B.I.L. 2014 – GLI AUTORI: STEFANO SIMONCELLI

simoncelli

Stefano Simoncelli

Certe mattine

Certe mattine
che te ne sei andato
brancolo come un’anima in pena
per le camere, il terrazzo, tentando
di capire chi sono e cosa faccio
solo in questa casa. È mai possibile,
mi domando pieno di te e meraviglia,
che mi scomponga in tante persone
e sia nello stesso tempo
o in tempi diversi
l’amico fraterno, il nemico
soprattutto di me stesso, il tennista
che puoi riconoscere in qualche fotografia,
l’impiegato del campeggio e altro ancora?
Che sia tutto tranne quello che sono?
Quello che ero tra le tue braccia?

da Giocavo all’ala
Stefano Simoncelli

Simoncelli (ph. © Serena Campanini)

Da La Stampa – Dialoghi in versi – Maurizio Cucchi
(27/01/2012 – Un quadro politico un po’ meno litico)

[…]

Ma il valore della poesia di Simoncelli sta essenzialmente nella viva forza del sentimento, nella capacità discreta di legarsi all’emozione e di trasmetterla con chiarezza comunicativa, sempre a ridosso delle cose e della concretezza quotidiana, che emergono negli oggetti e nelle situazioni della memoria. Affetti e memoria, dunque, agiscono nella mente e sulla pagina di Simoncelli, nel garbo e nella delicatezza morbida della sua pronuncia, che riesce a coinvolgere il lettore con pacata naturalezza. […]
Maurizio Cucchi

http://www.lastampa.it/2012/01/27/blogs/dialoghi-in-versi/un-quadro-politico-un-po-meno-litico-7icmf7nOT904smlDdrezaJ/pagina.html

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da Stazione remota in “Terza copia del gelo”, Ita­lic 2012

In sof­fitta, accanto alle custo­die di cuoio dei fucili da cac­cia, con­serva un baule chiuso rigo­ro­sa­mente a chiave dove ha rac­colto gli oggetti di una vita:

alcune spille, una lente

d’ingrandimento, let­tere,

car­to­line di loca­lità esotiche,

un pen­nello da barba con lamette,

due tac­cuini, un cofa­netto con il necessario

per la soprav­vi­venza in una gior­nata di neve,

l’elenco tele­fo­nico del ’67, scon­trini, ricevute

e docu­menti in lise car­tel­lette, alcune piume

della coda di un suo ado­rato cardellino

morto di cre­pa­cuore, chiavi, filtri

di siga­rette fumate chissà

dove e con chi, stagnole

di cara­melle e infi­nite altre cara­bat­tole di nes­sun peso e valore. In fondo, pro­prio in fondo al baule, si trova una sca­to­lina di latta deco­rata con nuvole e gab­biani. Den­tro non c’è niente, vuota come a volte la sua memo­ria. Di nasco­sto la apre e subito richiude con uno sguardo perso, miste­rioso e splendente.

Altro:

La ricerca di un nuovo apprendistato esistenziale neLa terza copia del gelo” di Stefano Simoncelli, di Guido Monti – Su Poesia – Corriere

Qui l’evento a cui parteciperà come autore a Bologna in Lettere

http://wp.me/p4y6lJ-9o

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