelidi leggere, pule di grano, i

giovani anni sul viso. Intanto in quest’ora

i doganieri indossano la tuta sul lago di Como

mentre un uomo ansima solo, suda

all’ombra del Monviso e

se non corre sarà presto morto

nella sua carne nuda.

 

***

 

Roberto Roversi (Bologna 1923-2012). Fondatore con Leonetti e Pasolini della rivista Officina (1955), ha dato vita nel 1961 alla rivista Rendiconti. Delle numerose opere poetiche, si ricordano: Dopo Campoformio, Feltrinelli, Milano, 1962 (poi Einaudi, Torino, 1965); Le descrizioni in atto, ciclostilato in proprio fuori commercio, Bologna 1969-1974, in versione definitiva per i Quaderni de Lo Spartivento, Coop Modem Edizioni, Bologna, 1990; L’Italia sepolta sotto la neve, edizione fuori commercio, Pendragon, Bologna, 1993; Il libro Paradiso. Undici poesie degli anni ’70 -’80, Lacaita, Manduria, 1993; Tre poesie e alcune prose. Testi 1959-2004, Sossella editore, Bologna, 2008. Le principali opere di narrativa sono: Ai tempi di re Gioacchino, Libreria Palmaverde, Bologna, 1952; Caccia all’uomo, Mondadori, Milano, 1959 (poi Pendragon, Bologna, 2011); Registrazione di eventi, Rizzoli, Milano, 1964; I diecimila cavalli, Editori Riuniti, Roma, 1976. Per il teatro ha scritto: Unterdenlinden, Rizzoli, Milano, 1965 (poi Pendragon, Bologna, 2002); Il crack, 1969 (poi Pendragon, 2004); La macchina da guerra più formidabile, Pendragon, Bologna, 2005; Enzo re. Tempo viene chi sale e chi discende, I quaderni del battello ebbro, Porretta (BO), 1997; La macchia d’inchiostro, Pendragon, Bologna, 2006. Ha scritto i testi per tre dischi di Lucio Dalla e altri testi per il gruppo degli Stadio.

 

***

In un articolo apparso nel numero 182 di Paragone dell’anno 1965 Giorgio Cesarano scriveva: “Nelle Descrizioni in atto Roversi si situa, dunque, in modo totale e apparentemente irrevocabile, all’interno della situazione negativa che vuol colpire: i messaggi che continua ad inviarci non sono più messaggi a proposito dell’inferno ma giungono, ormai senza mediazioni o intervalli, dal cuore stesso dell’inferno”. La situazione qui citata, l’inferno, non è altro che il nostro Paese. Roversi scrive dell’Italia e della paralisi etica che l’ha colta nel momento in cui si è confusa la pace con il benessere materiale, la crescita economica con la possibilità di una realizzazione individuale e collettiva, si cala in questo scenario, riferisce quanto vede, sta tra le cose e le annota con il tono distaccato della catalogazione. Così avviene fin dal primo testo delle Descrizioni che, ad una lettura superficiale, potrebbe sembrare la semplice raffigurazione di un assolato pomeriggio italiano, in realtà già contiene tutti gli elementi della scrittura del Roversi successivo al Dopo Campoformio. […] Pur riconoscendo la mutazione antropologica profonda del Paese, Roversi non è disposto a fare della poesia la cassa di risonanza dei “nuovi mezzi in azione”, riprende piuttosto la lezione dei modelli novecenteschi (Majakoskij, Brecht, Jahier) per segnare una disperata, residuale, resistenza etica della parola. […] (Vincenzo Frungillo)

 

***

Vincenzo Frungillo, Napoli, 1973. In versi ha pubblicato: Fanciulli sulla via maestra, Palomar, Bari, 2002; Ogni cinque bracciate. Poema in cinque canti, Le Lettere, Firenze, 2009; Meccanica pesante, in XI Quaderno di Poesia Italiana Contemporanea, Marcos y Marcos, Milano, 2012; Il cane di Pavlov. Resoconto di una perizia, d’If, Napoli, 2013; La disarmata, AA.VV., CFR edizioni, Piateda (SO), 2015; Le pause della serie evolutiva, Oèdipus, Salerno, 2016. Per il teatro ha pubblicato Il cane di Pavlov. Un monologo, Editoria & Spettacolo, Spoleto, 2012, e Spinalonga. Una drammaturgia sulla corruzione, Zona edizioni, Lavagna, 2016. È presente nei volumi Poesia dell’inizio del mondo, DeriveApprodi, Roma, 2007; Il miele del silenzio, Interlinea, Novara, 2009; La fisica delle cose. Dieci riscritture di Lucrezio, Perrone, Roma, 2011; Hyle. Selve di poesia, La Vita Felice, Milano, 2012.

