Bologna in Lettere 2017 – Enzo Minarelli, Daniela Rossi

Sabato 6 Maggio ore 19.00 

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Enzo MinarelliIl Polipoeta 

A cura di Daniela Rossi

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Enzo Minarelli. È nato nel 1951 (laureato con tesi di psicolinguistica all’Università di Venezia), si occupa di poesia e delle sue praticabili aperture verso il suono, la scrittura, il video e lo spettacolo, sin dagli anni Settanta. Ha pubblicato diversi titoli di poesia, tra cui “Sterzine” (Firenze, 2014), “seiperunosei” (Lecce, 2000), “Poesie Doccaso” (Reggio Emilia, 1993), “Meccanografie” (Udine, 1991), “Poemi Cognomi” (Roma, 1988), “El Poemméxico” (Città del Messico, 1988), “Commediarcom” (Napoli, 1983), “Multipoesie Melogrammatiche” (Mulino di Bazzano, 1981), “Obscuritas Obscenitas” (Mulino di Bazzano, 1979). Numerose pubblicazioni sonore in dischi, audiocassette a livello internazionale e collaborazioni radiotelevisive. Nel 1983 fonda 3ViTre Pair, dischi di polipoesia . Sue opere sonore sono presenti in musei e archivi del settore. Sta attualmente curando per la rivista Visible Language e per la Soros Foundation fascicoli monografici. E’ del 1998 il CD ‘Coralmente me stesso’ che raccoglie la sua più recente produzione sonora. Il Manifesto della Polipoesia è del 1987, tentativo di teorizzare lo spettacolo di poesia sonora, suoi interventi polipoetici (che l’Autore denomina con la sigla Polipoesia 1, 2, 3, 4…) sono stati eseguiti in Europa, Canada, U.S.A., Messico, Cuba, Giappone e Brasile. È coordinatore del Festival di Poesia Sonora, eventi di polipoesia, che annualmente si è tenuto più volte a Bologna. 

 

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Enzo Minarelli (1951), uno dei principali esponenti della sperimentazione verbo-voco-visiva sia nazionale che internazionale, dalla metà degli anni Settanta, punto d’inizio della sua poliedrica carriera, sin ad ora, ha sempre posto al centro del suo interesse la parola, rapportata di volta di volta ai vari registri della scrittura, dell’immagine, della voce espandendosi fino alla performance, al video. “Minarelli – scrive Pasquale Fameli – è oggi tra i più notevoli promotori di un approccio poetico totalizzante, per la sua comprovata capacità di assimilare e coniugare forme e modi della poesia sonora in tutte le sue declinazioni, un atteggiamento in tutto e per tutto rispondente agli eclettismi fioriti sul finire degli anni Settanta”. Infatti, “la qualifica che più compete a Enzo Minarelli – aggiunge Renato Barilli – è quella di poeta, magari risalendo nell’occasione al significato etimologico della parola, per cui si tratterebbe di un “fabbricatore” col materiale più nobile a disposizione dell’uomo qual è la parola, nei suoi due volti, sonoro e grafico”. Questa monografia riunisce in un unico volume tutti gli scritti che Barilli ha dedicato nella sua lunga fedeltà all’autore, più il recente ed inedito Minarelli in Toto. Completano la ricerca, due ulteriori saggi realizzati per l’occasione da Pasquale Fameli e Frederico Fernandes sul concetto di Polipoesia e del suo omonimo manifesto pubblicato da Minarelli nel 1987, consolidato punto di riferimento nell’ambito delle teorie performative. L’uscita di questa pubblicazione coincide felicemente con la ricorrenza del suo trentennale. Vengono altresì riprodotte testimonianze relative alla polipoetica attività dell’autore a firma di Guido Guglielmi, Henri Chopin, Paul Zumthor, Dick Higgins, Filiberto Menna, Vittorio Fagone e Roberto Daolio. RENATO BARILLI (1935) ha insegnato per decenni Fenomenologia degli Stili al corso DAMS dell’Università di Bologna, di cui è stato dichiarato Professore Emerito. In un ampio arco di saggi, la sua attenzione è andata all’estetica, applicata sia alla storia e critica dell’arte, sia a protagonisti vicini e lontani della letteratura, soprattutto in ambito narrativo. Per ulteriori notizie si può consultare il sito www.barilli.it. e il suo relativo blog.

