Bologna in Lettere 2016 – Lello Voce – Il fiore inverso

Il fiore inverso verrà presentato a Bologna in Lettere

Venerdì 27 Maggio ore 20.30 al Cassero LGBT Center

rubon61

A quattro anni dal Premio Napoli per Piccola cucina cannibale, la coppia poetico-musicale Lello Voce e Frank Nemola torna con un disco-libro di poesia che percorre sentieri sempre più avanzati nella ricerca di nuove forme poetico-musicali capaci di interpretare la contemporaneità, senza rinunciare alla possibilità di raggiungere ed emozionare un pubblico più vasto.

Con loro, come da ormai un ventennio, il suono inconfondibile e magistrale della tromba di Paolo Fresu e altri nuovi compagni di viaggio: la tagliente chitarra elettrica di Dario Comuzzi, la fisarmonica virtuosa e potente di Simone Zanchini, l’aspro e struggente violoncello barocco di Eva Sola, il rap duro, complesso e impegnato, di Kento, la viola coltissima e calda di Luca Sanzò, il malinconico e intensissimo violoncello di Adele Pardi. Tutti ritratti, in uno sketch-book, dalla matita scabra e acuta di Claudio Calia, tra i più innovativi autori italiani di fumetto.

La scommessa è sempre quella di rilanciare e rinnovare la poesia, restituendola alle sue origini quando, prima di farsi muta migrando nelle terre silenti della letteratura, era un’arte essenzialmente orale che, nel ritmo delle parole e nell’abbraccio della comunità, disvelava appieno il suo significato, culturale e politico allo stesso tempo.

La musica che ascolterete -quella delle parole e quella dei puri suoni- non vuole pertanto ‘accompagnare’ ma piuttosto ‘tradurre’. La musica illumina le pieghe del linguaggio, le zone oscure su cui si fonda, ma che nessuna parola può esprimere, perché ogni vera poesia è sempre un po’ analfabeta: è il ‘fiore inverso’, nella metafora del provenzale Raimbaut d’Aurenga, l’unico a sbocciare con le radici protese verso il cielo.

Un ‘libro da leggere con le orecchie’, dunque, lasciandosi attraversare dai suoni, ballando, con i propri piedi e con il proprio corpo, i ‘piedi’ dei versi che il poeta ritma con la sua voce, accordandola alla musica, per offrirci un affresco sonoro e linguisticamente raffinatissimo del presente in cui la dimensione personale è sempre politica e la riflessione politica accetta il rischio della fragilità e dei sentimenti

Con un denso saggio di Voce che si configura come un vero e proprio manifesto di una nuova poetica dell’oralità.

Qui si può ascoltare il primo brano

http://www.lellovoce.it/Il-Fiore-Inverso

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