 

PS 10

 

 

 

Scurije    

Assunta Finiguerra

 

 

Nun m’abbaste cchiù scrive poesije

u delore scavarche re mmunduagne

e ccume mondine nda l’acque restagnene

ḍḍ’anghe ca se schenócchjene a sta vite

e u viénde ca me trase inde a ḍḍ’osse

mupigne me scunfesse a l’amore

e ccume nun tènene respire re mmure

accussì a speranza mije è fredde o tuatte

pecché nun fuaciétte u mestiere de puttuane

pezzende allegre ca ciend’anne cambe

 

 

(Non mi basta più scrivere poesie

il dolore scavalca le montagne

e come mondine nell’acqua ristagnano

e gambe che si piegano alla vita

e il vento che mi entra nelle ossa

taciturno mi sconfessa all’amore

e come non hanno respiro le mura

così la mia speranza è fredda al tatto

perché non feci il mestiere di puttana

pezzente allegra che cent’anni campa)

***

 

Assunta Finiguerra (1946-2009), di San Fele (PZ), ha pubblicato i libri: Se avrò il coraggio del sole, Basiliskos, Potenza, 1995; Puozze Arrabbià, La Vallisa, Bari, 1999; Rescidde, Zone editrice, Roma, 2001; Solije, Zone editrice, Roma, 2003; Scurije, LietoColle, Faloppio (CO), 2005. È presente nell’antologia Nuovi Poeti Italiani a cura di Franco Loi, Einaudi, Torino, 2004. Del 2007 è Tunnicchje. A poddele d’a Malonghe, interpretazione lucana di Le avventure di Pinocchio, LietoColle, Faloppio (CO). Le sue ultime produzioni poetiche sono apparse nell’antologia Questo dolore che mangia, a cura di Luigi Cannillo, Le Voci della Luna, Sasso Marconi, 2009. È mancata nel 2009.

 

***

 

Cosa può significare nascere poeta? Forse, esattamente superare dei limiti: essere di più dell’esubero stesso del sentimento che nasce da un corpo oltrepassato dalla vita. Travalicare, disarginare, la terra, perdendola al passo. In questa estrema enfasi dell’istinto che eccede, la parola, però, paga uno scotto: quello di diventare, a un certo punto, insufficiente. Perché se è vero che il dolore, per essere descritto, necessita di un raffreddamento, è pur vero che questo spostamento potrebbe ancora non essere abbastanza. Quando il dolore si fa altisonante e lungimirante, anche il ricorso al verso può diventare vacuo. L’intera poetica di Finiguerra dà risalto a questa caparbia infedeltà, che paradossalmente, però, sulla pagina finisce col tradursi nel suo contrario: una autentica appartenenza alla lingua – il dialetto – e alle sensazioni che l’hanno ispirata. Assunta Finiguerra è poetessa lucana, di San Fele; ha vissuto in una terra di arcana bellezza, sotto la cui coltre di chiaroscuri (la Basilicata è paesaggio, prima che regione) sono cresciuti poeti straordinari, alcuni dei quali, purtroppo, dimenticati. Ha scritto in un dialetto che va ad assommarsi alla fitta vivacità delle realtà vernacolari del meridione, espressioni quasi musive di una storia linguistica ricca e stratificata. La sua personalità ha generato, preparandola, la sua stessa poesia: nel senso che Finiguerra era in grado anzitutto di affrontare poeticamente la vita. Intendo dire che era schietta la sua parola viva, coraggioso il suo sguardo fisso nell’altro, accogliente la sua presenza. Qualità rare di chi, prevedendo l’urgenza autentica dello scrivere, comunque non dimentica di essere nel mondo. Così, la sua figura di donna è passata nell’onestà di un dire sostenuto dallo sperimentare: ciò che lei scrive è tenuto in pugno dall’avere visto davvero, avere sentito davvero, avere patito davvero. […] (Carla Saracino)

