Bologna in Lettere 2016 – Maria Assunta Karini

Bologna in lettere 2016

Stratificazioni (arte-fatti contemporanei)

 

Sabato 28 Maggio

Cassero Lgbt Center

Via Don Minzoni 18

 

Maria Assunta Karini

Don  Chisciotte  Fkodk  v  1.0

Crystals of Ghosts

Abraham’s Greenhouse

 

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L’Opera di Maria Assunta Karini, da oltre quindici anni, utilizza come terreno di indagine quella zona grigia che precede un importante cambiamento. Un istante di eterno presente, in cui la routine del passato si interrompe e uno “stato alterato di coscienza” si impone a dissolvere i confini che separano chi siamo da chi diventeremo. Identità e alterità. Così la maternità, l’imporsi di un’ideologia, la disperazione, diventano chiavi d’ingresso in un mondo parallelo, allucinato ma sempre lucido in cui il tempo si dilata. E un modo per parlare di trasformazioni imminenti ma ancora incompiute, storiche o individuali che siano, ma sempre al femminile (Natasha Barbieri)

 

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Maria Assunta Karini lavora sulle osmotiche tensioni che albergano tra spirito e corpo sublimando con una poetica a forte valenza simbolica paure, tensioni psichiche e mistiche in un rapporto tra il microcosmo dell’essere umani e gli elementi esterni, terreni; e lo fa con un impegno etico e sociale davvero ragguardevole, espresso con una pluralità di medium artistici: dalla scultura all’installazione, dalla video arte alla fotografia. Come osserva con acutezza Luca Beatrice, “l’opera di Maria Assunta Karini si snoda sull’opposizione concettuale degli elementi sia formali che culturali”, che amalgamano significati della vita umana e della società attraverso rappresentazioni e immagini non scevre di teatralità e densamente simboliche che popolano il paesaggio mentale e realmente vissuto dell’artista. (…) L’arte della Karini è interamente costruita sui simboli in cui prevalgono, come denominatore comune, gli opposti di spirito e carne. Ella trae linfa visuale dall’arte (…); e lo compie attraverso il video e la fotografia utilizzati come strumento per inventare nuovamente una “pittura” narrativa e allegorica in cui la reiterata simbologia del cuore e del suo sangue assume ambivalenti significati antropologici, sociali e religiosi.(Claudia Collina)

 

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Don  Chisciotte  Fkodk  v  1.0

 

Voglio contare fino a dieci prima di prendere una decisione

Ma lo so già, non voglio sentire

Voglio contare fino a cento prima di diventare quello che sono

Adesso conto fino a mille,e voi dovete sentirmi

Poi andate per la vostra strada come io andrò per la mia

 

Il linguaggio, la comunicazione, rimane sempre un tentativo tra diversi. La necessità di appartenere  a qualcuno o a qualcosa, è ciò che in fondo decide le nostre azioni,  trasforma la nostra identità: rifiuto, comprensione, dissociazione, ambivalenza, è il meccanismo di autoillusione,  la legge che ci    governa, ma senza sapere come, cosa, e chi,  occorre solo armarsi per la propria strada.

 

AMANTE DEL MARE CERCA PASSAGGIO PER LA COSTA MODELLA NON DISPOSTA A REALIZZARE CAMPAGNA PUBBLICITARIA PRO-INTEGRAZIONE AAA CERCASI FORMA E SOSTANZA

 

Crystals of Ghosts

 

Sono immagini fumose come i pirogrammi di Nino Migliori quelle di “Cristalli di Fantasmi”. La video/artista Maria Assunta Karini, infatti, utilizza proprio quell’atmosfera nebbiosa, ossidata e corrotta per far apparire, materializzare davanti ai nostri occhi una serie di personaggi strappati ad un microcosmo italiano, quello piacentino. Le immagini della pellicola sono (come già nel suo Abraham’s Greenhouse ) composte da sequenze fotografiche. Immagini, scatti a modelli in posa o, molto più spesso, furtivi ad ignari passanti, che riflettono sulla tematica del dazibao. E se Nie Yuanzi lo usò per criticare il presidente della stessa università nella quale insegnava, che non aveva preso una corretta posizione politica nei confronti dell’opera teatrale “La destituzione di Hai Rui” o lo stesso Mao scrisse “Bombardate il quartier generale” per  istigare le Guardie Rosse ad attaccare i vertici delle istituzioni; la Karini ripropone in chiave moderna il concetto stesso di dazibao, critico non tanto della gerarchia politica italiana quanto di un uomo contemporaneo ripiegato su se stesso, chiuso ma sempre alla ricerca di qualcosa anche se spesso incapace di esplicitare le sue richieste all’esterno interagendo con la comunità. Nel video, vediamo esseri umani dai volti stravolti al computer  (manipolati, sporcati, destrutturati ), con i tratti sfatti come nei quadri di James Ensor; ed è un’operazione che simbolicamente vuole mettere a nudo una “vera” natura, scandagliando l’inconscio e trovando, spesso, anche aspetti oscuri e sconosciuti. Allora ecco i  dazibao dal sapore surreale, carichi della forte ironia che caratterizza l’artista, che esplicitano desideri, pulsioni ed idee che guizzano nella mente, anche solo fulmineamente e che, in un giorno e da una persona qualunque, nella nebbiosa Piacenza, verrebbero probabilmente repressi.  L’artista ha ideato questo  progetto , proprio tenendo ben chiara l’idea fondante del video (il bisogno, la voglia, il desiderio, spesso represso, di comunicazione). E un opera che si lascia aperta ad altre possibilità che può essere ampliata ed arricchita dal numero dei personaggi, nata soprattutto  per interagire ed entrare in comunicazione diretta con lo spettatore.

