Il presente di Bologna in Lettere (2)

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[…]

La terza edizione è stata dedicata a Pasolini. Nel 2015 ricorre il quarantennale della sua scomparsa. Per prima cosa abbiamo cercato di partire dal basso – in senso anagrafico-, di coinvolgere cioè le scuole. Una volta ottenuto il patrocinio dell’Ufficio Scolastico Regionale dell’Emilia Romagna, abbiamo indetto un concorso letterario riservato proprio alle scuole in cui si chiedeva agli allievi di produrre degli elaborati ispirati ad alcuni cortometraggi di Pasolini. La risposta è stata piuttosto soddisfacente con la partecipazione di diverse scuole , dalla Calabria alla Lombardia all’Emilia.  Il concorso tra l’altro è stato vinto proprio da una ragazza bolognese che, per caso o per segno del destino, frequenta il liceo galvani che è quello dove ha studiato Pasolini, perché poi non dobbiamo dimenticare che Pasolini è nato  proprio a Bologna. A questo primo concorso ne abbiamo  naturalmente aggiunto un altro, riservato agli adulti che ha visto la partecipazione di autori provenienti da tutto l’arco del territorio nazionale. Con la collaborazione di un editore milanese, Marco Saya, abbiamo prodotto anche un libro con contributi critici e creativi di vario tipo di Antonella Pierangeli, Sonia Caporossi, Marco Adorno Rossi, Vladimir D’Amora, Roberto Chiesi, Enzo Campi. Questo volume, il cui titolo è “Pasolini, la diversità consapevole”, raccoglie tra l’altro nell’ultima sezione i testi dei finalisti dei due concorsi, ed è stato presentato in anteprima nazionale nell’ambito degli eventi del festival. Tutto il progetto inerente a Pasolini è stato realizzato con la collaborazione del Centro Studi Archivio Pier Paolo Pasolini della Fondazione Cineteca di Bologna, nella persona di Roberto Chiesi che ne è il direttore e si articola attraverso vari momenti e situazioni strutturati secondo la logica dei sistemi d’attrazione, ovvero  gli spazi e le linee di intercomunicazione tra i vari linguaggi artistici ed espressivi.

Il festival ha prodotto anche un recital “La macchina miracolante”, che è ispirato alla corrispondenza epistolare tra Pasolini, Leonetti e Roversi dalla quale è scaturita l’esperienza della rivista letteraria bolognese “Officina”, su testi e regia Enzo Campi, musiche di Mario Sboarina, con Alessandro BrusaEnea Roversi. Abbiamo avuto un intervento di Stefano Casi,  il diretttore dei teatri di Vita, sulle contraddizioni della Bologna pasoliniana, la proiezione del video della performance “Intellettuale” di Fabio Mauri, con Pasolini come attore, con un’introduzione di Roberto Chiesi, due lezioni filologiche di Antonella Pierangeli, un’affabulazione di Sonia Caporossi, un intervento di Roberto Chiesi sui luoghi bolognesi del cinema pasoliniano, la performance “Io non ritratto” di Dome Bulfaro, realizzata a partire da un laboratorio tenuto con gli allievi di un liceo artistico milanese che hanno realizzato una serie di video-ritratti alla maniera pasoliniana,  la presentazione, a cura di Daniele Poletti e in anteprima nazionale, del saggio “Sulla rivoluzione incompiuta di Pasolini” di Peter Carravetta,  la proiezione del documentario “Pier Paolo Pasolini – Cultura e società” di Carlo Di Carlo (che è stato aiuto regista di Pasolini in Mamma Roma, La Ricotta, La Rabbia), e la kermesse Oltre ogni possibile fine: Versi per PPP, a cura di Claudio FinelliCarmine De Falco, Ferdinando Tricarico.

Un omaggio abbastanza ricco. Ma non è tutto.

 

[… continua…]

 

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