***

Carla Saracino è di Maruggio (Taranto), ma attualmente vive e insegna Lettere a Milano. In poesia ha pubblicato: I milioni di luoghi, LietoColle, Faloppio (CO), 2007; Il chiarore, LietoColle, Faloppio (CO), 2013; Qualcosa di inabitato, Edb, Milano, 2013, insieme a Stelvio Di Spigno; in prosa due libri di fiabe: 14 fiabe ai 4 venti, Lupo, Copertino, 2009, e Gli orologi del paese di Zaulù, Lupo, Copertino, 2012. È presente nell’antologia A Sud del Sud dei Santi, Sinopsie, Immagini e Forme della Puglia Poetica, a cura di Michelangelo Zizzi, LietoColle, Faloppio, (CO), 2013.

 

PS 11

Roma 1989  

 Dario Bellezza

 

 

È avventizio il mio essere reale.

Sleale è insistere su chi sono io.

Il punto di partenza è scontato –

l’arrivo è certo nello stato

attuale: morte come sostanza

o stato finale di un cuore malato.

 

Oh, vorrei rinascere, ritornare indietro

ma non posso. Troppo ho peccato

di peccati non miei, attribuiti

a posteri, mancati inganni.

Cerco amori nuovi, violente sere.

Perdono chiedo a chi non amai.

Forse verrò domani ad un prato

verde, – e non sarò più solo.

 

***

 

Dario Bellezza è nato a Roma nel 1944. Esordì con la raccolta Invettive e licenze, Garzanti, Milano, 1971, con una introduzione di Pier Paolo Pasolini. Per la prosa l’esordio risale a un anno prima, con il racconto breve L’innocenza, De Donato, Milano, 1970, con la presentazione di Alberto Moravia. Seguono i romanzi a forte connotazione autobiografica Lettere da Sodoma e Il carnefice, Garzanti, Milano, 1972 e 1973. Nel 1976 pubblica la raccolta poetica Morte segreta, Garzanti, Milano, 1976. Seguono i romanzi Angelo, Garzanti, Milano, 1979; Turbamento, Mondadori, Milano, 1984; L’amore felice, Rusconi, Milano, 1986, parabola sulla turbolenta amicizia di amore e odio per Elsa Morante, e Nozze col diavolo, Marsilio, Venezia, 1995. Per la saggistica scrive due libri dedicati alla tragica morte di Pier Paolo Pasolini, Morte di Pasolini, Mondadori, Milano, 1981, e Il poeta assassinato, Marsilio, Venezia 1996. Tra gli altri libri di poesia ricordiamo Libro d’amore, Guanda, Parma, 1982;  Serpenta, Mondadori, Milano, 1987; Libro di poesia, Garzanti, Milano, 1990; L’avversario, Mondadori, Milano, 1994, e Proclama sul fascino, Mondadori, Milano, 1996. Traduce Georges Bataille e Arthur Rimbaud. Muore a Roma di Aids il 31 marzo del 1996.

 

***

 

[…] Al centro della scena sembra prevalere un senso dell’esserci che va scemando, in una contesa  altisonante che include, come dicevo, una snervante resistenza al male e una dolcissima, rassegnata voglia di lasciarsi andare, come zattera alla deriva su un mare grigio-piombo, che allontana il naufrago da i fasti del passato, dissolti alle spalle, che concentrano l’attenzione morbosa del poeta. Sui peccati commessi e non commessi, Troppo ho peccato / di peccati non miei, attribuiti / a posteri, mancati inganni, si riversa la fantasia vendicatrice dell’autore, pazzo di una gelosia, nutrita a forza di frustati affetti e di una intima femminilità oscurata dal male che avanza, un maniacale amore dell’Uomo per l’Uomo – lo stesso per certi versi di De Pisis, di Pasolini, di Sergio Corazzini, di Sandro Penna … ma propenso a un maledettismo più moderno, tipico di Rimbaud; un amore seducente, animale di se stesso, preda di “violente sere”. Bellezza non riesce più ad ottenere la custodia di se stesso, e si sfoga come nell’incipit di un romanzo che anticipatamente saprà incompiuto: È avventizio il mio essere reale. / Sleale è insistere su chi sono io. È l’inizio di una missiva commovente – da inviare nell’aldilà, magari all’amica-nemica di sempre, Elsa Morante, o ad Amelia Rosselli … – con l’aiuto di un complice che non vede l’ora, come un sadico traditore, di potersi liberare del suo mandante ammalato, sfinito. In questo frangente, l’Oscuro Messaggero (l’Orbo Mercurio) e la Morte, sua mandante, sono per forza di cose sodali l’un con l’altra e si spartiscono, mentre il Poeta soffre nell’anticamera infermieristica, i resti della monca poesia che sarà di saluto a sentimenti diametralmente opposti: la voglia di partire, tremendamente irreale, e la voglia di restare, Oh, vorrei rinascere, ritornare indietro / ma non posso, altrettanto acerrima, ma assolutamente reale. […] (Ignazio Gori)