 

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Abraham’s Greenhouse

 

E’il buio. Sono le tenebre soffocanti di una notte, ma anche l’oscurità di un male di vivere che lacera l’animo di chi mal sopporta la sua condizione di vita, ma la perpetua, perdendo forza ed energia, perseverando nella staticità. Abraham’s  Greenhouse di Maria Assunta Karini parte proprio da qui. La musica del poliedrico artista Daniel Martin Diaz è martellante, mentre le immagini del video (realizzate con sequenze fotografiche) corrono veloci sullo schermo inseguendosi serrate; ed un giovane beve, oppresso tanto dal claustrofobico contesto che lo circonda o dai suoi abiti quanto dalle catene degli stereotipi del mondo contemporaneo. Il percorso catartico, di purificazione dell’anima dai mali interiori, porta al giorno; non escludendo il dolore.

L’artista non lesina i richiami visivi, ed il volto del giovane, l’artista Luka Moncaleano, assume un ventaglio di espressioni che omaggiano quel capolavoro di emozione, tra realismo e espressionismo, che è La passione di Giovanna d’Arco di Carl Theodor Dreyer. Allora buio, dolore, metamorfosi. I piedi si trasformano in radici, lunghe e nodose, e le dita si allungano, sino a divenire eburnee, caricate di foglie. Una mutazione profonda, di grande dinamismo, che sospende questo uomo/albero tra due universi, tra il cielo e la terra, tra l’immanenza e la trascendenza. Maria Assunta Karini recupera la simbologia antichissima dell’albero/asse cosmico che, situato al centro dell’universo, è conficcato nella terra, nel mondo sotterraneo (comunicando con il regno dei morti), ma si erge nell’atmosfera, anelando, tendendo al cielo, al celeste delle divinità. Albero che, secondo il “Libro dello splendore”, lo Zohar ebraico, mette in rapporto con la parola, anzi si legge, riguardo all’epoca messianica “… l’albero della vita sarà allora piantato nel centro del giardino e si realizzerà La Parola; egli prenderà anche dell’albero della Vita, ne mangerà e ne vivrà in eterno”. Parliamo quindi di un percorso che porta all’assorbimento della sostanza del mondo portando al raggiungimento della conoscenza assoluta. E la stessa croce cristiana, così come lo stupa buddista sono immagini dell’albero della vita; quindi, concludendo, è giusto dire che Cristo, Buddha (ma anche Maometto), compirono l’ascesa attraverso l’albero cosmico/axis mundi. Ecco che nel video, che non smette di essere onirico, il ritmo si placa; ed è giorno. E’ la rivelazione. E, ancora, è il dinamismo continuo, è il movimento, che porta, nello stupore, alla trasfigurazione del protagonista, che diviene luce, splendida, abbagliante, sfolgorante. L’esempio sono i cespugli biblici dell’Antico Testamento, che sono infiammati, ardenti per il soffio divino; o la menorah, forgiata da Mosè che, come l’albero cabalistico del Sephiroth, simboleggia la luce del divino.

Maria Assunta Karini propone un video raffinato, ricercato nelle immagini, così come nella concettualità solida; che scandaglia problemi filosofici affrontati dall’uomo sin dall’alba dei tempi. Ma vissuti con quella sensibilità contemporanea che l’ha avvicinata al mondo ed alle problematiche giovanili fin dalla trilogia “Ophelia”, “Trigeminal” e “Youngsters”; e che ci fa immedesimare con la sofferenza del protagonista di Abraham’s Greenhouse, adolescente che, come la pupa di un insetto, necessita di completare una metamorfosi, fisica e mentale, per affrontare la vita adulta. (Giovanna Ravazzola)

 

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Maria Assunta Karini nasce come scultrice. Studia a  Parigi nella sezione di scultura a l’École nationale supérieure des beaux-arts. Studia tecnologie del marmo alla Scuola del marmo di Carrara e le tecniche scultoree sul granito per quattro mesi in Montreal, Canada. Frequenta il laboratorio di scultura SGF di Carrara. Partecipa a numerose manifestazioni e concorsi di scultura monumentale (Israele, Brasile, Messico, Francia, Repubblica Ceca, Corea ecc), sue opere si trovano in numerose collezioni pubbliche e private.

