Mese: luglio 2015

Portare all’atto

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Stefano Agosti

estratti da La competenza associativa di Amelia Rosselli

in id. Poesia Italiana Contemporanea

Bompiani, 1995

 

 

 

[…] Nei riguardi di questa produzione, dirò subito che essa si segnala per la priorità, o magari per l’egemonia, conferita alla competenza associativa rispetto alla competenza sintagmatica (uso il termine “competenza” proprio nel senso in cui Chomsky, e dopo di lui altri linguisti, parlano di “competenza linguistica” del parlante). Fornisco immediatamente l’esplicitazione di tale affermazione, formulata in termini così lapidari. Il fenomeno poetico si caratterizza proprio dalla presenza, in atto, della competenza associativa: basti pensare alle identità foniche rappresentate dalle rime, alle equivalenze stabilite dagli accenti ritmici ecc. Solo che, normalmente, vale a dire nell’esecuzione poetica canonica, questa competenza associativa risulta subordinata alla competenza sintagmatica, e cioè alla produzione e all’elaborazione stessa del discorso. Qui, sarà però necessario collocare la precisazione esplicativa appena fornita entro un quadro più generale. Dei due assi costitutivi dell’atto linguistico normale – e cioè non poetico –, vale a dire l’asse sintagmatico (orizzontale) e l’asse paradigmatico (verticale), solo il primo risulta realizzato nel discorso. Il secondo (l’asse verticale) è presente solo virtualmente, è il paradigma (appunto) a partire dal quale e all’interno del quale vengono operate le scelte delle unità o delle forme verbali costitutive della sequenza. Sì che quest’ultima – come acutamente fa osservare Lacan – porta sospese, al di sopra delle unità che la compongono, tutte le altre unità (virtuali) escluse dal processo di selezione. Tale è il quadro entro il quale e secondo il quale si realizza l’atto linguistico normale (diciamo, con Benveniste, la messa-in-discorso della “langue”). Nell’atto poetico invece – giusta il celeberrimo principio di Jakobson – anche il paradigma risulta realizzato: dallo stato virtuale passa all’atto. Per cui la distribuzione differenziale e oppositiva delle unità, secondo le quali si organizza la sequenza sintagmatica (l’enunciato, il discorso), si trova a convivere – paradossalmente diciamo, o scandalosamente se si vuole (ma è in questo scandalo, in questo paradosso, che il poetico trova la propria giustificazione) –, la distribuzione delle unità si trova dunque a convivere con le associazioni, portate all’atto, costitutive del paradigma: quelle associazioni, o virtualità selettive, individuate già da Saussure, che sono le associazioni foniche, semantiche (i sinonimi), morfologiche (le derivazioni) ecc. Ora, questo processo (come ho detto prima), questo processo associativo che si attua nella manifestazione poetica, non gode, normalmente di priorità. La sua attuazione è subordinata alla costituzione del discorso (alla competenza sintagmatica). Che esso mette incessantemente in crisi, è vero (in quanto il principio di differenzialità che agisce nella realizzazione del sintagma risulta continuamente minacciato dall’attuarsi delle equivalenze quando non delle identità), ma di cui però non può fare a meno. L’asse sintagmatico articolato in discorso, ne rappresenta, comunque e sempre, il supporto, la base, la struttura di sostegno. Il caso della Rosselli apparirà sufficientemente abnorme se si pensa che, lì, la competenza associativa non solo si dà come prioritaria nel processo di produzione degli enunciati, ma spesso giunge a gestire l’intero spazio della rappresentazione verbale. Dal cortocircuito del lapsus (si ricordi Pasolini), e passando per le più svariate modalità di associazione per contiguità foniche e semantiche degli elementi, la competenza associativa giunge insomma a costituirsi come un vero e proprio principio strutturante del testo. […]

Bologna in Lettere 2015 – Ida Travi (il video)

Ida Travi, poetessa. Scrive anche per la  musica e il teatro.

Ida Travi a Bologna in Lettere 2015 from Bologna in Lettere on Vimeo.

Tra le ultime pubblicazioni di poesia: Katrin, saluti dalla casa di nessuno 2014, Il mio nome è Inna, 2012; TA’ Selezione Premio Viareggio 2011; Neo/Alcesti,2009La corsa dei fuochi, 2007 libro+ CD. Tutti editi da Moretti&Vitali Editore. Le sue poesie sono tradotte in varie lingue.

Tra i saggi:  Poetica del basso continuo, Moretti&Vitali 2015, L’aspetto orale della poesiaAnterem 2001, 3°Edizione Moretti&Vitali 2007. Selezione Premio Viareggio

Per il teatro: in scena nel 2005 Diotima e la suonatrice di flauto edito da La Tartaruga – Baldini Castoldi Dalai. Tesi di Laurea in Composizione del M° Andrea BattistoniOpera Poetico MusicaleLa culla sul mare musica dal M° Andrea Mannucci, Teatro Romano di Verona, voce cantante Antonella Ruggiero, voce recitante Patricia Zanco, 2003. Tàpoesiaconcerto, musica di Andrea Battistoni, Società Letteraria di Verona, 2013. Radiodrammi: La valle argentata musica Andrea Battistoni, 2011; Sogno invernale con resurrezione musica di Andrea Ziviani, Conservatorio di Verona, in scena Palazzo della Gran Guardia,Verona, 2010; Tu sei soltanto in allarme Tesi di Laurea in composizione del M° Meneghini, 2010, esecuzione live in Auditorium, Conservatorio di Trento.

Collabora con il quotidiano Il ManifestoHa collaborato per molti anni con la Rivista di Ricerca Letteraria AnteremReading, conversazioni e interviste: Fahrenheit, Radio Tre Suite, Rai Uno, Radio Bruxelles, Radio Popolare, Radio Svizzera italiana, Radio Cà Foscari e altre emittenti. Una curiosità: negli anni ’80 ha curato per l’edizione italiana dello storico Rolling Stones Magazine la rubrica Angolazioni, interventi tra letteratura e musica con scritti su Patty Smith, Demetrio Stratos, Andrè Breton,  Dylan Thomas, Franz Kafka, ecc.

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