 

***

 

Ignazio Gori è nato a Frosinone nel 1981. Ha pubblicato i romanzi Solitudine di Sebastian Kroll, Edizioni Croce, Roma, 2011, e Lupi e agnelli, Diamond, Latina, 2012; le antologie poetiche Sospetto di essere vivo, Acquaviva, Acquaviva delle Fonti (Ba), 2013, e Taccuini, Fusibilialibri, Roma, 2014. È stato co-curatore del libro allegato all’album musicale Caro poeta, caro amico. A Pier Paolo Pasolini, di Andrea Del Monte, Sound System Records, 2015. È autore della sceneggiatura teatrale Tender Darkness, andata in scena a Berlino nel 2012, collaboratore del documentario sul transessualismo Nessuno è perfetto e al sito d’informazione http://www.kaleidoscopia.it. Si occupa anche di editing, traduzioni e recensioni.

 

PS 12

Lidia Riviello. È nata a Roma. Autrice e conduttrice di programmi radio e tv, collabora con quotidiani, riviste e blog e organizza eventi d’arte e poesia, in Italia e all’estero. Nel 1998 pubblica il suo primo libro, Aule di passaggio, a cui seguono L’infinito del verbo andare (2002, prefazione di Edith Bruck), Rum e acqua frizzante (2003, nota di Carla Vasio), Neon 80 (Zona, 2008, nota di Edoardo Sanguineti – Premio Delfini 2007) e Ritorno al video (2009). Suoi testi sono tradotti in inglese, francese, tedesco, arabo e svedese. È presente nell’antologia Poeti degli anni zero (a cura di Vincenzo Ostuni, 2011). Collabora con “La Compagnia della Fortezza”, fondata e diretta dal regista e drammaturgo Armando Punzo e attiva da trent’anni nel campo della sperimentazione e della ricerca teatrale.

 

PS 13

 

 

Vincenzo Bagnoli (Bologna, 1967), autore di saggi (Contemporanea, Esedra, 1997; Letterati e massa, Carocci, 2000; Lo spazio del testo, Pendragon, 2003), è stato tra i fondatori di «Versodove». Suoi versi sono apparsi su «Rendiconti», «Origini», «Tratti», «il Verri» e in antologie uscite per Transeuropa e LietoColle, nonché in molti blog, siti e webzines (Nazione indiana, Absolutepoetry, Poetarum Silva, Atlante dei poeti, Librobreve, L’Ulisse). Ha pubblicato le raccolte 33 giri stereo LP (Gallo & Calzati, 2004), FM Onde corte (Bohumil, 2007) e Deep Sky (d’if, 2008), e sul web, con foto di V. Reggi, Offscapes. Oltre i margini del paesaggio urbano (www.offscapes.it). È autore dei testi dell’album Bologna ’67-77 della band Stratten e ha collaborato ad alcuni documentari di Home Movies e Mammutfilm.

 

PS 14

 

Viola Amarelli, campana, ha esordito con la raccolta di poesie Fuorigioco (Joker, 2007), seguita  dal  monologo Morgana, (e-book in “Vico Acitillo”, 2008 ),  dal poemetto Notizie dalla Pizia (Lietocolle, 2009), Le nudecrude cose e altre faccende (L’arcolaio, 2011),  dai racconti di Cartografie (Zona, 2013),  le poesie de L’ambasciatrice (autoprodotto, 2015), le prose brevi di Singoli plurali (Edizioni Terra d’ulivi,2016) e, in veste di co-autrice,  La deriva del continente (Transeuropa, 2014)  e  La disarmata (CFR, 2014). E’ presente in numerose antologie,  riviste cartacee e on line, è stata tradotta  in Germania.

