B.I.L. 2014 – GLI AUTORI: RITA BONOMO

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Sono nata che non facevo rumore, nemmeno un vagito,  sono nata che sembravo morta. Ho imparato fin da subito il momento dell’errore di un lamento,  buttato a straccio, inutilmente. Ho imparato solo dopo le priorità che –a casa mia, casa di femmine e padroni-  avrei voluto spogliarmi da dosso come i quattro stracci —    che appesi mi calzavano così tanto male,  addosso. Sono nata che non facevo rumore.  A casa mia -a una femmina- non  è dato fare rumore,  non le è dato dire d’un pianto, d’un

–ecco son nata anche io!-  e piango perché i neonati piangono la  paura dell’orco mondo che li assale che  li circonda di troppo rumore. Hanno paura –loro- del troppo mondo, hanno paura  -loro-  del  troppo mondo che li ingoia e che li fa minuscoli creaturi, del mondo maschio che li assale ché  maschi li vuole, maschi, li vuole maschi  tutti . E strillano, allora,  strillano per dirsi vivi,  per dirsi nati per dirsi -ecco, sono nato anche io, ecco ci sono! Sono nato –anche-  io!

Ma sono nata femmina, senza rumore, sono stata discreta, non ho fatto rumore.

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Sono nata quella che – quella sera – ha opposto a tutti i santi l’antitesi della Grazia di cui, virtuosamente, mi volevano vestita, sono nata ad una condizione: farmi femmina divoratrice di questo mondo maschio e invece  mia madre mi voleva scucita dalla di me femmina perché potessi –in lei- riconoscermi.

Sono nata per quella sera, la sera lupo del 27 Aprile 1987.

Quella sera  faceva freddo fino dentro casa. Faceva tutto il freddo che mi scopriva durante il sonno e non riposava la femmina che ero, la teneva in veglia, teneva sveglia la fiera che sono, la fiera che sarei diventata.  Nulla faceva rumore ma lo squarcio  era nell’aria, era nelle coperte che non scaldavano la sera da addormentare. Era  nella porta che quella sera stava per varcare la  furia maschia, di lì a poco, come un’altra delle tante sere squarciate. Quando irruppe, la femmina fiera che ero diventata  covando quell’attesa,  lo seppe riconoscere l’istinto indomito di femmina che si para davanti alla  cucciolata.  Sono nata per quella sera, sono nata per farmi maschia e  indomita fiera ,  urlata  da tutte le urla che non ho, fino ad allora, saputo urlare  e sono nata sì, sono nata la sorella maggiore di mia madre.

(estratti da Sono nata femmina)

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