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La qualifica che più compete a Enzo Minarelli è quella di poeta, magari risalendo nell’occasione al significato etimologico della parola, per cui si tratterebbe di un “fabbricatore” col materiale più nobile a disposizione dell’uomo qual è la parola, nei suoi due volti, sonoro e grafico. Ma intanto c’è da chiedersi se oggi i “poeti” più degni di questo nome non siano piuttosto dei “distruttori’, nei confronti del materiale verbale. Piuttosto che accumulare pazientemente le varie briciole, lettera su lettera, sillaba dopo sillaba, fino a costruire frasi, discorsi sensati, sembra che il loro compito sia di “decostruire” se si vuole usare un termine di vasta diffusione. Come dei bambini impazienti e irriverenti, i poeti di oggi vanno a vedere di cosa è fatto il discorso verbale, lo sminuzzano, lo tritano, lo riducono a brandelli via via più minuti al punto che, oltre un certo limite, non sopravvive neppure la riconoscibilità dell’elemento minimale dell’espressione linguistica, cioè la lettera: si supera spesso e volentieri l’ultima soglia di pertinenza del linguaggio, per avventurarsi nel mare aperto di una materialità affondata nell’informe. Tutto questo, già si ricordava sopra, viene esperito sia a livello sonoro che acustico. A dire il vero, i poeti di oggi sono orgogliosi di recuperare le caratteristiche di un esercizio linguistico originario, e dunque affidato in primo luogo al flusso sonoro, alla parola parlata, e di conseguenza a un relativo gestire, a un accompagnamento somatico che a sua volta sfocia nella “performance”. Minarelli non fa certo eccezione, ponendosi anzi in prima fila, sulla strada di un tale recupero delle origini: se si chiede a lui come voglia essere qualificato, certo la sua scelta prima e spontanea va a favore della poesia fonetica: egli vuole essere visto come colui che, armato di una dotazione somatica e fisiologica di primo grado, si presenta su una qualsivoglia ribalta per declamare, esternare, produrre atti di fonazione […] (Renato Barilli)

 

Il saggio completo può essere visionato qui

http://www.3vitre.it/saggi/ibarilli.htm 

 

 

 

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Daniela Rossi dal 1980 si occupa di poesia dal vivo curando eventi e Festival di Poesia (Di Versi In Versi, Parmapoesia, Parole Migranti – Bolzano, Lirici a Lerici, ecc…) e collaborando ai Festival internazionali di poesia di Milano, Firenze, Napoli, Venezia, Parigi, ecc… Dal 2000 ha fatto parte del comitato di Romapoesia – Festival della Parola, con Nanni Balestrini, Luigi Cinque, Lello Voce, Franca Rovigatti, ha collaborato al concorso di video poesia Doctor Clip a Roma e promosso in Italia i Poetry Slam internazionali con il poeta Lello Voce. Negli anni ‘80 ha fondato, con gli amici scrittori e poeti Carlo Bordini, Giorgio Messori, Beppe Sebaste e altri, la casa editrice Aelia Laelia, pubblicando tra gli altri le poetesse Amelia Rosselli e Patrizia Vicinelli. Nel 2008 ha curato, nella collana Fuoriformato di Andrea Cortellessa (Le Lettere), per le antologie “The Complete Films, prosa poesia e performance di Corrado Costa” e “Non sempre ricordano”di Patrizia Vicinelli (2009), i DVD allegati, dai materiali del suo archivio video. Nel 2010 ha pubblicato per Campanotto editore “La repubblica dei poeti”, sugli anni del Mulino di Bazzano e la neoavanguardia. Nel 1990 ha creato l’etichetta “Riso Rosa – progetti sulla scrittura ironica delle donne“, promuovendo rassegne, prodotti editoriali e multimediali e l’omonimo festival biennale. Per Riso Rosa ha curato le antologie “ Ragazze, non fate versi!” ( con la poetessa Alessandra Berardi ), “ Pink Ink, scritture comiche molto femminili “ e “ Pink Noir, delitti per signora “ tutti pubblicati dall’ Editrice ZONA. Nel 2010 ha curato, in occasione del Festival Romapoesia poEtiche, il DVD Fragili Guerriere, omaggio alle poete epiche Amelia Rosselli e Patrizia Vicinelli e nel 2011 ha scritto con Rosaria Lo Russo il manifesto politico/poetico “FRAGILI GUERRIERE, per una ricerca sulla poesia epica delle donne”; dal 2012 Fragili Guerriere diventa spettacolo work in progress e promuove serate con poete, attrici e musiciste, video e mostre. Dal 2014 cura al Museo Uomo Ambiente di Bazzano (PR) l’ Archivio video di poesia La Repubblica dei Poeti, nel luogo dove vissero Corrado Costa, Adriano Spatola e Giulia Niccolai e dove fu fondata la casa editrice Tam Tam.

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