 

1q palladini

 

Marco Palladini è nato e vive a Roma, è scrittore e poeta, drammaturgo, regista, performer e critico nell’ambito del teatro d’autore e di ricerca. Ha scritto e allestito una quarantina di testi, spettacoli e performance teatrali e poetico-musicali. Tra i suoi ultimi lavori per la scena: Ho visto le migliori menti – Beat Poetry Machine (2011); Satyricon 2000 – Tra scuola e bordello (2010-2012); Fratello dei cani (Pasolini e l’odore della fine) (2012); Male detto Céline (2012); Me Dea (2014); Tra terra e cielo (2014); Studio per “Pilade” di P. P. Pasolini (2016).  Ha realizzato con la videomaker I. La Carrubba il film Fratello dei cani (Pasolini e l’odore della fine)  (2013). Tra le ultime pubblicazioni: Destinazione Sade (Arlem, 1996, ebook nel 2009); Serial Killer (Sellerio, 1999); La Pietra e la Croce (2010, ebook);  Me Dea (Edizioni Progetto Cultura, 2015); Il comunismo era un romanzo fantastico (Zona, 2006); Non abbiamo potuto essere gentili (Onyx, 2007); Chi ha paura dei manovratori? – Zibaldone incerto di inizio millennio 2000-2010 (Zona, 2011);  Prove aperte – Materiali per uno zibaldone sui teatri che ho conosciuto e attraversato, 1981-2015 – vol. I e II (Fermenti, 2015, 2017), vincitore del Premio Feronia 2016 per la saggistica;  Trans Kerouac Road (Zona, 2004); Iperfetazioni (Zona, 2009); Il mondo percepito (Le impronte degli uccelli, 2010); Poetry Music Machine (Onyx, 2012);  Attraversando le barricate (Robin, 2013);  è guasto il giorno (Tracce, 2015).

1q lucetta

Lucetta Frisa nasce e vive a Genova. Attrice, poeta, traduttrice. Opere poetiche: Modellandosi  voce; La follia dei morti; Notte alta; L’altra; Se fossimo immortali; Ritorno alla spiaggia; L’emozione dell’aria; Sonetti dolenti e balordi. Narrativa: Fiore 2103; Sulle tracce dei cardellin;  La torre della luna nera. Ha tradotto opere di H. Michaux, S.J. Perse, A. Borne, B. Noël, P. Quignard, S. Durbec, J. Sacré, C. Esteban. Ha collaborato con i suoi racconti per ragazzi al quotidiano “Avvenire”. Con Marco Ercolani cura i “Libri dell’Arca” per le edizioni Joker e pubblica: Détour; L’atelier e altri racconti; Nodi del cuore; Anime strane; Sento le voci; Il muro dove volano gli uccelli. Vince nel 2005 il Premio Lerici-Pea per l’inedito e nel 2011 il Premio Astrolabio per l’opera complessiva. Suoi testi sono tradotti in antologie, riviste e libri collettivi. È presente in diversi blog letterari. Nel 2016 raccoglie, per Puntoacapo, un’antologia della sua opera poetica: Nell’intimo del mondo. Poesie 1970-2015.

www.lux.frisa.it

 

1q ercolani

 

Marco Ercolani nasce a Genova nel 1954. Tra le sue ossessioni il tema dell’apocrifo, il nodo arte/follia, la poesia contemporanea. Narrativa: Col favore delle tenebre; Aleksander Blok. Taccuini 1902-1921; Vite dettate; Sindarusa; Lezioni di eresia; Carte false; Il mese dopo l’ultimo; Taala; Il demone accanto; Discorso contro la morte; A schermo nero; Sentinella; Turno di guardia; Camera fissa; Prose buie; Preferisco sparire. Colloqui con Robert Walser 1953-1956; Atti di giustizia postuma; Destini minori. Poesia: Il diritto di essere opachi; Si minore. Saggistica: Il tempo di Perseo; L’opera non perfetta; Nottario. Con Lucetta Frisa cura i “Libri dell’Arca” per le Edizioni Joker e pubblica: Détour; L’atelier e altri racconti; Nodi del cuore; Anime strane; Sento le voci; Il muro dove volano gli uccelli. Ha vinto il Premio Montano, il Premio Morselli e il Premio internazionale per l’aforisma Torino in sintesi.

www.marcoercolani.it

 

slide pag 1

Le foto di Marco Palladini, Valentino Zeichen, Dario Bellezza, Lidia Riviello

sono di Dino Ignani

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...