Pasolini la diversità consapevole

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AA.VV.

Pasolini

la diversità consapevole

a cura di Enzo Campi

Contributi critici e scritti dedicati di

Sonia Caporossi, Roberto Chiesi, Vladimir D’Amora

Antonella Pierangeli, Marco Adorno Rossi, Enzo Campi

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Antonella Pierangeli

 

In una carta risalente ai primi anni Settanta, Pier Paolo Pasolini ha scritto: «Ogni volta che mi chiedono di raccontare qualcosa su mia madre, di ricordare qualcosa di lei, è sempre la stessa immagine che mi viene in mente. Siamo a Sacile, nella primavera del 1929 o del 1931, mia mamma e io camminiamo per il sentiero di un prato abbastanza fuori dal paese; siamo soli, completamente soli. Intorno a noi ci sono i cespugli appena ingemmati, ma con l’aspetto ancora invernale; anche gli alberi sono nudi, e, attraverso le distese dei tronchi neri, si intravedono in fondo le montagne azzurre. Ma le primule sono già nate. Le prode dei fossi ne sono piene. Ciò mi dà una gioia infinita che anche adesso, mentre ne parlo, mi soffoca. Stringo forte il braccio di mia madre (cammino infatti a braccetto con lei) e affondo la guancia nella povera pelliccia che essa indossa: in quella pelliccia sento il profumo della primavera, un miscuglio di gelo e di tepore, di fango odoroso e di fiori ancora inodori, di casa e di campagna. Questo odore della povera pelliccia di mia madre è l’odore della mia vita».

Da qui, da questa germinazione nostalgica della memoria si origina e prende forma il nucleo fondante del cantico poetico ed esistenziale di Supplica a mia madre, il componimento scritto da Pier Paolo Pasolini il 25 aprile 1962 e in seguito inserito all’interno della raccolta Poesia in forma di rosa nel 1964.

Una sottile, impura epifania del dolore s’incarna infatti nel corpo della parola fin dall’incipit:

 

È difficile dire con parole di figlio
ciò a cui nel cuore ben poco assomiglio.
Tu sei la sola al mondo che sa, del mio cuore,
ciò che è stato sempre, prima d’ogni altro amore.

 

Una confessione dall’impatto devastante, lucidamente consapevole, dell’impossibilità alla vita e alla ricerca dell’armonia a cui la separazione dal corpo della madre sembra condannare gli uomini dal momento della nascita per il resto della loro vita. Pasolini dice a sua madre “tu sei la sola al mondo”; la sola che ha guardato il cuore del poeta, ma la purezza e l’ingenua fragilità di primula di Susanna la pongono al riparo dalla visione dell’abisso del figlio.

Subito dunque, fin dai primi versi, una sensazione cerebrale, lucidamente consapevole come un’intellezione somatica, invade il campo del senso, proponendo un filo conduttore in grado di sottrarsi al dominio del poetico per affondare nella rivolta tragica e straziante di un urlo:

 

Per questo devo dirti ciò ch’è orrendo conoscere:
è dentro la tua grazia che nasce la mia angoscia.

 

(estratto da “L’inconfessabile tocco del nulla lucenteSupplica a mia madre, una lettura”)

 

*

 

Il volume comprende la riproduzione della prima stesura del dattiloscritto (con correzioni autografe) di Supplica a mia madre, depositato presso l’Archivio Contemporaneo A. Bonsanti del Gabinetto Vieusseux di Firenze.

 

*

 

Il volume comprende inoltre i testi dei finalisti dei due concorsi letterari dedicati a Pasolini e banditi dal Festival Bologna in Lettere: Patrizia Santi, Maurizio Camerini, Fernando Della Posta, Silvia Rosa, Daniele Andreis, Valentina Frisone, Francesca Maria Marziano, Eleonora Fidelia Chiefari, Costanza Venturoli.

 

*

 

INDICE DEL VOLUME

 

5    Concorsi di causa e di colpa (N.d.C.)

 

9    Corsi

11  Sonia Caporossi, La sperimentazione linguistica e l’ideologia

marxista nei romanzi di Pasolini

23  Ricorsi

25  Roberto Chiesi, “Una terra separata, un’isola” Appunti sulla

      Bologna di Pasolini

33  Rimborsi

35  Vladimir D’Amora,  Pasolini Primo Piano

39  Decorsi

41  Marco Adorno Rossi, Pasolini – Passione e Periferia

45  Percorsi

47  Pier Paolo Pasolini, Supplica a mia madre

Riproduzione del dattiloscritto originale depositato presso

l’Archivio contemporaneo A. Bonsanti del Gabinetto Vieusseux

di  Firenze.

51  Antonella Pierangeli, L’inconfessabile tocco del nulla

      lucente:Supplica a mia madre, una lettura

57  Soccorsi

59  Enzo Campi, Testamento

69  Concorsi

71  Patrizia Santi, Quadruplo [decennio]

73  Maurizio Camerini, Un vangelo apocrifo

75  Fernando Della Posta, Ti diranno di non splendere

79  Silvia Rosa, Frammenti di un discorso d’ordinaria attrazione

      e di sistemi a perdere

82  Daniele Andreis, Ubiloquio

83  Valentina Frisone, In sella

87  Francesca Maria Marziano, Semo gente de borgata: i grandi

      cortometraggi di Pier Paolo Pasolini

91  Eleonora Fidelia Chiefari, Un cielo di fuoco

93  Costanza Venturoli, Il sorriso dello straniero

 

95  Note bio-bibliografiche

 

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