Successivamente, intraprende un percorso di sperimentazione visiva passando alla fotografia e videoinstallazione. Segue corsi di sperimentazione audiovisiva, cinema sperimentale e d’artista. Elabora numerosi progetti attraverso la commistione di questi mezzi espressivi, anche grazie ad un percorso individuale di ricerca scientifica e le sue applicazioni nell’arte attraverso collaborazioni internazionali con gruppi artistici multidisciplinari (Centro Provincial de Artes Plásticas y Diseño, Habana Cuba, MADC Museo de Arte y Diseño Contemporáneo, San José Costa Rica ). Frequenta corsi di cinema sperimentale all’Aiace a Torino e alla Civica Scuola di Cinema Fondazione Milano. Contemporaneamente sviluppa un percorso di regista e sceneggiatrice, realizzando numerosi cortometraggi e medio metraggi che hanno partecipato a festival nazionali ed internazionali (Cannes, Seattle, Seoul, Teheran, Clermont Ferrand, Barcelona, Athens, Warsaw, Amsterdam etc) ottenendo diversi premi e riconoscimenti. Ha partecipato a numerose esposizioni in musei, fondazioni e gallerie, tra i quali Fondazione Mazzotta Milano, BAC Museo d’Arte Contemporanea di Barcellona, Mart Museo d’Arte Contemporanea di Trento e Rovereto, MADC San Jose (Costa Rica) etc.

Ha collaborato alla realizzazione di video musicali come il docu-film Break blues dove hanno partecipato grandi nomi della musica e della letteratura americana,tra i quali Frank Lisciandro, Joe R. Lansdale, Sonny Landreth, Anthony Neil Smith, Tim Willocks, Lance Leadbetter. “Ghosts of Industrial Sunday”, con la collaborazione musicale di Simon Fisher Turner. Moth Masque cd e dvd con le musiche di Timothy Renner, film realizzato da Maria Assunta Karini e Francesco Paladino.“Timelakedocumentario sull’artista Gregg Lake, prodotto dalla Manticore Records U.S.A.

 

 

 

LATEST WORKS AND EXHIBITIONS

 

 

 

2016  “AlterNative “Maleo Lodi mostra collettiva ,curatela Chiara Cardini ,Castello di Maleo Lodi

2015  Maria Assunta Karini is an actress in the film “Killer Tape” Directed by Lorenzo Fassina

2014 “Ghosts of Industrial Sunday”, Short Film and CDs, music composed by Simon Fisher Turner, Private Vision, Silentes Production

Mummyraffe”, Video performance, music by Aaron Moore, Private Vision ,Silentes Production, Biennial of Art and Literature ,Cagliari

2013 8 CYFF International Film Festival ,Unesco Amphitheater,Cyprus

26 Der Neue Heimatfilm ,Freistadt, Austria

3 International Folk Music Film Festival ,hosted by Music Museum of, Khatmandu, Nepal

“Dreamsmellers” Video Project achieved in Lucknow, Uttar Pradesh India, music by Martyn Bates, Two Stars Symphony, Private Vision, Silentes Production

”Moth MasqueVideo-Installation DVD and CDs of the music by Timothy Renner, the box is produced of the Dark Holler records U.S.A, reviewed by Julian Cope

“TimelakeDocumentary about Gregg Lake, produced by Manticore Records U.S.A

“Unsung”, Video-Installation ,music by Martin Bates

2012 Photography Open Salon, “An Eye for an Ear”,Arles ,France

25 Der Neue Heimatfilm ,Freistadt, Austria

“Break Blues” Doku-Film about American Blues,In big names musicians and writers took part: Frank Lisciandro, Joe R. Lansdale, Sonny Landreth, Anthony Neil Smith, Tim Willocks, Lance Ledbetter

2011 “Into The Dark,Orfane nella Foresta”, curator Elisa Bozzi ,Roberto Dassoni,Galleria Biffi,Piacenza

M.U.S.A Video Project ”The Rabbit Hole” edited by Luka Moncaleano and Karini Maria Assunta,Piacenza

“Eaux d’Artifice”, Reggio Film Festival

 

 

SELECTED PARTICIPATIONS

 

 

Theran International Short Film Festival,Theran,Iran / Photo-Project”A Little Light”, Arborea,Portland U.S.A/ Racconti d’Arte The Ten Best Photographer, edited by Claudio Abate, Mart Contemporary Art of Trento and Rovereto / Short Film Corner ,Festival de Cannes / Video-Project “Crystals of Ghosts” Macba Contemporary Art Museum Barcelona, Spain / Seoul International Film Festival, Seoul, Korea / Seattle International Film Festival, Future Weve Shorts,Seattle U.S.A /The Desert Generation , Jerusalem Artist’s House, Jerusalem

 

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