B.I.L. 2014 – GLI AUTORI: SOLIDEA RUGGIERO

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Solidea Ruggiero sa che la parola è il suono espresso dal corpo, ma la parola è anche forza sacra, perché essa sottintende, nella sua formulazione, l’innalzare l’uomo verso un assoluto, così che la parola, anche quella fermata in scrittura, diventa l’espressione migliore della nostra esistenza. Molte sono le domande che l’accostamento “corpo – parola” provoca. Il corpo può dire la parola o può solo sostituirsi a essa? Oppure, in che modo la parola racconta il corpo?
Scriveva Lacan: “Tutto avviene come se qualcosa fosse scritto nel corpo, qualcosa che è dato come un enigma. C’è qualcosa da leggere e noi, sovente, non sappiamo che pesci pigliare”.
Giovanni Testori, che fu anche mio maestro, diceva che la parola doveva farsi carne.
Quindi la parola che si fa carne (che assume peso) ha bisogno del suo reciproco, cioè: della carne che si fa parola, in modo che il corpo (la scrittura) venga abbandonato, per tornare puro spirito, energia iniziale.Questo significa che l’uomo (per essere tale) non deve unicamente ‘dire’ la parola, ma che egli, soprattutto, deve ‘diventare’ la parola, perciò quella carne che, tramite il corpo, sancisce la sua presenza, il suo valore, la sua forza, il suo suono, per poi liberarsi, e di nuovo svanire, per quindi riprendere forma altrove, e ciò all’infinito.

(“Nel cuore del corpo parlato” di Gian Ruggero Manzoni)

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