B.I.L. 2014 – GLI AUTORI: CLAUDIA ZIRONI

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Claudia Zironi e’ nata a Bologna, dove vive, il 26 marzo 1964. E’ laureata all’Universita’ di Bologna in Storia Orientale, ha conseguito un Master in gestione d’impresa. Da anni si occupa di Trade Marketing in un’azienda. E’ mamma orgogliosa e felice di Matilde.

Ha sempre avuto la passione per lo studio delle lingue e per la composizione poetica ma solo di recente ha optato per il confronto e la diffusione.

Ha pubblicato un libro di poesie “Il tempo dell’esistenza” con Marco Saya Edizioni nel novembre 2012.

Sue poesie sono apparse su riviste (Illustrati e Le Voci della Luna), siti Internet (Caponnetto Poesiaperta, La Recherche, Dedalus di Mugnaini, L’Estroverso, La via delle belle donne, WSF, Thraca magazine, Il giardino dei poeti) e antologie fra le quali: Il ricatto del pane, CFR ed. 2012; 100 Thousand poets for change, Albeggi ed. 2013; Cronache da Rapa Nui, CFR Ed. 2013; Sotto il cielo di Lampedusa, Rayuela Ed. 2014.

Si è classificata quarta al concorso Renato Giorgi 2013 per la silloge inedita.

Fa parte del Gruppo 77 diretto da Alessandro Dall’Olio.

E’ fondatrice, attiva nella direzione e nella redazione assieme a Paolo Polvani ed Emanuela Rambaldi, della fanzine on-line rivolta ai lettori Versante Ripido, per la diffusione della buona poesia www.versanteripido.it

 

Siti di riferimento

http://penultimoorizzonte.wordpress.com/category/autori/zironi-claudia/

http://www.versanteripido.it/category/zironi-claudia/

https://www.facebook.com/pages/Claudia-Zironi-poesie/208410812654699?ref=hl

*

LE PAROLE DEGLI ALTRI

 

somiglianze

Ti assomiglia, ti ha detto
piangendo
Guardando
sei centimetri
di ecografia

     

come dice l’amore un poeta

Molti si chiedono come dica l’amore
un poeta. A me, ha detto: Sai, oggi
ti parlavo – lo so che non c’eri, ma io
lo stesso ti parlavo, ti chiedevo
– ci basterà la birra stasera?

     

“occasionalmente“

Aveva smesso di temere l’inverno.
Abbandonata, inalgidata se stessa
in Mintha e Ade, non credeva
di trovare ancora la neve, quella vera
che forma aghi appuntiti e si conficca
fitta, al fondo, nella pelle. Il soffio
di tramontana che tutto cristallizza: liquor,
umor acqueo e midollo, assidera
le estreme falangi delle dita. Dà forma
al ghiaccio, alla falsa trasparenza nelle fonti.
Estuari
sudari
di tardivi storioni,
celle frigorifere
degli obitori.
Cieli immobili e compatti
paiono precipitare
a pavento degli antichi.
Non disarginano mani e baci a labbra
livide, a pallida pelle. Non scorre
il fiume nel suo letto, non scorre
la melagrana nelle vene, rappresa.
Appesa rimane, raggela
di stupore.

    

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